
Gestire le esigenze di flessibilità e di conciliazione dei propri collaboratori in maniera inclusiva e responsabile. È questo l’obiettivo della nuova UNI/Pdr 192, appena pubblicata. Varato con il decreto legge Lavoro, licenziato dal Consiglio dei Ministri del 28 aprile scorso, uno sgravio contributivo fino all’1%, con un tetto di 50mila euro annui per ogni impresa, come per la Pdr 125. Sono stati stanziati 7 milioni per la restante parte del 2026 e 12 milioni l’anno strutturali a partire dal 2027.
Focus sulle esigenze famigliari
La nuova UNI/PdR 192:2026 è uno standard volontario che fornisce linee guida operative alle aziende per il sostegno ai genitori e ai caregiver, promossa dal Dipartimento per le Politiche della famiglia. Non sostituisce la UNI/PdR 125 sulla parità di genere, ma dovrebbe completarla, focalizzandosi specificamente sul benessere familiare all’interno delle imprese. La prassi è frutto del tavolo di lavoro UNI/Pdr “Family Friendly”, istituito da UNI e coordinato dal Dipartimento per le Politiche della famiglia, al quale hanno partecipato esperti del Dipartimento per le Pari opportunità, dell’Università Lumsa, di Accredia e dell’Agenzia per la coesione sociale della Provincia Autonoma di Trento. Provincia che in passato aveva già sviluppato una certificazione Family Audit.
Sette aree tematiche, con soglie diverse per Pmi
La UNI/PdR 192 consente alle aziende di definire un sistema di gestione a sostegno della maternità, paternità e dei collaboratori con carichi di cura familiare. È quindi richiesta una politica formale su questi temi, approvata dall’alta direzione e comunicata internamente, con attività di formazione e di monitoraggio. Ci deve anche essere una governance chiara, o “cabina di regia”, che consenta di elaborare un piano strategico (obiettivi, azioni, tempi, responsabilità) e di monitorare i dati.
Le sette aree tematiche riguardano l’organizzazione del lavoro e flessibilità oraria o spaziale (6.2); il supporto alla maternità (6.3) e alla genitorialità (6.4); il supporto agli impegni di cura (6.5); la salute e benessere (6.6); il sostegno economico e servizi per le famiglie (6.7) e lo sviluppo professionale e continuità di carriera (6.8). La particolarità è che c’è un punteggio minimo differenziale per le micro e piccole organizzazioni (pari al 50%) e per le medie e grandi (con soglia del 60%). Inoltre, non è possibile certificarsi senza aver soddisfatto almeno un indicatore quantitativo, se si è una micro o piccola impresa, e almeno 2 per le più grandi.
Sinergie e incentivi
La nuova prassi è certificabile da enti terzi accreditati ed è stata progettata per integrarsi con altri standard e con l’obiettivo di rafforzare in maniera sinergica e integrata il supporto ai carichi di cura famigliari. Il decreto Lavoro appena approvato prevede un esonero contributivo fino all’1% e con un tetto di 50 mila euro annui. Le risorse stanziate in via strutturale ammontano a 7 milioni per la restante parte del 2026 e a 12 milioni l’anno a decorrere dal 2027. A queste si aggiungono 14 milioni per un percorso di accompagnamento alla certificazione, che saranno messi a disposizione delle imprese attraverso un avviso pubblico.
Parallelamente sono in corso le attività necessarie per la trasformazione della UNI/Pdr 125 in norma, considerando che le prassi di riferimento hanno una validità massima di cinque anni. Gli addetti ai lavori garantiscono che l’obiettivo è quello di assicurare continuità al sistema di certificazione della parità di genere, ricordando che gli sgravi contributivi sono strutturali.
***
La newsletter di Alley Oop
Ogni venerdì mattina Alley Oop arriva nella tua casella mail con le novità, le storie e le notizie della settimana. Per iscrivervi cliccate qui.
Per scrivere alla redazione di Alley Oop l’indirizzo mail è alleyoop@ilsole24ore.com