Viaggiare con le lingue nonostante il lockdown

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Dover stare a casa tutto il giorno può diventare un’ottima occasione per prendere nuove buone abitudini come leggere, cucinare o imparare una nuova lingua. Proprio lo studio potrebbe essere un’attività salvifica per questi tempi dilatati. In un articolo pubblicato sul New Yorker intitolato “The Retreating Horizon of Time in Quarantine” Dan Chiasson parla dei benefici dell’auto-miglioramento in lassi di tempo che sembrano sprecati o quanto meno sospesi. Fare e imparare cose nuove, dice l’autore, è un buon metodo per salvare e rendere proficui questi momenti. Chiasson porta anche alcuni esempi. Il cancelliere d’Aguesseau trovando che sua moglie lo faceva sempre aspettare un quarto d’ora dopo il suono della campanella della cena, decise di dedicare quei minuti a scrivere un libro sulla giurisprudenza. Ebbene, col passare del tempo ne è nata un’opera in quattro volumi. Forse non sarete pronti a scrivere la vostra enciclopedia ma potete sempre imparare una lingua nuova. Un’avventura sfidante a ogni età. Per questo motivo ho raccolto qualche strumento utile sia per chi vuole partire da zero con una lingua straniera sia per chi semplicemente vuole migliorarne una già conosciuta come l’inglese.

Le risorse di base
Sono i servizi più utilizzati per studiare una nuova lingua o tenersi in allenamento. Il primo è Duolingo, una app gratuita che si basa sulla gamification del processo d’apprendimento. Ha 300 milioni di utenti nel mondo e i corsi disponibili in italiano sono quattro: inglese, tedesco, francese e spagnolo. Per chi invece se la sente di seguire le lezioni in inglese ecco che si spalancano le porte di 30 nuovi idiomi (cinese compreso). Secondo uno studio condotto dalla City University of New York e la University of South Carolina, una media di 34 ore di studio su Duolingo equivarrebbero a un semestre di studio universitario. Poi c’è Babbel, servizio in abbonamento nato nel 2007 con 13 lingue tra cui scegliere. Le lezioni durano all’incirca 15 minuti – si sarebbe ben sposata con i tempi morti del cancelliere d’Aguesseau – e le lezioni sono suddivise in temi utili, come ad esempio il presentarsi, ordinare al ristorante o preparare un viaggio. Gli utenti utilizzano la app in media per più di un anno e anche la sua validità è comprovata da studi ufficiali. Un gruppo di esperti dell’Università di Yale infatti ha indagato le capacità linguistiche di chi studia lo spagnolo con Babbel e ha trovato che dopo tre mesi i temi che possono essere affrontati vanno dallo scambiarsi saluti al fare piani per il futuro e parlare di attività. Per l’inglese un sito ricco di risorse è Bbc Learning English con tutte le sue diramazioni social, da Twitter a Instagram. È la “scuola della Bbc” e nasce come dipartimento dell’ente radiotelevisivo pubblico britannico dedicato proprio all’insegnamento della lingua di sua Maestà. Ci sono materiali scritti, audio e video. A chi ha poco tempo – ma molta curiosità – è dedicata la serie 6 Minute English, adatta a un livello intermedio.

Instastudio
Anche Instagram nasconde qualche “chicca”. Il profilo di @wordoftheday per esempio pubblica ogni giorno una parola inglese con i relativi significato e trascrizione fonetica. Tra una storia e un cuoricino può essere una risorsa utile per arricchire il proprio vocabolario. Interamente dedicato ai test, sempre in inglese, è invece @1taskaday. Attraversando la manica @frenchwords è un account con parole, piccole frasi di base in francese e immagini dall’estetica molto parigina.
Jen con i suoi quasi 39mila follower è più una influencer che una insegnante di cinese mandarino, ormai. Parole nuove, piccoli quiz tra le storie e un canale Youtube collegato per imparare il cinese anche dai drama tv asiatici. LuluMaria è un account dedicato allo spagnolo per bambini che nasce come costola del sito web di una scuola di Glasgow ma si è guadagnato 12,5mila follower. In ultimo @russianwordsdaily insegna una parola russa al giorno.

