
Essere radicati nei territori d’elezione, muovendosi all’interno di una cornice di solidarietà nazionale. È la rotta che dovrebbero seguire le fondazioni di origine bancaria per essere veri e propri attori di sviluppo, secondo Maria Oliva Scaramuzzi, vicepresidente di Fondazione Cr Firenze, ente filantropico che opera tra le città di Firenze, Grosseto e Arezzo.
In questa prospettiva gli eventi culturali, sostenuti dalle fondazioni italiane nel 2025 per quasi 300 milioni di euro, sono non solo occasioni di intrattenimento, ma anche strumenti di valorizzazione delle comunità locali. Un modo per costruire un’eredità che vada oltre il ritorno di breve periodo, per incidere su vivibilità, percezione e attrattività di una città. «Si crea senso di appartenenza e coesione, innescando un circolo virtuoso: la crescita culturale stimola lo sviluppo economico, che a sua volta crea innovazione e progresso» dice Scaramuzzi, con un passato da imprenditrice nel settore congressuale e turistico.
È il caso di Cortona On The Move, festival di fotografia contemporanea ospitato dall’omonimo borgo toscano fino all’1 novembre, e La città dei lettori 2026, manifestazione estiva fiorentina dedicata all’universo letterario di Fondazione Cr Firenze a cura dell’Associazione Wimbledon Aps, che ha visto la partecipazione di alcune voci autorevoli della scena culturale italiana e internazionale, tra cui Emmanuel Carrère e Kiran Desai.

Circolo virtuoso
L’evento, che si è tenuto a Firenze dal 3 al 7 giugno, ha registrato oltre 6mila presenze nei giorni della manifestazione, secondo gli organizzatori. Il programma, diffuso tra Teatro della Pergola e Villa Bardini, ha abbracciato diversi generi (inclusi la letteratura per ragazzi con la rassegna Festival dei Giovani Lettori, lo yoga e il benessere) con l’obiettivo dichiarato di intercettare un pubblico il più variegato possibile: «avvicinare sempre più le persone alla lettura – sottolinea la vicepresidente – produce cultura, che è alla base di una comunità più consapevole».
Proprio alla missione cultura Fondazione Cr Firenze dedica 13 milioni di euro e il sostegno a questo progetto, aggiunge la portavoce, «riflette l’idea che la fondazione ha di supporto alle manifestazioni: dare un imprinting iniziale e approccio strategico, per poi lasciare che i progetti diventino finanziariamente ed operativamente autonomi».
Oltre la città da cartolina
Un ruolo importante lo hanno anche i luoghi simbolo delle città, non solo da visitare ma anche da vivere, favorendo la loro trasformazione in spazi per accogliere le proprie comunità e le loro attività. Proprio Villa Bardini, che ospita la mostra Firenze ’50, ’60, ’70 sulla storia della città e ha ospitato alcuni degli eventi de La città di lettori, grazie a una concessione firmata con il Demanio, sarà legata fino al 2073 a Fondazione Cr Firenze. Per l’edificio, sorto nel 1600 e restituito alla città di Firenze nel 2007 come spazio museale, centro di cultura e luogo di natura per tutti è previsto anche un piano di investimenti da 45 milioni. «Sarà il luogo della cultura e dell’ambiente. E un orizzonte temporale così lungo ci permette di pianificare molti progetti» anticipa Scaramuzzi.
Le direttrici strategiche
Cr Firenze, con un patrimonio 2025 di 1,8 miliardi (dati 31° Rapporto Acri), ha ereditato il legame storico con il territorio della ex Carifirenze (confluita in Intesa Sanpaolo nel 2008) e oggi è attiva tra Firenze, Grosseto e Arezzo. Il suo obiettivo è promuovere lo sviluppo sociale, culturale ed economico dei territori d’elezione e si occupa, oltre che di arte e beni culturali, anche di innovazione (come confermano i due bandi da 160mila euro in totale aperti per la ricerca internazionale), rigenerazione urbana, welfare e inclusione.
Nell’ambito della prevenzione sociale, lo sguardo è rivolto alle fragilità: «La povertà è aumentata generando situazioni di difficoltà ed emarginazione. L’attenzione va quindi ai segmenti di popolazione più esposti ai rischi di vulnerabilità, come gli anziani o le famiglie». Senza dimenticare le donne, per cui è fondamentale, dice Scaramuzzi, già presidente di Aidda Toscana e del Premio Firenze Donna, l’indipendenza economica, poiché «l’emancipazione finanziaria è una questione fondamentale per la libertà femminile».
In questo caso la risposta ai bisogni delle comunità parte dall’ascolto dei territori ma l’obiettivo, spiega Scaramuzzi, è «superare la logica della pura assistenza per farsi promotori della crescita, inserendosi in una cornice istituzionale chiara», come quella data dall’Acri, l’associazione delle fondazioni e delle casse di risparmio, chiamata a «definire la visione nazionale».
Il 31° Rapporto Acri, che ha censito i conti di 84 enti, mostra numeri in crescita per il 2025. Grazie agli utili generati dai patrimoni – comprese le ricche cedole distribuite dalle banche conferitarie (1,6 miliardi) – le erogazioni delle fondazioni hanno toccato quota 1,42 miliardi. È la cifra più alta degli ultimi 17 anni e ha garantito più mezzi per progettare sui territori e sostenere le comunità. Il travaso ha infatti consentito di finanziare 26mila iniziative in Italia. Arte, istruzione e beneficenza hanno assorbito la quota più alta delle risorse.

Rigenerazione urbana
Tra i “cantieri aperti” in Fondazione Cr Firenze c’è Recreos, progetto di rigenerazione urbana di una zona del centro storico del capoluogo toscano che punta a unire riqualificazione, sicurezza e servizi. Il più recente tassello di questo processo è l’aggiudicazione all’asta dell’ex Cinema Fulgor, che diventerà la “porta d’accesso” di una nuova strada dell’artigianato di Firenze. «Vogliamo dare ai cittadini la possibilità di riappropriarsi dei rioni e ai turisti l’opportunità di conoscere il nostro artigianato tipico», dice Scaramuzzi che, per il futuro di Fulgor, promette: «vogliamo che diventi un centro culturale moderno, dinamico, aperto ai cittadini».
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