Rosanna Elettra, under 30 nella lista Forbes: “Ho visto l’ombra per amare il sole”

La popstar internazionale Kesha ritratta per il magazine Dazed in occasione della campagna di lancio del suo album ‘Gag Order’ fotografata da Rosanna Elettra

Poco tempo fa ha ritrovato una pietra, su cui, quando aveva 9 anni, aveva inciso una frase. «Bisogna vedere l’ombra per apprezzare il sole, scolpito su quella pietra». Un messaggio rimasto nascosto per anni e riemerso all’improvviso. «È stato come aprire una capsula del tempo – racconta – come se la me bambina stesse parlando alla me adulta». Quel ritrovamento ha segnato un punto di svolta: «Ho avuto un clic, ho capito che tutto aveva senso. Dovevo attraversare l’ombra prima di poter vedere davvero il sole».  Oggi Rosanna Elettra (nome d’arte), fotografa, ha quasi 29 anni, vive a Londra ed è stata inserita da Forbes tra gli under 30 più influenti d’Europa, nella categoria Art & Culture: 300 nomi selezionati dalla rivista per raccontare i nuovi talenti del continente. Un riconoscimento arrivato dieci anni dopo la sua partenza dall’Italia. «Mi sono trasferita nell’agosto del 2016 per riscattare la mia infanzia, un’infanzia in cui ho subito violenza domestica e assistita», racconta. «Ora il mio obiettivo è portare uno sguardo femminile sul set, dove spesso le donne si sentono usate».

La carriera

Rosanna Elettra si è trasferita a Londra all’età di 19 anni. Ha studiato quattro anni all’università, poi ha iniziato a muovere i primi passi nel settore, grazie all’incontro con la creative director Barbara Fu Safira, che le ha aperto le porte dei reparti costumistici di produzioni come Netflix e Channel 4. Da lì è iniziato un percorso nel mondo dello styling, che si è trasformato rapidamente in qualcosa di più ampio. «Portavo sempre con me sul set la macchina fotografica, fotografavo i look. Così è rinata la passione per la fotografia che avevo già a 16 anni». La svolta arriva con il tour americano come stylist per Femi Koleoso, batterista dei Gorillaz, in collaborazione con il brand Pangaia. Rosanna Elettra decide di concentrarsi definitivamente sulla fotografia: «Non ho mai studiato fotografia, l’ho imparata sul campo». Oggi si definisce una creativa multidisciplinare, ma rivendica con forza la propria identità: «Voglio essere riconosciuta come fotografa».

Rosanna Elettra

Uno sguardo diverso

Nei primi anni a Londra, Rosanna Elettra ha lavorato brevemente come modella e ha toccato con mano un problema strutturale dell’industria: la mancanza di rappresentanza femminile dietro l’obiettivo. «Mi sono sentita spesso oggettificata, usata, non a mio agio sul set – spiega – È quello che viene definito male gaze, lo sguardo maschile che trasforma il corpo femminile in oggetto». Così decide di cambiare le regole dall’interno. «Voglio portare empatia verso chi è davanti alla telecamera, creare uno spazio in cui le persone si sentano viste, non usate». Il suo obiettivo è costruire solidarietà tra donne e lavorare in rete. La sua artista di riferimento è Nima Benati, fotografa selezionata come lei da Forbes, nel 2020, tra gli under 30 più influenti.

La pietra ritrovata

Per Rosanna Elettra è come se oggi un cerchio si chiudesse. È stata sua nonna a ritrovare la pietra e per lei quel gesto porta un messaggio di speranza e di forza: «Non è colpa nostra se accadono certe cose. La maggior parte dei problemi che abbiamo non dipende da noi, ma possiamo reagire», spiega. Bisogna focalizzarsi su se stessi, pensare a come sopravvivere, avere un po’ di «egoismo positivo». Lasciare l’Italia, per lei, è stata una scelta che può sembrare egoista, ma che in realtà è stata necessaria, un’ancora di salvezza, un liberazione. Ma senza dimenticare da dove viene, «perché è il passato che ci rende ciò che siamo oggi. Ma non bisogna neanche smettere di andare avanti».

Progetti: la mostra sulla violenza contro le donne

Oggi Rosanna Elettra guarda al futuro con una direzione precisa. Continua a lavorare tra musica, moda e cultura, collaborando con artisti internazionali come PinkPantheress, Lewis Capaldi e Jade. «Vorrei continuare a fare ciò che faccio oggi»,  continua, ma c’è anche un altro progetto: la creazione di una mostra fotografica dedicata a donne sopravvissute alla violenza. «Voglio raccontare storie di forza, dare visibilità a chi ce l’ha fatta». Ma l’obiettivo più importante resta uno: dare l’esempio alle nuove generazioni. «Vorrei raccontare la mia storia e ispirare altri giovani che hanno subito violenza». «E un’altra cosa –  aggiunge – «voglio essere felice».

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