Altre risorse
Conoscere una lingua significa sapere maneggiare differenti aspetti: leggere, scrivere, comprendere, ricordare il vocabolario e in certi casi – come nelle lingue tonali – riconoscere e riprodurre i toni. Ci sono quindi altri siti utili. Ecco una carrellata. Italki è una comunità globale che collega studenti e insegnanti di lingua online, utile per le lezioni uno a uno. Per quanto riguarda l’inglese Grammarly è un assistente alla scrittura digitale basato sull’intelligenza artificiale che corregge gli errori di grammatica e dà consigli sulla chiarezza e il tono del testo nella scrittura. La app è utilizzata da oltre 20 milioni di persone ogni giorno e piace anche ai venture capitalist. Da poco la società ha annunciato infatti di aver raccolto 90 milioni di dollari nell’ultimo round di finanziamenti. Gli amanti del binge watching, vale a dire l’abbuffata di serie tv sulle piattaforme di streaming, troveranno utile l’estensione per chrome “Language Learning with Netflix” con cui si possono guardare film e spettacoli con due sottotitoli contemporaneamente, così da poter associare visivamente le traduzioni al dialogo. Il servizio, ideato dagli sviluppatori David Wilkinson and Ognjen Apic, utilizza il catalogo di Netflix e tutte le principali lingue di cui la piattaforma offre i sottotitoli.

Bambini
Da fine febbraio la scuola per i bambini italiani si è ristretta alle mura domestiche e i genitori si destreggiano tra il lavoro ufficiale, quello di casa e i bambini da intrattenere diventando all’occorrenza chef, ingegneri ma anche insegnanti. In occasione del 2 aprile, la Giornata internazionale del libro per bambini, i linguisti di Babbel hanno selezionato i migliori libri e le più belle storie per l’infanzia per aiutare i bambini ad imparare l’inglese. Ecco la selezione:
The Gruffalo, di Julia Donaldson. Il libro, che ha compiuto 20 anni, è stato eletto migliore racconto della buonanotte nel Regno Unito.
Goodnight Moon (traduzione: Buonanotte luna) di Margaret Wise Brown è un classico per l’infanzia le cui parole, secondo il linguista Ted Mentele, “sono precise e hanno ritmo, anche se non rimano tra loro e si armonizzano talmente bene che anche il lettore più controllato finisce per sentirsi un poeta“.
Crocodile Crocodile
(traduzione: Coccodrillo coccodrillo) è la storia del coccodrillo Omar che sentendo un commento su un negozio di coccodrilli che vende cose meravigliose, decide di andare a verificare. Ma al suo arrivo non è molto felice di ciò che trova e mette in atto la sua vendetta.
Guess How Much I Love You
(traduzione: Indovina quanto bene ti voglio) di Sam McBratney ha già venduto più di 30 milioni di copie ed è stato tradotto in 53 lingue.
This is not my hat e I want my hat back
(traduzione: Questo non è il mio cappello e Voglio il mio cappello!) sono due racconti di cappelli perduti dell’autore e illustratore Jon Klassen. Entrambe le storie hanno stazionato, rispettivamente, per 43 e 48 settimane nella lista dei best seller del New York Times. Il primo titolo è stato eletto, sempre dal New York Times, miglior libro per bambini.
Infine Where the wild things are (traduzione: Nel paese dei mostri selvaggi) di Maurice Sendak, è uno dei libri per l’infanzia preferiti dell’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Nel 2016, organizzò una lettura del libro alla Casa Bianca, con l’allora first lady Michelle Obama. Il libro è ispirato all’infanzia dell’autore, alla sua giovinezza a Brooklyn (New York) e alla relazione con i suoi genitori. Quando Maurice era bambino, sua madre era solita chiamarlo “vilde chaya“, che significa “animale selvaggio” in yiddish (una versione della lingua tedesca parlata da una porzione della comunità ebraica).