
Una donna indipendente a livello economico, che ha un conto corrente, che sa gestire le sue finanze è anche una donna più libera. Una donna che, anche in una situazione di violenza all’interno di un rapporto affettivo, è più capace e pronta a lasciare il partner e andare avanti da sola. Lo spiega, con dati, testimonianze, disamine accurate, il saggio “Denaro al femminile: una sfida possibile” di Chiara Galgani e Valeria Santoro. Ne nasce una chiara fotografia del fenomeno della disuguaglianza economica di genere che comprende varie declinazioni tra le quali il gender credit gap, il gender pay gap, il gender gap nelle pensioni.
Dopo aver indagato in una precedente pubblicazione il concetto di leadership al femminile (con il libro dal titolo “Leadership femminile: esiste davvero?”), con questo nuovo lavoro le autrici (Galgani lavora da 25 anni nella comunicazione d’impresa, Santoro è giornalista finanziaria dal 2003) fanno luce su un rapporto da sempre difficile per le donne: la gestione del denaro, storicamente considerata “roba da uomini”. Perché le donne fanno ancora fatica a parlare di denaro e gestirlo con sicurezza? Quando nasce questo “cattivo” rapporto delle donne con i soldi?
Per rispondere a queste domande le autrici partono da un’interessante e attenta disamina storica, passando per i numeri della disuguaglianza e raccontando gli episodi cruciali in cui donne pioniere si sono distinte per avere abbattuto importanti soffitti di cristallo. La strada da fare è ancora lunga, ma sicuramente i successi, a guardare anche la storia recente, sono tanti e vanno celebrati. I progressi sono innegabili, e anche le role model femminili ai vertici della finanza – varie figure spiccano anche a livello europeo e italiano, basti pensare alla Bce, a Borsa Italiana, al gruppo bancario Santander- sono un esempio di leadership femminile che potrebbe fare la differenza anche a livello sistemico.
Se è vero che ancora i dati sui conti corrente delle donne raccontano una storia di disparità, è anche vero che, in un passato neanche tanto remoto, la situazione era di gran lunga peggiore. Alle donne erano tagliate alle radici le opportunità di studiare, lavorare, gestire i soldi. «Tra le nostre madri e le nostre nonne – scrive Alessandra Perrazzelli, già vicedirettrice generale della Banca d’Italia nella prefazione -, nate tra le due guerre, innumerevoli sono i casi di donne escluse dalla ripartizione delle eredità familiari. Tra le famiglie meno abbienti, erano i figli maschi che potevano proseguire gli studi, privando così le figlie anche della possibilità di accumulare capitale umano».
Tuttavia, il quadro generale è ancora segnato da asimmetrie. Il volume, una volta individuate la cause, individua anche le vie di soluzione. «Bisogna avere il controllo delle proprie risorse economiche, perché solo così si può avere il controllo della propria vita». Ad affermarlo è Claudia Cattani, presidente di Bnl Bnp Paribas, una delle otto donne- manager ai vertici della finanza – che si raccontano e raccontano in particolare il loro rapporto con il danaro, fornendo utili consigli e suggerimenti.
Una cultura secolare e millenaria non è facile da sconfiggere ma le autrici ci indicano anche una strada che ha come chiave, tra le altre politiche di equità e inclusione, l’incentivazione dell’educazione finanziaria, per aumentare la consapevolezza e la capacità di gestire risorse e investimenti. Un lavoro fondamentale soprattutto per le generazioni più giovani, affinché non si sottovaluti più la questione della gestione del denaro. «Molte giovani donne – dice Silvia Rovere, presidente di Poste Italiane – si sentono libere ma sottovalutano la questione economica. Non la presidiano, E invece le ragazze devono sapere che l’autonomia non sarà mai completa se non impareranno a gestire i soldi».
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Titolo: “Denaro al femminile: una sfida possibile”
Autrici: Chiara Galgani, Valeria Santoro
Editore: FrancoAngeli
Prezzo: 19 euro
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