Startup, Gardenstuff porta l’IoT nel verde domestico

scritto da il 29 Gennaio 2019

gardenstuff

francesco-t-minUna laurea in chimica industriale, un trascorso in una grande industria farmaceutica e poi nell’azienda di famiglia che produce arredo per uffici e infine ‘l’idea’, quella che lo porta a mettersi in proprio davvero e a fondare la sua startup. Oggi Francesco Tirinnanzi, poco più che quarantenne, è amministratore delegato di GardenStuff, startup innovativa con sei brevetti all’attivo, che si propone di portare il verde in casa o nei piccoli spazi domestici esterni come i davanzali, con innovazione di prodotto e l’utilizzo di tecnologie IOT.

In collaborazione con Regione Lombardia e il Politecnico di Milano, abbiamo aderito a un bando con il quale puntiamo a rappresentare l’Italia durante la manifestazione Expo Dubai 2020 – racconta Tirinnanzi -. Inoltre avvieremo una campagna di crowdfunding il 4 febbraio su Opstart.it con l’obiettivo di raccogliere circa 160 mila euro“. La società è stata fondata nel 2017 e ha avuto il supporto strategico di Team 2 Grow srl, business angel, e di Creative Thinking Ventures sarl, una società francese entrata come investitore di capitale.

Attualmente GardenStuff non ha dipendenti, ma un network di dieci persone operative tra soci e professionisti che lavorano all’interno dell’azienda. “Il fatturato si aggira intorno ai 160 mila euro l’anno e la società è sempre rimasta in utile o in pareggio“, precisa il fondatore. Quando ho lasciato l’impresa familiare, lo ha fatto forte di una visione imprenditoriale che puntava innanzitutto sulla innovazione di prodotto. “Avevo ideato un dispositivo che permetteva sostanzialmente di ampliare l’area del davanzale, il mio primo acquirente è stata una grandissima e nota catena di distribuzione di articoli per la casa e il giardinaggio. Quel prodotto ha avuto successo e ho deciso di abbracciare totalmente questa nuova avventura, partendo con capitali miei e un piccolo prestito bancario“.

gruppo-gardenstuff-1L’idea di Tirinnanzi è quella di puntare innanzitutto sulla tecnologia: “Ho selezionato attentamente un team di esperti in ambito informatico e tecnologico, export per il settore di riferimento, marketing, comunicazione e design ma anche in ambito finanziario e di controllo di gestione“. Ma il punto di partenza è dare voce a una domanda ancora non soddisfatta.

Nel mondo si assiste a un trend forte di crescita di piante da balcone e da esterno, intorno al 14% annuo secondo ISMEA 2017, ma c’è una mancanza di prodotti adatti a finestre e balconi che possano rendere rigogliosa, pratica e sicura la crescita delle piante. Si assiste al continuo aumento dei consumi dei prodotti biologici e a una esigenza inespressa dell’autoproduzione di frutti e verdure che soffre di difficoltà oggettive di collocamento e di gestione all’interno delle case”.

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Tra gli ultimi sistemi brevettati da GardenStuff c’è quello per agevolare la coltivazione delle piante nelle zone chiuse degli ambienti casalinghi, sistema verticale, che si attacca alla parete come un quadro, che ha sensori che interagiscono con la terra analizzando grado di concimazione, umidità e luminosità. Questi dati vengono interpretati da un computer che agisce con la rete informatica della casa, trasferisce le informazioni su un server che le rielabora e le decodifica e le invia come messaggi a una app per smartphone. “Non abbiamo ancora stretto accordi con realtà industriali affini a noi, ci stiamo guardando intorno anche per questo“, conclude il fondatore.

Ultimi commenti (2)
  • Marnix Groet |

    Innovazione in un settore tradizionale come il giardinaggio. Un settore concorrenziale, si, ma anche un poco “ingessato”. Ben venga quindi una startup innovativa nell’IOT. A scompigliare un poco le abitudini.

  • Batis |

    Davvero un’ottima idea! In bocca al lupo alla Startup e alle molte altre capaci di portare innovazione “made in Italy”.