
Più capacità produttiva della linea, infrastrutture digitali e un nuovo banco prova all’avanguardia. Sono le direttrici del piano di sviluppo di QuickTurn Engine Center Europe, centro altamente specializzato nel settore della manutenzione dei motori aeronautici che ha casa all’aeroporto di Roma Fiumicino. A coordinare questo percorso è la trasformation director Francesca Mazzelli.
20 anni di esperienza e ingegnera aeronautica di formazione, la manager è accompagna il progetto di trasformazione dell’azienda in una fase caratterizzata da forti investimenti e dall’introduzione di nuovi modelli operativi che stanno ridisegnando il tessuto dell’officina.
Pronte al decollo
L’interesse per i motori, e in particolare quelli degli aerei, nasce durante una vacanza negli anni 90. «Dalla finestra della nostra camera d’albergo si vedeva, in lontananza, la pista dell’aeroporto. Il pomeriggio passavo il tempo a osservare quegli aerei che decollavano e atterravano e decisi che dovevo assolutamente capire come facessero. Mia madre all’inizio pensava fosse solo un gioco o un pallino passeggero, e invece – dice sorridendo – l’ho fatto sul serio».
Quick Turn Engine Center Europe oggi opera come joint venture tra Ftai Aviation e Iag Aero Group e si occupa di manutenzione completa dei motori aeronautici. Il suo obiettivo è garantire che i velivoli volino più a lungo, in modo sicuro e affidabile, contenendo i costi per le compagnie aeree. Tra i servizi offerti ci sono manutenzione completa, revisioni e test funzionali, controlli e ispezioni avanzate e lavorazioni meccaniche.
Il lavoro in officina è un mestiere che retaggi del passato e luoghi comuni hanno sempre attributo a soli uomini e, conferma la manager, anche all’inizio della sua carriera l’ambiente era prettamente maschile: «su circa 450 impiegati, la presenza femminile era anche meno del 10%». Oggi però la presenza di colleghe donne è aumentata rispetto al passato, segnale che «il lavoro svolto negli anni sulla presenza femminile nelle discipline Stem sta dando i suoi frutti». Il loro numero resta marginale «in dipartimenti dove vengono svolti lavori che richiedono molto sforzo fisico, ma cresce soprattutto nei ruoli di staff», spiega la trasformation director.
Ieri, oggi e domani
Nel corso dei decenni QuickTurn Engine Center Europe ha vissuto diversi passaggi, mantenendo sempre intatto il suo dna grazie al «bagaglio di professionalità delle maestranze cresciute in Alitalia», puntualizza Mazzelli, che arriva in azienda nel 2005 grazie a una tesi di laurea sperimentale. «Conservo ancora le foto delle prime visite in officina e per me, che sono una ingegnera più da pezzi di ferro che da computer, rappresentava il massimo a cui potessi ambire».
Nata come Officine Motori Alitalia, l’azienda è prima diventata Alitalia Maintenance Systems e poi nel 2016 è stata acquistata da Iag Aero Group. Oggi è al lavoro su una nuova generazione di servizi e vuole evolvere da un modello MRO (manutenzione, riparazione e revisione) tradizionale verso un approccio MRE (maintenance, repair & exchange).
Oggi Mazzelli dirige una squadra di circa 7-8 persone, con un’età compresa tra i 20 e i 72 anni e competenze trasversali (produzione, ingegneria, facility, sicurezza), e si occupa della messa a terra dei progetti. Per usare un parallelismo musicale, dice, «è un lavoro di concerto, e il mio ruolo è quello di battere il tempo».
Tra i maggiori progetti ci sono la creazione di un banco prova (ovvero un’apparecchiatura utilizzata per collaudare motori e componenti) avanzato e l’estensione delle capacità manutentive a nuove generazioni di motori. Da qui la necessità di investire anche in formazione continua con l’avvio di una academy interna.
Cambio di passo
La storia di Mazzelli è un esempio di leadership in un settore, quello dell’ingegneria, dove la presenza delle donne è stata, almeno fino a oggi, tra le meno evidenti. Ma le cose in futuro potrebbero cambiare.
Tra i laureati in questa classe sta infatti aumentando la componente femminile. Nel suo rapporto 2025, il Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri stimava la presenza in Italia di oltre 340mila donne in possesso di questo titolo di laurea. Si tratta del 27,8% dei laureati nelle stesse discipline e circa il 7% dell’intera popolazione femminile italiana con un diploma di laurea. Il fenomeno è recente, tanto che le laureate sono concentrate soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione: poco meno del 60% ha un’età inferiore a 45 anni.

Nel frattempo continua a crescere la componente femminile tra i nuovi immatricolati e nell’a.a. 2024-2025 ha raggiunto il 28,2%. Le matricole di genere femminile superano la soglia delle 15mila unità, 1500 in più rispetto al precedente anno accademico. Di queste, il numero più consistente (poco meno di 7mila) ha optato per un corso di laurea della classe Ingegneria industriale. I corsi in Ingegneria biomedica e Ingegneria gestionale restano molto gettonati, ma si fa largo un sempre maggiore interesse verso il settore dell’informazione, tanto da costituire circa un terzo (all’incirca 5mila studentesse) di tutte le ragazze iscritte a questi corsi di laurea.
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