Che corso di laurea hanno scelto le figlie di non laureati?

Le laureate di prima generazione sono molto concentrate in percorsi formativi in cui la retribuzione è inferiore alla media delle loro colleghe di altre classi, oltre che inferiore a quella dei loro pochi colleghi di genere maschile della stessa classe. Questo emerge dall’analisi dei dati sui neolaureati di prima generazione, i figli di genitori non laureati, che costituiscono la maggioranza degli studenti che hanno conseguito un titolo di secondo livello dell’ultimo anno accademico; rientra infatti in questa categoria il 67% dei 102.424 neo dottori con laurea magistrale (Almalaurea 2026)[1]. La quota dei laureati di prima generazione sul totale dei laureati non è uniforme ma differisce in modo sostanziale tra le 98 classi che compongono l’aggregato dei i neo-dottori: si spazia da una quota dell’86% in scienze pedagogiche ad una quota del 42% in medicina e chirurgia (Almalaurea 2026). Anche la differenza di genere è piuttosto marcata: figli di genitori non laureati sono pari al 71% per l’insieme di uomini e donne, ma scendono al 65% per la componente maschile e salgono al 76% per la componente femminile[2].

Classi di laurea in cui si concentrano i laureati di prima generazione

La Tabella 1 elenca le classi di laurea in cui si concentra una quota di laureati di prima generazione maggiore del 70%, indicando per ciascuna classe il numero di laureati, la quota di donne sul totale e la retribuzione media mensile netta per genere[3]. Se nessuno dei genitori è laureato, in testa alla graduatoria si posizionano tre classi, ciascuna delle quali contiene più di mille laureati: scienze pedagogiche, scienze infermieristiche e ostetriche, e servizio sociale e politiche sociali.

Tabella 1 – Classi di laurea in cui la quota di laureati di prima generazione è maggiore del 70%

LAUREATI MAGISTRALI Quota > 70% N° di laureati % donne $ totale $ uomini $ donne
1) scienze riabilitative delle professioni sanitarie 71 600 73 1632 1610 1637
2) informazione e sistemi editoriali 71 892 73 1228 1267 1213
3) scienze e tecnologie alimentari 71 937 57 1441 1529 1385
4) sociologia e ricerca sociale 73 749 72 1295 1320 1286
5) lingue e letterature moderne europee e americ. 73 2635 86 1230 1287 1221
6) scienze della nutrizione umana 73 1316 73 1270 1378 1236
7) traduzione specialistica e interpretariato 74 850 86 1268 1338 1260
8) scienze e tecniche dello sport 75 864 26 1204 1210 1183
9) scienze delle pubbliche amministrazioni 76 1144 57 1542 1604 1496
10) lingue moderne per la comunicaz. e coop. internaz. 76 1922 86 1348 1374 1345
11) scienze e tecniche delle attività motorie 77 2136 44 1239 1304 1141
12) scienze della formazione primaria 78 5458 96 1421 1464 1419
13) programm. e gestione dei servizi educativi 83 700 90 1262 1454 1252
14) servizio sociale e politiche sociali 83 1195 92 1411 1487 1405
15) scienze infermieristiche e ostetriche 84 1495 73 1803 1852 1784
16) scienze pedagogiche 85 2162 94 1212 1428 1195
Totale 67 102.424 58 1487 1613 1385

Elaborazioni su dati Almalaurea

1) scienze pedagogiche (in questa classe l’85% dei neo-dottori è di prima generazione, contro il 67% dell’insieme delle classi); la presenza femminile è elevatissima (94% contro il 58% della media); la retribuzione mensile netta, un anno dopo il conseguimento del titolo, è invece ben sotto la media: 1.212 contro 1.487. Le laureate in questa classe guadagnano 228 euro meno della media delle loro colleghe di altre classi, e 233 euro meno dei loro pochi colleghi di genere maschile.

2) scienze infermieristiche e ostetriche (i laureati di prima generazione sono l’84% contro il 67% dell’insieme delle classi); anche in questo caso la presenza femminile è maggioritaria (73% contro 58%), ma la retribuzione mensile netta è sopra la media: 1.803 contro 1.487. Le laureate in questa classe guadagnano 399 euro più della media delle loro colleghe di altre classi, ma 68 euro meno dei colleghi di genere maschile.

