20 Gennaio 2023

Mollo, ma non mi arrendo: il coraggio che serve per cambiare strada

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    Si è dimessa la Prima Ministra Jacinda Ardern, a capo del Governo della Nuova Zelanda dal 2017 e modello di leadership per molti: gentile, autentica, forte, diventata madre durante il mandato. Nel video in cui annuncia le sue dimissioni, dice di “non avere più benzina nel serbatoio” per una responsabilità così grande, e aggiunge che “i politici sono esseri umani”, a un certo punto possono non farcela più. Non tanto ad esserci, quanto ad esserci nel modo giusto, e infatti conclude dicendo: “Spero di andare via lasciando la consapevolezza che si possa essere gentili e forti, che si possa essere un leader a modo...

02 Novembre 2022

Lavoro, carriera, ambizione: e la propria salute mentale?

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  Siamo o facciamo il nostro lavoro? Ne ho parlato in un precedente articolo, ma recenti riflessioni mi fanno tornare sulla questione. Complici anche i fenomeni del Quiet Quitting e delle Grandi Dimissioni, il rapporto con la propria sfera professionale è infatti oggi sotto la lente di ingrandimento. Sui social, sono sempre più diffusi post che mettono in discussione la cultura del sacrificio che ha caratterizzato per decenni il mondo del lavoro. Si fa spazio un rapporto maggiormente equilibrato con quest’ultimo, come dimostrano anche i risultati di recenti ricerche. La Randstad Employer Brand Research 2022, ad esempio, riporta...

29 Giugno 2022

The best workplaces in 2022: the role of leadership

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    "May you live in interesting times" was the title of the 2019 Venice Biennale. A sort of a curse maintained then its president Paolo Baratta, that sounds somewhat like a prophecy (considering that the art exhibition closed its door in November that year.) Indeed, we are living interesting times, luckily, not exclusively in negative terms. When it comes to work-related trends, Covid-19 has impacted the workforce extensively. It has initiated or reinforced some shifts in companies' cultures. It has changed the drivers that make employees decide to remain, leave or accept a job. It has shed new light on the role played by company...

15 Aprile 2022

Dimettersi dopo la pandemia: non una fuga ma una scelta di vita

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    Un amico mi ha detto che lascerà l’azienda per cui lavora: una multinazionale dal brand rinomato, che lo strapaga per fare il lavoro per cui ha studiato, in un ruolo che gli dà notorietà, connessioni, reputazione. Lui comunque lascia, ha già deciso la data, e finalmente va. Ne accennava da qualche anno, ma le ragioni a favore dello stare pesavano sempre di più di quelle che lo spingevano ad andare: la sicurezza economica, la capacità produttiva e tutto quello che un buon biglietto da visita garantisce e promette. Dall’altra parte, un universo di incertezza: desideri, sogni, la paura di ritrovarsi con poco e niente e di...

04 Ottobre 2018

Se si lavora meno tempo si produce di più (e si sta meglio): ecco le prove

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    La "legge di Parkinson" è del 1955, nominata per la prima volta in un articolo dell'Economist e poi al centro di una pubblicazione. L'autore, Cyril Northcote Parkinson, studiando il funzionamento delle organizzazioni osservò come il tempo per concludere un lavoro si espandesse fino a riempire le ore a disposizione per completarlo. Fissando un tempo inferiore, quindi, nella maggior parte dei casi lo stesso lavoro poteva essere completato in meno ore. Ovviamente dipende dal lavoro, dal contesto e dalla situazione, ma certo è che negli anni il fatto che la produttività sia inversamente proporzionale alle ore lavorate...

28 Dicembre 2017

Compiti per il 2018: ricordati di te

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    Le aziende che corrono su filo dell’innovazione stanno adottando sempre più modelli organizzativi orizzontali, dove le gerarchie lasciano spazio a una leadership diffusa che rende il processo decisionale ben più veloce e dove si lavora per team multidisciplinari flessibili e funzionali al progetto e all’obiettivo da perseguire. Tale trasformazione si accompagna a una responsabilizzazione, autonomia e, anche, autoimprenditorialità delle persone, che si traduce in modelli di lavoro improntati a una maggiore libertà di movimento nello spazio e nel tempo. Le nuove modalità di smart working e anche di welfare aziendale creano...

27 Settembre 2017

L'uomo o la donna: chi lava i piatti e chi porta a casa lo stipendio nell'Italia del 2017?

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A casa mia abbiamo risolto una volta per tutte il tema del gender gap in cucina: sono anni che, ogni sera, i piatti li lava la lavastoviglie. Ma in una famiglia non c'è solo il tema della cucina, ci sono quello dei panni da lavare, dei figli da portare a scuola o a sport, dello stipendio da guadagnare. Che equilibrio regna, nelle case degli italiani? Un equilibrio squilibrato, ci dicono gli ultimi dati Nielsen sulle donne e la diversity nel mondo. Cominciamo da pasti e bucato: nel 44% delle case italiane sono esclusivamente le donne ad occuparsene, contro un 8% di famiglie dove al contrario questi lavori sono appannaggio dei soli...

22 Maggio 2017

Il Lavoro Agile libera tutti: le città, le imprese e le persone

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Se il lavoro sta diventando sempre più fluido e se i giovani ambiscono a ruoli complessi e trasversali, lo smart working è l’unica leva organizzativa che può far rinascere le aziende e renderle più attrattive ed inclusive. Oggi sempre più aziende adottano questa modalità di lavoro con una media di due giorni agili a settimana. Il lavoro agile sta liberando tutti: le città, le organizzazioni, le persone. Libera le città dal traffico e dall'inquinamento ambientale: è stimato che ogni smart worker contribuisce a diminuire 371kg di emissioni di CO2 (secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano). Invita anche a scoprire...

23 Marzo 2017

Un buon mentor può fare la differenza nella carriera professionale

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La fase storica non è certo delle migliori per chi è sulle tracce del proprio cammino professionale. Ma, in fondo, per chi non è alla ricerca “solo” di un’occupazione quanto piuttosto dell’incontro tra la propria vocazione, supportata dalla necessarie conoscenze e dalle competenze che si acquisiscono via via, e le opportunità non è mai stato facile. Il problema non sta tanto nella transizione verso la quarta rivoluzione industriale o nell’oggettivo mismatch del mercato del lavoro italiano, ma in quella conoscenza di sé e dei propri talenti così trascurata nella nostra società, a partire dal sistema educativo. Ecco...