Violenza sulle donne, ecco il nuovo piano strategico 2021-2023

scritto da il 05 Novembre 2021

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Una task force  multidisciplinare per il raccordo e, in casi specifici,  la gestione delle misure previste dal Pnrr in favore dell’empowerment delle donne vittime di violenza. E’ una delle previsioni del nuovo piano anti violenza per il 2021-23, presentato dalla ministra per le Pari opportunità, Elena Bonetti e passato in conferenza unificata, che Alley-Oop Il Sole 24 Ore ha potuto visionare. L’obiettivo della task force è integrare e supportare il modello di governance già preesistente nella realizzazione degli interventi previsti dall’iniziativa Next Generation EU, nonché da quanto complessivamente programmato relativamente all’impiego dei Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE), finalizzati al rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale riducendo il divario fra le regioni più avanzate e quelle in ritardo.

Il nuovo piano disegna, in generale, la strategia per la lotta al fenomeno della violenza e verrà poi implementato con un piano operativo. Muove le mosse dal piano triennale precedente, affinando determinati aspetti e considerando quanto non ha funzionato. Si fonda su quattro assi: la prevenzione, la protezione e il sostegno delle vittime, la punizione dei colpevoli e l’assistenza e promozione. Tra le novità, l’ accento sul contrasto alla violenza economica con la previsione di alfabetizzazione finanziaria, tirocini retribuiti, e norme per favorire l’inserimento lavorativo al fine di realizzare l’obiettivo più generale dell’empowerment delle donne. Sul fronte dei dati sulla violenza, essenziali per conoscere il fenomeno, ma da sempre lacuna in molti Paesi e anche a livello europeo, è  prevista la creazione di un sistema integrato nell’ottica del rafforzamento della collaborazione con l’Istat che già aveva caratterizzato il primo piano strategico.

Confermata la governance del piano su tre livelli

La governance del piano viene confermata nella sua struttura con un  modello che  si compone di 3 livelli, integrati fra loro: la Cabina di regia nazionale con funzione di indirizzo strategico politico; l’ Osservatorio, con funzione di natura specialistica; la Governance territoriale, con funzione di raccordo tra governo centrale e locale e coordinamento delle reti territoriali attive sui temi del piano.  La strategia 2017-20, scaduta da circa un anno, si basava su tre pilastri fondamentali, che ricalcavano quelli previsti dalla Convenzione di Instabul ratificata dall’Italia nel 2013: la prevenzione, la protezione delle vittime, la punizione dei colpevoli, le cosiddette tre P. Il nuovo piano aggiunge come asse fondamentale l’assistenza e promozione. Agli assi tematici sono  associate specifiche priorità che affrontano le sfide connesse alle condizioni di violenza maschile sulle donne, rispetto alle dimensioni più significative quali: la prevenzione, l’istruzione, la formazione, la ricerca, l’autonomia personale e abitativa, la sensibilizzazione, l’informazione, la tutela e la protezione. Per ciascuna priorità sono poi individuate le aree di intervento sulle quali il Piano intende misurarsi, in termini di direttrici in base alle quali i soggetti, a vario titolo coinvolti, saranno chiamati a raccogliere le sfide di contesto ancora aperte.

 Tirocini retribuiti e norme sull’inserimento lavorativo per l’empowerment economico

