Luisa Rosti

Nel ’68 ero studentessa di Economia all’Università di Pavia (la più vicina a casa), dove adesso sono professoressa ordinaria. Insegno Economia del Lavoro nella laurea triennale ed Economia del Personale e di Genere nella magistrale. Insegno in italiano (anche agli studenti cinesi) e sono una valutatrice indulgente (anche con me stessa). Nel secolo scorso ho pubblicato “Femina OEconomica”. Il mio ultimo saggio è sul gender pay gap (in Gender & Society). Scrivo di stereotipi e discriminazione, di talento e istruzione, di selezione del personale e carriere, di imprenditorialità femminile e politiche di conciliazione. Mi piace fare formazione agli adulti, e la faccio. Sotto la giacca indosso, quando è il caso, una maglietta rosa con la scritta: “I believe in science”.
16 Maggio 2022

L'Italia è ancora il Paese del posto fisso

    Quanto durano mediamente i rapporti di lavoro? Quante persone restano occupate presso la stessa azienda per più di 10 anni? Quali sono i vantaggi di una relazione di lunga durata per le imprese e per i dipendenti? In Italia un rapporto di lavoro dipendente dura in media 12 anni (sia per gli uomini sia per le donne); nessun Paese europeo ci supera, e la media OECD si attesta a 8 anni.     Il primato italiano nella durata dei rapporti di lavoro è confermato anche dai dati Eurostat: l’Italia è terza in classifica per numero di occupati che lavorano alle dipendenze dello stesso datore da più di 10 anni;...

11 Aprile 2022

Giovani e mercato del lavoro: tutto il peggio è per loro

  Tutti gli indicatori del mercato del lavoro convergono nel dimostrare che il nostro Paese è molto meno accogliente nei confronti dei giovani rispetto agli altri Paesi europei. Il tasso di disoccupazione nella classe d’età 15-29 anni è tra i più alti d’Europa: 22,1% contro il 13,3% della media EU27 (2020). È pur vero che Spagna e Grecia fanno peggio di noi (29,2% e 29,8% rispettivamente), ma il problema è comune a tutte le età, non riguarda solo i giovani; questi Paesi infatti sono in testa alla graduatoria anche nella fascia 50-64 anni, mentre nella stessa classe d’età il tasso di disoccupazione italiano è...

31 Gennaio 2022

Che lavoro fanno i giovani che lavorano?

    L’Italia è attualmente il Paese più anziano dell’Unione europea[1], e questa caratteristica demografica si riflette anche sull’occupazione: la quota dei giovani sul totale degli occupati nel nostro Paese è infatti la più bassa d’Europa (Figura 1). Questa già esigua quota di lavoratori con meno di 40 anni (33% contro 40% della media europea) si riduce ulteriormente se si considerano le sole professioni ad elevata specializzazione[2], allargando così il divario tra l’Italia e tutti gli altri Paesi europei (27% vs. 39%). Figura 1 – Quota di giovani (15-39) sul totale degli occupati (15 e più) – EU27 -...

10 Gennaio 2022

Svezia 2021: la discriminazione adesso è un problema per gli uomini

    Nelle classifiche internazionali sull’uguaglianza di genere la Svezia si posiziona sempre tra i Paesi più virtuosi[1], anche per effetto delle leggi e delle politiche che da tempo sostengono le pari opportunità e incentivano la partecipazione femminile al mercato del lavoro[2]. Tra tanti indicatori positivi della parità di genere c’è però una non trascurabile eccezione: la segregazione occupazionale. Anche in Svezia, infatti, le professioni di meccanico, camionista, magazziniere, tecnico informatico, ecc. sono svolte prevalentemente da uomini, mentre le professioni di infermiera, cassiera, addetta alle pulizie,...

