Molce, la sartoria terapeutica per donne vittime di violenza

scritto da il 15 Gennaio 2024

Il lavoro manuale è un potente antidoto alla sofferenza psicologica. Lenisce. E ricostruisce. È da questa visione che tre amiche, Paola Maraone, Fernanda Muniz e Ilaria Solari, hanno fondato Molce, una sartoria terapeutica per donne vittime di violenza e abusi. Un luogo in cui da scampoli di stoffe nascono strade per la rinascita.

Molce deriva da “molcere”, verbo latino che significa “addolcire, guarire, prendersi cura” di qualcosa che fa male. In questo caso, a dolere sono le ferite fisiche e psicologiche delle donne che vivono in condizioni di fragilità e insicurezza. «Tutto è nato nel 2021, sull’onda della pandemia, quando in moltissime case si sono consumate violenze drammatiche, molte delle quali taciute. Abbiamo pensato di creare per queste donne un luogo di ascolto e sostegno, nonché l’opportunità di imparare un mestiere con un corso di formazione sartoriale tenuto da una sarta -stilista» racconta Ilaria Solari, responsabile della comunicazione e del networking di Molce Atelie.

Com’è nata l’iniziativa?

L’attività è nata grazie a un bando della Scuola dei Quartieri, promosso dal Comune di Milano e dalla Comunità Europea e segue due canali: i corsi di formazione sartoriale, appunto, e lo sportello psicologico di sostegno e ascolto con una psicologa clinica esperta in violenza di genere. «La nostra sede è in un’area multietnica, in cui ogni giorno incontriamo storie straordinarie: ci sono donne di tutte le estrazioni e i vissuti, per molte di loro è difficile anche solo ammettere di essere state vittime di violenza, ma tutte, dopo aver frequentato per un po’ di tempo l’atelier, sono sbocciate. Hanno iniziato a prendersi cura di loro, a essere più autonome e decise. Apprendere un mestiere ed entrare a far parte di una comunità di “simili” è una grande spinta al cambiamento» continua Solari.

Il lavoro presidio sociale

Ecco, dunque, il lavoro come presidio sociale. Un valore troppo spesso dimenticato, come dimostrano i numeri: l’Italia è un Paese in cui lavora appena una donna su due ma in cui ogni tre giorni viene uccisa una donna. L’obiettivo di Molce – che dall’avvio del progetto ha già aiutato 25 persone e assunto una sarta – è continuare ad assumere professioniste che possano formare nuove donne e aiutare l’atelier a rispettare le consegne. Sono sempre di più, infatti, le aziende che guardano a Molce come fornitore di gadget o come esperienza positiva per portare la cultura della non violenza di genere tra i propri dipendenti.

Tra le realtà che sostengono Molce, c’è anche Hacking Talents, piattaforma digitale che si occupa di programmi HR data-driven: partecipando alle sessioni di mentorship pro-bono messe a disposizione dalla piattaforma fondata da Federica Pasini, la persona beneficiaria è invitata a effettuare (senza obbligo) una donazione libera a Molce Atelier. «Vogliamo generare un impatto sociale, per questo abbiamo deciso di dare spazio all’interno del nostro business anche a progetti paralleli come Molce Atelier, con la convinzione che l’accesso a formazione, supporto e nuove opportunità possa essere motivo di ispirazione» – commenta Federica Pasini, CEO e co-founder di Hacking Talents.

«Per una realtà come Molce, rete sociale e supporto economico sono due driver fondamentali» assicura Ilaria, ricordando che fino al 20 gennaio, è possibile fare una donazione all’atelier a fondo perduto o in cambio di capi fatti dalla sartoria. «È una donazione etica che – conclude la fondatrice – contribuirà a sviluppare un sistema di economia circolare positiva, sia in chiave culturale che economica, aiutando le donne a prendersi cura di loro».

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Ultimi commenti (1)
  • Gloria |

    Ottima esperienza da implementare e sostenere ad ampi livelli in quanto fonte di rinascita e di occupazione per donne spesso che si isolano e vengono comunque lasciate ai margini.Qusta esperienza permette in riscatto a 360 gradi ,pertanto è da considerare validissima.