Nell’ambito dell’asse protezione e sostegno, è prevista l’attivazione di percorsi di empowerment economico, finanziario, lavorativo e di autonomia abitativa. Un tema considerato elemento di rilievo sia nella fase di emersione che nell’accompagnamento verso l’autonomia. La cosiddetta violenza economica rappresenta, infatti, una delle forme più subdole e odiose di violenza contro le donne. Da evidenziare che il lavoro per l’empowerment acquisisce un maggior impatto, se è contestualizzato in uno scenario che non riguarda in modo esclusivo le donne vittime di violenza, ma che è potenzialmente rivolto a tutte le donne, con il coinvolgimento anche degli uomini. Come aree di intervento sono state individuate: protocolli per il reinserimento lavorativo delle donne vittime di violenza e, in particolare, forme di collaborazione tra istituzioni, imprenditoria e centri antiviolenza; messa a punto di norme specifiche sull’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza all’interno della contrattazione collettiva; percorsi di formazione di eccellenza con la previsione di tirocini retribuiti vincolati all’inserimento lavorativo, grazie anche all’apposita formazione del personale addetto alle risorse umane, capace di intercettare tra sintomi dovuti a violenza domestica o molestie subite nei luoghi di lavoro; strumenti già attivabili per l’inserimento occupazionale, sull’esempio degli incentivi all’occupazione, dei “redditi di libertà”, del microcredito di libertà e il mantenimento dell’occupazione come nel congedo per le donne vittime di violenza; estensione fino a 6 mesi della possibilità di utilizzare il congedo per le donne vittime di violenza previsto dal D.L. n. 8/2015, tenendo conto del progetto individualizzato della donna;  contributi per il supporto al lavoro autonomo femminile, oltre alle forme già esistenti di microcredito, in particolare negli anni successivi all’avviamento dell’impresa, ovvero lungo l’arco dei primi cinque anni necessari al consolidamento dell’attività imprenditoriale;  percorsi di autonomia abitativa attraverso l’implementazione e la differenziazione della rete dell’accoglienza, con seconde autonomie e co-housing, e attraverso azioni che sostengano la possibilità di inserire, con specifiche priorità, le donne in uscita dalla violenza nelle graduatorie per gli accessi al patrimonio immobiliare pubblico.

Il piano strategico sarà accompagnato da un piano operativo

La traduzione operativa del quadro strategico indicato sarà pienamente individuata all’interno del piano operativo che sarà redatto come documento di programmazione complementare e conterrà l’elenco delle azioni da realizzare nel triennio 2021-2023. Tali interventi, individuati sulla base delle proposte emerse nell’ambito dei lavori tecnici dei tavoli di lavoro già rappresentati, saranno in ampia parte costituiti dall’implementazione di azioni positive già attivate, dal potenziamento (anche tramite reingegnerizzazione procedurale e degli strumenti) di altre azioni ancora valide ma da adattare a nuove esigenze o come introduzione di vere e proprie innovazioni, tutte completate da indicazioni sulla fonte di finanziamento e sul soggetto deputato alla loro realizzazione.

Piano come presa in carico delle problematiche non ancora risolte

In sostanza, come si legge nello stesso piano, “gli elementi di continuità e di contatto con il Piano 2017-2020 sono molteplici e diffusi, poiché si ritiene che il compito di una strategia complessa e multilivello come quella del contrasto della violenza di genere debba porsi un orizzonte temporale di medio lungo periodo”. Per questa scelta, la programmazione de 2021-2023 deve essere considerata, in ampia parte, come di presa in carico delle problematiche ancora irrisolte, o in via di risoluzione, verso la rimozione di stereotipi e atteggiamenti lesivi della dignità delle donne, attraverso una vera e propria rivoluzione culturale che dovrà coinvolgere l’intera società in tutte le sue componenti.

Tra le priorità lavorare sulla cultura, aumentando la consapevolezza della pubblica opinione  

Tra le priorità individuate dal piano c’è quella di aumentare il livello di consapevolezza nella pubblica opinione e nel sistema educativo e formativo sulle radici strutturali, sulle cause e sulle conseguenze della violenza maschile sulle donne e promuovere la destrutturazione degli stereotipi alla base della violenza.  In questo ambito vengono concepiti gli interventi di informazione e sensibilizzazione che partono da due azioni generali: la dotazione di finanziamenti strutturali da dedicare alle azioni di prevenzione, che siano distinti da quelli specifici destinati ai Centri Antiviolenza e alle Case Rifugio; un documento, sotto forma di “Carta”, di definizione di obiettivi generali e specifici da raggiungere attraverso un’azione di prevenzione sistemica che individui i gruppi maggiormente vulnerabili come le donne disabili, le donne anziani, le donne migranti e definisca anche il concetto di violenza in tutte le sue declinazioni come la violenza domestica, psicologica, economica, sessuale, fisica. Tra i contesti specifici di intervento cui associare azioni portanti e interventi pilota ci sono le scuole e i centri di formazione, le università, i luoghi di socializzazione, i media e le campagne di sensibilizzazione.

