Lussemburgo: approvato il diritto all’aborto in Costituzione, dopo la Francia è il secondo Paese al mondo

Il Lussemburgo inserisce il diritto all’aborto nella Costituzione e diventa il secondo Paese al mondo, dopo la Francia, a garantire esplicitamente nella propria Carta fondamentale la libertà di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza. Il voto definitivo della Camera, arrivato dopo un primo via libera parlamentare a marzo, sancisce una svolta di forte valore simbolico e politico in Europa, in un momento in cui il tema dei diritti riproduttivi è tornato al centro del dibattito internazionale dopo la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti del 2022 di annullare la storica sentenza Roe v. Wade.

L’emendamento costituzionale, promosso nel 2024 su iniziativa di Marc Baum, esponente del partito della Sinistra Déi Lénk, è stato approvato con una larga maggioranza: 51 voti favorevoli, sei contrari e due astensioni. «Non credo di esagerare dicendo che oggi stiamo facendo la storia», ha dichiarato Baum durante il dibattito parlamentare.

Il nuovo testo costituzionaale

Il nuovo testo costituzionale stabilisce che «la libertà di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza è garantita. La legge determina le condizioni nelle quali si esercita questa libertà». Una formulazione che, pur demandando alla legislazione ordinaria la definizione delle modalità di accesso, eleva il diritto all’aborto al rango di libertà fondamentale, rafforzandone la tutela contro eventuali restrizioni future.

La scelta del Granducato segue il precedente della Francia, che nel marzo 2024 è diventata il primo Paese al mondo a inserire nella Costituzione la «libertà garantita» delle donne di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza. Il voto francese, arrivato dopo un iter parlamentare durato oltre un anno, era stato interpretato come una risposta al clima di arretramento registrato in alcuni Paesi, in particolare negli Stati Uniti, e come un messaggio politico destinato a rafforzare i diritti delle donne nel lungo periodo.

Il valore dell’inserimento in Costituzione

Secondo numerosi osservatori, la costituzionalizzazione dell’aborto non ha soltanto un valore simbolico. Inserire questo diritto nella Carta fondamentale significa infatti sottrarlo almeno in parte alle oscillazioni delle maggioranze politiche e renderne più difficile una futura revisione. È proprio questo il significato attribuito alla riforma anche nel dibattito europeo: trasformare un diritto riconosciuto dalla legge ordinaria in un principio costituzionale, destinato a rappresentare una garanzia aggiuntiva per le generazioni future.

In Lussemburgo l’aborto è già legale entro i primi tre mesi di gravidanza e può essere praticato anche successivamente in presenza di gravi anomalie del feto o di rischi per la salute della madre. Con il voto di questa settimana, però, il Paese compie un passo ulteriore, collocando la libertà di scelta tra i principi fondamentali dell’ordinamento e rafforzando il fronte europeo dei Paesi che considerano i diritti riproduttivi parte integrante delle libertà costituzionali.

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