17 Gennaio 2020

L'amore è un fattore competitivo, ecco perchè

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        Che cosa hanno in comune una società che pulisce le scarpe delle persone in transito negli aeroporti, un barista e l'amministratore delegato di un’azienda? 1) In Executive Shine, tutto parla di cura: dalle scritte che la identificano (“Sii grato,”  “Fallo con passione,” “L'amore vive qui,”) alla conversazione che ci si trova a fare con chi ci pulisce le scarpe. Persino il prezzo da pagare per il servizio - “Quel che ritieni giusto” - è un invito a non dare niente per scontato, ma a valutare quanto ricevuto con cura e attenzione. Farsi pagare “il giusto” è infatti una scommessa...

12 Dicembre 2019

Il rovescio della medaglia: quando gli stereotipi di genere danneggiano gli uomini

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      Gli stereotipi non danneggiano solo le donne. Uno dei primi esperimenti sul condizionamento degli stereotipi nella gestione delle risorse umane è stato quello condotto da Rosen e Jerdee (1974) sui dirigenti di una grande azienda del settore bancario. Il comportamento dei capi del personale è stato osservato durante un corso di formazione nel quale, come esercitazione al termine del programma, veniva richiesto ai partecipanti di prendere alcune decisioni, così come le avrebbero prese in uguale contesto se fossero stati al lavoro. L’esperimento era articolato in tre parti. Nella prima parte si chiedeva ai...

06 Novembre 2019

Dal Business Casual al White Tie, sai leggere i dress code?

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    Black Tie, cocktail, business formal, business casual, smart elegant. Anche se nelle intenzioni un invito che specifica il dress code vorrebbe agevolare il ricevente ad adeguarsi stilisticamente all’evento annunciato, è pur vero che molto spesso quel gentile richiamo risuona ai più come un perfido “Lo sai, vero, come dovrai vestirti?” Momenti di panico e malcelati moti di ribellione di fronte alla prospettiva di dover indossare qualcosa di ‘appropriato’ ma che non sappiamo ben identificare (un’altra sfida nel nostro già complicato vivere quotidiano): cosa mettersi esattamente, come non arrivare troppo...

07 Giugno 2019

Che cosa non dici di te in ufficio? Tre motivi per cui nascondiamo chi siamo sul lavoro

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      Una recente ricerca del Center for Talent Innovation rivela che il 30% delle persone in azienda ha qualche forma di disabilità. Di questi, il 13% ha una disabilità evidente, e che quindi è nota a colleghi e capi, il 26% ha una disabilità che a volte è visibile e a volte no, e il restante 62% ha una disabilità che non “si vede”. Questo mette nelle mani delle persone la scelta di parlarne o meno: di fare quello che potremmo definire “coming out”. Il termine “coming out” si riferisce tradizionalmente al dire che si è omosessuali, ma esattamente allo stesso modo può riguardare il dire altre cose di sé...

29 Agosto 2018

Continuate a offrirvi volontarie, e non farete mai carriera

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«C’è da corregge gli scritti della prima sessione d’esame, chi si offre volontario?», chiede il professore ai suoi assistenti. Correggere i test è un lavoro noioso, sottrae parecchio tempo alle attività di ricerca accademica e non aggiunge nessuna stelletta al curriculum. Nessuno ha mai guadagnato particolari punti per aver corretto cinquanta compiti in più rispetto al collega. Ma statene pur certi: nella maggior parte dei casi, chi si offrirà volontariamente di portare a termine questa incombenza sarà una donna. E se nessuno alzerà la mano, allora sarà il professore a chiedere a qualcuno di farlo. E lo chiederà a una...

22 Dicembre 2017

Recite, regalini, aperitivi: anche questo Natale passerà

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    Tra l’Immacolata e Natale: due settimane in cui anche le più forti di noi cedono ai sensi di colpa. Perché queste sono le settimane in cui tutto converge: vita e lavoro si mettono finalmente d’accordo e si uniscono nell'intenzione ineluttabile, inevitabile, straripante di “festeggiare”. La parola festa viene dal latino festum o a dies festus = giorno di festa, e indica un giorno di "gioia pubblica, giubilo, baldoria". La festa deve quindi essere un evento gioioso comunitario o, quantomeno, da condividere con gli altri. Secondo etimoitaliano.it, un'origine ancora più antica si riferisce al...

14 Dicembre 2017

Il lavoro agile aumenta la produttività e riduce l'assenteismo. Perché non adottarlo?

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      La flessibilità lavorativa è prevalentemente femminile nel nostro Paese, perché il peso delle responsabilità delle attività di cura è ancora in carico in prevalenza alle donne e dunque nella coppia è la donna che generalmente o non lavora o opta per un lavoro flessibile. Si è perciò portati a collegare anche il lavoro agile o smartworking all’universo femminile, ma i dati delle ricerche più recenti sul tema dimostrano che lo smartworking è uno strumento di natura trasversale, molto utilizzato anche dagli uomini ( in oltre il 50% dei casi) e che, quindi, va oltre le distinzioni di genere. L’utilizzo...

14 Dicembre 2017

Quando il part-time dura 8 ore...

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    "In genere sono in ufficio dalle 8 alle 16-16.30, quando riesco a fare una pausa mangio un panino in una mezz'oretta". "Ah, quindi fai una specie di part-time?" "...No, veramente lavoro 8 ore al giorno, ma preferisco iniziare presto al mattino così posso vedere i miei figli dopo la scuola". "Mah, da noi prima delle 19,30 nessuno esce, neanche le mamme, non c'è differenza con gli uomini". "..." Un colloquio come un altro. Ma di quelli che fanno riflettere. Lo ha riportato una mamma che lavora, in un gruppo Facebook per genitori. Ha ricevuto centinaia di "like" e di commenti, per lo più di solidarietà da...

05 Dicembre 2017

Xennials, inventarsi un lavoro che ci renda felici

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      Un tempo la questione era molto semplice: una persona poteva lavorare oppure no. Al massimo ci si poteva spingere a categorizzare se la tal persona aveva un buon lavoro oppure no, laddove il “buon lavoro” rispondeva a criteri prevalentemente di prestigio sociale o di sicurezza contrattuale, come il lavoro pubblico. Oggi, nel 2017, la situazione è tremendamente complicata, parcellizata, sfaccettata. In principio è stato il lavoro precario, poi il lavoro a chiamata, poi la partita iva ma con orari da ufficio, poi molti si sono resi conto che tanto valeva mettersi in proprio, qualcuno ha scoperto di poter arrotondare...

28 Aprile 2017

Se stai zitto davanti alle discriminazioni, discrimini anche tu

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Chi sono i "bystanders"? Secondo l'Harvard Business Review, sono "persone comuni che, quotidianamente, si rivelano assenti proprio nel momento in cui ci sarebbe da alzarsi in piedi per fermare certi comportamenti. Non fanno abbastanza gli uomini che fanno quel che possono per evitare di usare stereotipi e discriminazioni verso le donne. Mi spiace, cari gentiluomini, ma così è troppo facile. Le colleghe, in particolare quelle che si affidano a mentori uomini, hanno bisogno che questi si facciano anche guardiani attivi di eventuali disparità di trattamento, che siano vocali e fattivi quando emerge qualche comportamento discriminatorio,...