 Criticità nei casi di affidamento dei minori in ambito di violenza, no alla Pas

 Il tema delle responsabilità genitoriali, degli affidamenti, dell’interesse del minore nei casi di violenza richiamano l’esigenza per lo Stato di evitare ogni situazione di rischio. L’alienazione parentale o sindrome dell’alienazione parentale, ideata e proposta dallo psichiatra forense statunitense Richard Gardner, descrive la dinamica psicologica disfunzionale che si attiverebbe sui figli minori coinvolti in contesti di separazione e divorzio dei genitori definiti conflittuali. Nell’ambito del Piano 2017-2020 è stato realizzato un tavolo di lavoro di approfondimento sul tema. Un forte elemento di criticità sembra essere rappresentato dall’utilizzo da parte dei tribunali civili del concetto di alienazione parentale nell’ambito di procedimenti civili che accompagnano la definizione delle separazioni nei casi di violenza contro le donne madri, utilizzata spesso come forma di condizionamento nei confronti delle donne vittime di violenza. Il tema dell’alienazione genitoriale è al centro di numerosi ed accesi dibattiti; anche la Corte di Cassazione è stata di nuovo chiamata ad esprimersi, con un’ulteriore ordinanza (la n. 13217/21) in tema di Pas e di Sindrome della Madre Malevola. E’ necessario, dice il nuovo  piano, evidenziare che, laddove vi sia una condanna penale per maltrattamenti, il procedimento di affido dei figli, richiede il chiaro ed inderogabile obbligo del rispetto di quanto previsto sia dalla Convenzione di Istanbul in materia di protezione della vittima nei processi di affido sia dalle raccomandazioni del Grevio.

 Il monitoraggio dei dati e rafforzamento della collaborazione con l’Istat

 Tra i numerosi aspetti trattati dal piano c’è anche quello dei dati sulla violenza considerati da più parti ancora incompleti e carenti. A questo scopo, in continuità con quanto previsto dal precedente piano in ambito di raccolta dei dati, è prevista una convenzione per la collaborazione con l’Istat per rafforzare l’utilizzo del Sistema Informativo Integrato. L’obiettivo è di estendere la condivisione dei dati relativi ai diversi aspetti del fenomeno a seconda dei settori di azione e di interesse e la creazione di un Sistema Informativo Integrato e da una funzione multilivello di valutazione nell’ottica della valorizzazione e prosecuzione di quanto disposto nel triennio precedente.

 

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Il Sole 24 Ore, con Alley Oop, è partner del progetto Never again, che ha come obiettivo quello di contrastare e combattere la vittimizzazione secondaria delle donne colpite dalla violenza.

NEVER AGAIN  è un progetto co-finanziato dal Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell’Unione europea (2014-2020), GA n. 101005539. I contenuti di questo articolo sono di esclusiva responsabilità degli Autori e non riflettono il punto di vista della Commissione europea.

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Ultimi commenti (2)
  • Rita Corda |

    Da aproffondire

  • Gloria |

    Ottimo il nuovo piano strategico,più globale più garante e inclusivo.Per quanto riguarda la raccolta dei dati, l’attendibilità è sempre un rebus.Oltre alla donna bisogna evidenziare e considerare il silenzio di molti uomini che giacciono alla violenza psicol9gica delle donne.Di questa tematica si parla raramente o niente affatto per quanto riguarda la violenza nei luoghi di lavoro è un’acqua stagnante,senza testimoni e senza prorezione , nonostante le denunce sei sola.Cerchiamo di volare in alto offrendo ,nonostante le difficiltà che comunque saranno sempre presrnti,una società umana, sensibile,inclusiva ,onesta