Rinascita e scoperta di sé, la strada che passa per la cura dei fiori

scritto da il 23 Marzo 2021

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Mio padre Luigi era un appassionato botanico, un uomo lungimirante, per tanti anni responsabile di un laboratorio di ricerca. Fin da piccola mi ha insegnato ad andare ovunque alla scoperta della natura. Diceva che non c’era “il brutto tempo” ma solo un “modo sbagliato di vestirsi” e se decideva di andare nel bosco si andava nel bosco”. Cristina Mostosi ricorda suo padre, scomparso all’improvviso, da cui ha ereditato molto.

La passione per la natura, la sensibilità per riconoscere le bellezze e con esse un grande giardino scosceso vicino a Bergamo. “Mio padre – racconta – Ha saputo trasmettermi la sua grande passione e rispetto per la natura e i suoi ritmi. Una natura che ciclicamente si ripete, uguale a se stessa, per i 4 cicli e che, nonostante ciò, non ha mai nulla di scontato. E anche in questo periodo la primavera, incurante del lockdown, si sta risvegliando“. Un risveglio che in questo tempo difficile del Covid fa pensare ancor di più alla rinascita, a una nuova vita.

Il giardino della famiglia Mostosi è diventato, sotto le cure di Cristina, il Giardino “Le Iris di Trebecco “. Insieme al giardino, il papà di Cristina ha lasciato numerosi volumi di botanica, che le hanno dato l’idea di un altro progetto a cui sta lavorando, una vera e propria Biblioteca della Natura, che Cristina ha deciso di dedicare alla sorella Paola, barbaramente uccisa 20 anni fa.

dario-fusaro-2Nonostante i dolorosi lutti familiari, Cristina Mostosi è una donna piena di energia e di luce che ha saputo superare il dolore, “lasciando che io e il mio giardino ci prendessimo cura a vicenda l’uno dell’altra. Mettere letteralmente i panni della giardiniera, ogni giorno dopo il mio lavoro d’ufficio in banca, mi ha fatto rinascere, regalandomi nuove energie.” Ogni giorno, da anni ormai, Cristina Mostosi coltiva, in salopette e guanti, uno spazio di 1.000 mq di terreno a terrazze, dove crescono, come le chiama lei, le sue piante guerriere, oltre 4mila iris barbate alte, suddivise in 105 colori, vincitrici di numerosi premi internazionali, tra cui il prestigioso Iris rosso, e registrate all’American Iris Society.

Quando ho ereditato il giardino ho iniziato a dedicargli tutto il mio tempo libero tra i lavori di sistemazione dei muretti che stavano cedendo e lo studio di tutto il materiale che mi aveva lasciato mio padre. Per me è stata una terapia del dolore”. Per Cristina il giardino ha rappresentato un ponte con suo padre, un modo per conoscerlo meglio e, allo stesso tempo, scoprire se stessa, con le sue doti, i suoi punti di forza e aspetti del suo carattere che non conosceva. “Ho scoperto di saper fare l’imprenditrice, di saper gestire e programmare ordini e consegne e di poter trasportare con le mie sole forze tonnellate di mattoni di tufo, sabbia e cemento. Il giardino ha curato le ferite dei miei dolori familiari e mi ha regalato una nuova versione di me stessa. Si parla spesso di madre terra, ma per me il giardino è stato un vero e proprio padre“.

L’ortoterapia e il greenwellness insegnano che prendersi cura di fiori e piante produce effetti benefici sulla mente e sul fisico riducendo il cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress: “Stare in mezzo alla natura ci regala un nuova visione della progettualità mentale perché ci obbliga a lavorare sul senso dell’attesa e della pazienza. La dilatazione del tempo non è controllabile e può avere risultati non prevedibili. Anche un raccolto ben seminato può dare sorprese inattese dopo un anno di attesa“, prosegue Cristina. E la pazienza è una costante anche nei nuovi progetti della giardiniera di Trebecco, la Biblioteca della Natura infatti dovrà attendere tempi migliori prima di vedere aperte le sue porte.

Questo è il secondo progetto che Cristina Mostosi dedica alla famiglia, in particolare alla sorella Paola, e idealmente a tutte le donne vittime di violenza. Un luogo dove respirare bellezza, nei suoi progetti. “Oltre al giardino, mio padre mi ha lasciato anche una corposa biblioteca di volumi e riviste botaniche. In poco tempo questo spazio familiare si è arricchito con donazioni di privati e associazioni che mi hanno dato l’idea di creare e strutturare una vera e propria Biblioteca della Natura che si inserisse in un nuovo spazio a Bergamo dove far confluire più esperienza”, racconta. Nell’idea di Cristina, la biblioteca non sarà un semplice luogo di consultazione dei libri ma uno spazio nel verde duttile: spazio espositivo, luogo per laboratori per bambini, aree nel verde dove regalare letture di poesie e musica. 

“Adesso il mio lavoro principale consiste nella catalogazione di tutti i volumi che sto acquistando e ricevendo. La prima donazione importante è stata la raccolta dei volumi di arte floreale di Alessandra Paccanelli, flower designer, scomparsa anni fa. Il fatto che gli eredi, per non disperdere questo patrimonio, avessero pensato a me è stato significativo e l’ho percepito come un riconoscimento di stima, ma anche come l’inizio di una nuova sfida”, dice. E così è stato. A questa donazione ne sono seguite altre, dall’Associazione degli Ingegneri naturalistici italiani a quelle del FAI, a quella del pittore botanico Luca Massenzio Palermo a quelle di tanti privati che hanno saputo dell’iniziativa e stanno contribuendo da ogni parte del mondo (per donare, info cri.mostosi@gmail.com). “La mia collezione prosegue e sarà il mio regalo a chi, come me, crede nella bellezza condivisa che è ancora capace di salvare e cambiare il mondo“, conclude Cristina.

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