21 Dicembre 2021

Dirigenti: poche, poco pagate e poco propense a candidarsi per fare carriera

    In Italia i dirigenti sono pochi: 1,4 per ogni 100 dipendenti nel settore privato, il valore più basso in Europa dopo quello del Belgio (Figura 1). Tra questi pochi, le donne sono solo una su quattro (Figura 2), e guadagnano poco più della metà dei loro colleghi di genere maschile. Il differenziale retributivo annuo tra i dirigenti e le dirigenti che lavorano a tempo pieno è infatti pari al 41%, il valore più alto in Europa (Figura 3)[1].   Secondo la classificazione internazionale delle occupazioni i dirigenti “pianificano, dirigono, coordinano e valutano le attività di imprese, governi e altre...

06 Dicembre 2021

Professionisti, ecco perché le donne guadagnano meno dei colleghi

    Una psicologa, una dietologa, un’avvocata, una veterinaria possono svolgere la loro attività alle dipendenze di un datore di lavoro o in modo autonomo, come libere professioniste. In Italia la quota delle occupate che lavorano in proprio nell’ambito delle professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione è pari al 22% del totale, e sale fino al 27% se si restringe l’insieme alle sole laureate (Figura 1). Figura 1 – Laureate occupate come indipendenti nelle professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione, in % del totale delle laureate occupate nello stesso gruppo...

13 Settembre 2021

Gender gap: se pensi che non esista, in realtà stai contribuendo a perpetrarlo

    Prof, che male c’è ad essere ottimisti? Io credo che la discriminazione di genere sia un problema evidente nei dati, e quindi rilevante ai nostri giorni, solo perché perdurano nel tempo gli effetti della discriminazione passata, ma oggi come oggi i manager, come potrei essere io, conoscono la legge e non commettono più l’errore di sottovalutare le donne in quanto tali, perlomeno nei settori dove la presenza femminile è ormai paritaria. Un buon manager deve essere consapevole del fatto che la discriminazione di genere non è un problema risolto. Questa consapevolezza è parte della soluzione del problema, mentre...

06 Settembre 2021

Quanto sarebbe pagata una donna, se fosse un uomo?

  Il principio della parità retributiva per un lavoro uguale o di pari valore è sancito dal Trattato di Roma ed è sistematicamente recepito nella legislazione dell’Unione Europea. Anche nella direttiva sulla trasparenza delle retribuzioni, discussa in Senato il 3 agosto scorso, questo principio è esplicitamente richiamato, a fondamento delle misure che dispongono la pubblicazione delle informazioni basilari sui salari a livello aziendale, perché questo provvedimento attribuisce alla trasparenza dei dati un ruolo imprescindibile nell’individuare e comprovare possibili discriminazioni basate sul sesso. La disposizione...

26 Luglio 2021

Ecco cos'ha a che fare l'identità di genere con l'economia

    Prof, ma dobbiamo proprio studiarla l’identità di genere? Non sono tutti d’accordo … Chi non è d’accordo? Se parliamo di economia, siamo consapevoli del fatto che l’identità di genere è una categoria analitica di questo sapere disciplinare, come la domanda e l’offerta, il salario e la disoccupazione, la segregazione e la discriminazione, e così via, almeno in questo secolo. Era l’anno 2000 quando George Akerlof (Nobel per l’Economia 2001) pubblicava con la psicologa Rachel Kranton l’articolo, intitolato "Economics and Identity", che dava inizio al filone di ricerca su questo tema sviluppatosi nel...

12 Luglio 2021

In arrivo la trasparenza delle retribuzioni per una maggiore parità salariale

    Il 9 giugno il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha espresso parere favorevole alla direttiva del Parlamento volta a rafforzare l'applicazione del principio della parità salariale tra uomini e donne per uno stesso lavoro, o per un lavoro di pari valore, attraverso la trasparenza delle retribuzioni (COM(2021)93 final). La direttiva stabilisce il diritto dei dipendenti di ricevere le informazioni qui di seguito specificate nell'articolo 8: (a) il divario retributivo tra tutti i lavoratori di sesso femminile e di sesso maschile; (b) il divario retributivo tra tutti i lavoratori di sesso femminile e di sesso...