
L’educazione dei più giovani, il sostegno agli adulti, le famiglie, il lavoro, le fragilità sociali. Capire cosa significa educare i ragazzi e le ragazze in una città attraversata da solitudini, fragilità e disagio. Sono questi i temi al centro della seconda edizione del festival MiM, in programma dal 15 al 17 maggio a Milano, alle Colonne di San Lorenzo. A confrontarsi sul tema saranno, tra gli altri, don Claudio Burgio, fondatore di Kayros ets e cappellano del carcere minorile Beccaria e Alessandro D’Avenia, scrittore, insegnante e sceneggiatore, da anni impegnato nel racconto del mondo adolescenziale e della scuola. Il titolo scelto per l’edizione 2026 del festival, promosso dall’associazione Milano IncontraMi ets, è «Fiorire a Milano»: un invito a guardare la città attraverso le esperienze educative, sociali e culturali che provano a costruire relazioni, accompagnare le fragilità e creare opportunità di crescita per bambini, adolescenti e adulti.
Gli incontri
Ad aprire il festival, venerdì 15 maggio alle 19, sarà l’incontro «Da solo non basto», dedicato al bisogno di relazioni e comunità nei percorsi di crescita dei ragazzi. Protagonisti Don Claudio Burgio e Alberto Bonfanti, presidente dell’associazione Portofranco Milano onlus. Alessandro D’Avenia sarà invece protagonista sabato 16 maggio dell’incontro «Tu sei un valore», dedicato al riconoscimento dell’unicità e del talento di ogni giovane. Con lui Matteo Severgnini, rettore della Scuola Regina Mundi. Tra gli incontri della giornata di sabato quello su letteratura e arte on Don Paolo Alliata, vicario della Parrocchia di Santa Maria Incoronata e rettore del Liceo Montini e Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano di Milano. Nella giornata conclusiva , domenica, attesi Demetrio Albertini, ex calciatore e dirigente sportivo, e Alberto Capetti, insegnante e responsabile del progetto Calcio seduto. A chiudere il dialogo tra Mons. Luca Bressan, vicario episcopale della Diocesi di Milano e Don Emmanuele Silanos, sacerdote missionario della Fraternità San Carlo Borromeo.
Presenti oltre 20 associazioni
Per tre giorni il festival porterà nel cuore di Milano incontri, testimonianze, laboratori, musica e mostre con oltre venti associazioni impegnate nell’educazione, nel sostegno alle famiglie e nell’accompagnamento delle fragilità sociali. L’obiettivo è raccontare esperienze concrete che, spesso lontano dai riflettori, lavorano ogni giorno con adolescenti, bambini e adulti in difficoltà. Si parlerà di scuola, sport, arte, comunità educanti e anche di intelligenza artificiale e relazioni umane. Cuore del festival la mostra immersiva «Educare: far fiorire l’essere», pensata come un percorso tra storie, esperienze e testimonianze. Accanto agli incontri ci saranno laboratori per bambini e famiglie, attività sportive inclusive e momenti musicali serali. Il festival, ricordiamo, è un’iniziativa indipendente, finanziata grazie a numerosi sponsor e donatori e ideata da un gruppo di giovani e adulti con un obiettivo: condividere uno sguardo capace di valorizzare il bene che abita la città e offrire spunti concreti a chi la vive ogni giorno.
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