
Hai preso in mano la foto e mi hai chiesto: chi sono? cosa fanno?
E’ il momento in cui chiedi tutto e allora mettiti qui accanto alla nonna, con la tua piccola mano tenera e il tuo viso in cui si mescolano i nostri tratti femminili.
Ali, questa è mia bisnonna con mia nonna e le sue otto sorelle. Vengono da una terra lontana e vicina ora non più italiana. Ma non importa, o forse sì ,perchè così capisci che tutte noi siamo migranti e che la terra non ci appartiene. All’inizio del secolo scorso sono partite perchè c’era una guerra, la prima guerra mondiale e hanno dovuto lasciare ogni cosa.E la nonna mi raccontava di quanto “ierimo stupide “, felici perchè prendevano il traghetto e il treno per la prima volta. Lasciavano quell’isola aspra del golfo del Quarnaro dove non mancava nulla e bisnonna vendeva il pesce con i mezzi guanti fra una gravidanza e un’altra da vera padrona del mercato sotto il loggiato veneziano.
“ La storia ci passava sopra e noi passavamo attraverso la storia”. Mia nonna è stata un’altra volta profuga, perchè con la seconda guerra mondiale è stata di nuovo migrante. Ancora una volta ha ricominciato , ma sempre con il sorriso e grazie all’abilità manuale al telaio e al cucito, trasmessa a mia madre, che io non ho ereditato, ma la tua invece sì.
Vedi Ali in questa foto c’è tutto il passato, il presente e il futuro. Perchè? Perchè queste bellissime ragazze hanno ognuna una storia che ha attraversato quasi un secolo e sono la Storia, perchè l’hanno fatta. Hanno cresciuto le figlie nella speranza e nella consapevolezza. Ora la nonna sono io, sono diventata medico e ho dedicato la mia vita all’ospedale crescendo tua madre e le tue zie, e rimproverandomi mille e mille volte di lasciarle troppo sole per il mio lavoro. Finchè qualcuna mi ha detto che non avevo mai fatto mancare una festa di compleanno, certo quella di “Tantauguri “ che a te piace tanto.
E così ho capito che il cerchio si chiudeva, quando ho visto tua madre fare un mestiere fino a pochi anni prima solo maschile, l’ingenere edile. Perchè Ali la vita è fatta di strade e di sentieri, ci sono salite, ma ricorda che le discese in montagna sono le più pericolose. Questa è la fotografia della nostra famiglia di profughe istriane ma nello stesso tempo mi dà modo di raccontarti che la storia non ci passa sopra.
Sono loro e siamo noi che l’abbiamo fatta e la faremo, tu che così piccola usi bene i tempi dei verbi, lo capisci.
Guarda spesso la foto delle antenate, delle tue sorgenti.
Siamo impastate con la stessa farina, ma dentro ci hanno messo il lievito della speranza.
d.ssa Linda Gammaro
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