A Catania l’ennesimo stupro, oggi la convalida dei fermi dei 7 ragazzi

scritto da il 05 Febbraio 2024

Di Catania in questi giorni bisogna parlare. Per almeno un paio di buoni motivi che possono essere guardati attraverso un’unica lente.

C’è la premier al balcone del palazzo di città, con lei il sindaco Enrico Trantino e gli stati generali della regione, presidente Renato Schifani incluso. È il 3 febbraio e quella etnea è ufficialmente una città in festa. Sfila per il centro storico, per 3 giorni interi, una marea umana ammantata di un sacco bianco, simbolo del culto legato alla santa patrona.

Quella di Sant’Agata è una manifestazione conosciuta e seguita pressoché ovunque, è la terza festa religiosa più famosa al mondo. Il fercolo che contiene le reliquie dell’adolescente martirizzata nel 251 d.c., per avere respinto il console Quinziano, racconta la storia attualissima di un femminicidio ai tempi del terzo secolo.

Ma che sia chiaro, oggi come ieri è ancora di violenza contro le donne che bisogna parlare. Non si può tacere. Non ci sono feste, né sante da portare in processione se continuano ad alternarsi femminicidi e stupri.

Lo stupro di gruppo

Questa volta a finire in cronaca è stata una bambina. Una tredicenne violentata dal branco. I fatti di Catania sono di qualche giorno fa. Eppure, la notizia è trapelata solo dopo che la macchina della festa s’è messa in moto. Erano in 7, due dei quali minorenni, tutti di nazionalità straniera: le hanno sbarrato la strada, lei era in compagnia del fidanzatino, immobilizzato e picchiato. La passeggiata al giardino Bellini (l’area verde più grande del centro città), si è presto trasformata in un incubo: spinta dentro ai bagni pubblici la ragazzina è stata stuprata, in pieno giorno.

Se vogliamo dire di lei, dobbiamo dire intanto del suo coraggio e della forza che ad appena 13 anni sembra accecante. In un confronto all’americana davanti agli inquirenti  ha riconosciuto due minorenni e il resto dei responsabili sono stati tutti individuati e fermati, nel giro di poche ore, grazie anche alle testimonianze del fidanzato e alle immagini della videosorveglianza nella zona.

Si terranno questa mattina le udienze di convalida dei fermi dei 7 ragazzi, di origine egiziana, indagati per la violenza sessuale di gruppo aggravata. Sarà il gip del Tribunale per i minorenni a valutare la posizione di 3 indagati, compreso il settimo fermato che si è accertato essere un neo maggiorenne. La Procuratrice per i minorenni di Catania, Carla Santocono, redigerà gli atti urgenti, compresa la convalida dei fermi, e poi stralcerà dall’inchiesta la posizione del maggiorenne e trasferirà alla Procura distrettuale il fascicolo che lo riguarda. Sempre questa mattina, dunque, il gip Carlo Umberto Cannella, valuterà la posizione di 4 indagati, per i quali la Procura distrettuale, con l’aggiunto Sebastiano Ardita e il sostituto Anna Trinchillo, ha chiesto la convalida del fermo e l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare.

La vicinanza della città

Nemmeno la città è rimasta muta. Ha risposto con una manifestazione, voluta in primis dalle femministe. Al grido “Sorella non sei sola. Ci vogliamo viv3 e liber3“, hanno percorso le stesse strade della festa, strette in un corteo improvvisato. Rabbia e indignazione erano palpabili e il pensiero era rivolto alla piccola che è la figlia e la sorella di tutte e di tutti.

“Un riferimento alla cronaca della nostra città risulta necessario: la vicinanza alla giovane fatta oggetto di violenza la sera di martedì scorso da un gruppo di suoi coetanei nella villa Bellini” ha detto il vescovo metropolita di Catania, Luigi Renna, nel messaggio alla città per la festa di Sant’Agata.

Le questioni che si pongono adesso sono chiarissime. E sono sempre le stesse, da troppo tempo ormai. Anche le parole per dirle sono le stesse, le conosciamo, alcune sono parole abusate dalla politica di ogni colore, da decenni.

I dati sono vite

Numeri alla mano, i dati che fanno riflettere sono di dicembre e sono della Direzione Centrale della Polizia Criminale. Mentre l’indagine registra un trend in diminuzione (dai 4.909 episodi di stupro del periodo 2022 ai 4.341 dell’analogo periodo del 2023) con le vittime femminili al 91% non è peregrino chiedersi quanto sommerso vi sia. Come si fa a non domandarsi quante siano le donne violentate (dentro e fuori dalle mura domestiche) che non denunciano perché terrorizzate dall’idea di doversi difendere dal processo più che nel processo. Di donne ri-vittimizzate, ci dicono le condanne comminate all’Italia dagli organismi internazionali. Decisioni che hanno scoperchiato il vaso di Pandora: l’uso di pregiudizi giudiziari sessisti ai danni di quante avevano denunciato stupri e violenze sessuali, sono macchie di fango, per un Paese civile.

È certamente dalle istituzioni che bisogna pretendere risposte. Non serve però che la politica di questi giorni cerchi soluzioni securitarie. Serve invece che investa, servono servizi. Serve una rivoluzione culturale e servono risorse.

La verità è che bisogna far presto, perché è già tardi. Le donne non sono al sicuro, in nessun luogo e in nessun tempo.

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Ultimi commenti (2)
  • Gloria |

    Non ci sono parole!! Se ne spendono già troppe!! Occorrono comportamenti e iniziative concrete sia a salvaguardare il benessere collettivo che le tristi e gravi violenze su cui bisogna puntare il dito a 360 gradi.
    La società diviene sempre più complessa e fluida, i valori e i sani principi ormai non vengono considerati più validi a volte anche da coloro che svolgono professioni rispettabili.Ma non dobbiamo arrenderci e ancora con maggiore intensità dobbiamo puntare sull’educazione soprattutto quella non formale, sul rispetto è collaborazione interpersonale sin dalle scuole d’infanzia, dell’inclusione, sulla formazione delle forze dell ordine, di pene più severe e sostan,ialmente riabilitative,dell’incremento della qualità di viltà per tutti i cittadini, soprattutto quelli più fragili e poveri.Sull’aumento delle telecamere da mettere in zone particolari, e perchè no su comportamenti da difesa da insegnare a scuola quando ci si trova in situazioni critiche nonchè dell’insegnamento sia da parte dei genitori che di esperti di comportamenti spia che fanno presagire firme di violenza da quella occulta e psicologica a quella concreta.Non continuiamo a tenere gli occhi chiusi e non aspettiamo le tragedie per effettuare iniziative e scelte che ci sAlvaguardino