Livia Zancaner

Scrivo da sempre: mi aiuta a esprimere le emozioni, a esorcizzarle quando serve. Così, dopo la laurea in economia e qualche colloquio, torno al mio primo amore: la scrittura, applicata alla finanza. Per 10 anni mi occupo di mercati, bilanci, società quotate, al giornale e in agenzia. Nel 2014 arrivo in radio e allargo i miei orizzonti. Mi appassiono a tutto, per natura, soprattutto a quello che non so. Mi piace ascoltare, adoro le storie, non mi stanco mai di imparare…e so quali sono le mie priorità: la famiglia e gli amici, fulcro della mia vita. Ho un marito e un bimbo, i miei punti di riferimento. La felicità? Sí, è nelle piccole cose
17 Aprile 2019

Il Codice rosso ai raggi X: promosso da magistrati e avvocati, ma ci sono nodi da sciogliere

*** post scritto con Simona Rossitto Il Codice rosso sulla violenza contro le donne, come approvato alla Camera, passa l’esame di magistrati e avvocati che ne riconoscono all’unisono soprattutto l’alto valore simbolico. Tuttavia resta qualche distinguo, soprattutto riguardo all’obbligo dei pm di sentire la vittima entro tre giorni, e qualche rimpianto per non aver scelto la strada di una legge onnicomprensiva su una piaga che miete un femminicidio ogni 72 ore.  Alley Oop-Il Sole 24 Ore ha intervistato due magistrati e due avvocate, da sempre impegnati nella lotta alla violenza contro le donne, i giudici Fabio Roia e...

11 Aprile 2019

Pornovendetta, ok al reato ma tempi troppi lunghi per la rimozione dei video

Il reato di porno vendetta – il cosiddetto revenge porn - introdotto nel Codice rosso prevede da uno a sei anni di carcere e una multa da 5.000 a 15.000 euro per chi diffonde immagini o video sessualmente espliciti di una persona senza il suo consenso. Un risultato importante, senza dubbio, ma che lascia irrisolti alcuni nodi. Spesso, infatti, i colpevoli non vengono identificati e il nodo cruciale resta la rimozione dei video, come nel caso di Tiziana Cantone: il 25 aprile 2015 su un portale viene caricato uno dei suoi filmati hard che poi invadono la rete. Il 13 settembre 2016 Tiziana si suicida. “Ottenere la rimozione totale dei...

05 Aprile 2019

Orfani di femminicidio, la legge c'è ma i fondi sono ancora bloccati

Da una parte la mancanza, dopo oltre un anno, dei decreti attuativi per sbloccare i fondi. Dall'altra un decreto interministeriale in lavorazione per alzare gli importi degli indennizzi, previsti dalla direttiva Ue e entrati in vigore nel 2017. In mezzo le famiglie affidatarie, alle prese con il dramma degli orfani speciali, privati della madre per mano del padre, morto suicida o in carcere. In Italia qualcosa si muove ma per le vittime secondarie di femminicidio il futuro resta incerto.  L’unica stima parla di "1600 orfani tra il 2000 e 2014, dei quali il 60% affidati ai parenti materni, lasciati soli dopo il...