3) servizio sociale e politiche sociali (i laureati di prima generazione sono l’83% contro il 67% dell’insieme delle classi); la presenza femminile è dominante (92% contro 58%). Le laureate in questa classe guadagnano 20 euro più della media delle loro colleghe di altre classi, ma 82 euro meno dei colleghi di genere maschile.

Per le altre classi (evidenziate in grassetto nella Tabella 1) si nota una regolarità empirica: dove le donne sono in netta maggioranza le retribuzioni sono inferiori alla media, e questo vale sia per laureate sia per i laureati. In un solo caso il gender pay gap si rovescia a favore della componente femminile: tra i 600 laureati in scienze riabilitative delle professioni sanitarie, le laureate guadagnano 27 euro più della componente maschile.

Classi di laurea con pochi laureati di prima generazione

La Tabella 2 elenca le classi di laurea in cui la quota di laureati di prima generazione è scarsa (minore del 60%).

Tabella 2 – Classi di laurea in cui la quota di laureati di prima generazione è minore del 60%

LAUREATI MAGISTRALI Quota < 60% N° di laureati % donne $ totale $ uomini $ donne
1) medicina e chirurgia 42 9742 58 1857 1952 1788
2) odontoiatria e protesi dentaria 42 929 52 2022 2184 1884
3) fisica 50 1456 28 1518 1504 1563
4) giurisprudenza 53 9150 66 1141 1251 1080
5) medicina veterinaria 54 734 71 1409 1552 1349
6) ingegneria energetica e nucleare 54 749 25 1726 1730 1713
7) design 55 708 68 1371 1409 1347
8) filologia, letterature e storia dell’antichità 55 621 69 1153 1182 1136
9)tecniche e metodi per la società dell’informazione 57 675 40 1767 1774 1753
10) ingegneria aerospaziale e astronautica 57 939 24 1853 1866 1800
11) scienze per la cooperazione allo sviluppo 57 589 77 1323 1282 1333
12) ingegneria dell’automazione 58 779 20 1828 1826 1839
13) matematica 59 1157 49 1591 1614 1568
Totale 67 102.424 58 1487 1613 1385

Elaborazioni su dati Almalaurea

Quando almeno uno dei genitori è laureato, il podio dei corsi di laurea in cui si concentrano le scelte dei figli è il seguente:

1) medicina e chirurgia (i laureati di prima generazione sono solo il 42% contro il 76% dell’insieme delle classi); la presenza femminile è di un solo punto sopra la media (58% contro 57%); la retribuzione media mensile netta è ben sopra la media: 1.857 contro 1.487. Le laureate in questa classe guadagnano 403 euro più della media delle loro colleghe di altre classi, ma 164 euro meno dei loro colleghi di genere maschile.

2) odontoiatria e protesi dentaria (i laureati di prima generazione sono solo il 42% contro il 76% dell’insieme delle classi); la presenza femminile è di poco sotto la media (52% contro 57%); anche in questo caso la retribuzione media mensile netta è ben sopra la media: 2.022 contro 1.487. Le laureate in questa classe guadagnano 499 euro più della media delle loro colleghe di altre classi, ma 300 euro meno dei loro colleghi di genere maschile.

3) fisica (i laureati di prima generazione sono solo il 50% contro il 76% dell’insieme delle classi); qui la presenza femminile è nettamente sotto la media (28% contro 57%), ma le poche laureate in fisica guadagnano 178 euro più della media delle loro colleghe di altre classi, e guadagnano anche 59 euro più dei loro colleghi di genere maschile, rovesciando a loro favore il consueto gender pay gap.

Per le altre classi in cui la quota di laureati di prima generazione è sotto il 60% si conferma la regolarità empirica emersa dai dati della Tabella 1: nelle classi in cui la componente femminile è nettamente minoritaria le retribuzioni sono sopra la media, mentre nelle classi dove le laureate sono in maggioranza le retribuzioni sono sotto la media, e questo vale per entrambi i generi. È da notare che anche tra i 589 laureati in scienze per la cooperazione allo sviluppo, come tra i laureati in fisica, il gender pay gap si rovescia a favore della componente femminile, che guadagna 51 euro più della componente maschile.

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[1] I laureati di prima generazione sono la stessa quota anche tra i 170.943 neo-dottori dei percorsi di laurea triennale (68%).

[2] I dati si riferiscono alla classe d’età 25-34 anni (Eurostat 2021).

[3] Dalle 98 classi sono escluse per brevità le 44 classi con meno di 500 laureati; restano pertanto 54 classi di laurea.