Usa, e se a correre con Joe Biden fosse Michelle Obama?

scritto da il 22 Luglio 2020

obama

Un’amministrazione specchio dell’America, anche con un possibile vice presidente donna e probabilmente afroamericana.Sono bastate le poche indicazioni di Joe Biden in vista della convention democratica, quest’anno virtuale, per accendere le ipotesi di un ticket per la corsa presidenziale con Michelle Obama. D’altra parte, che gran parte dei democratici speri in un ritorno della famiglia Obama con Michelle alla casa bianca non è un segreto e vista l’età di Biden, la vicepresidenza della ex first lady potrebbe poi aprire fra 4 anni (nel caso Biden vincesse) al passaggio di testimone.

Fantapolitica, si direbbe. almeno stando a quanto ha sempre dichiarato la ex first Lady, che anche nella sua autobiografia ha sottolineato quanto abbia dovuto pagare alla politica il marito con la sua stessa vita. Inoltre, dopo 8 anni alla Casa Bianca, la coppia sembra ora aver ritrovato un equilibrio lontano dai riflettori e si sta dedicando alle due figlie, che sembrano aver sofferto la vita presidenziale.

Non solo. Michelle Obama il 29 luglio debutterà su Spotify con una serie di podcast dedicati a temi quali la famiglia, le donne, la salute. Un progetto non certo da chi sta per scendere in campo per una campagna elettorale. L’avvocata converserà con special guests nella speranza che questa serie “possa essere un luogo dove poter esplorare temi significativi insieme e poter trovare le risposte a quell domande che tutti ci facciamo nella nostra vita“, ha sottolineato Michelle Obama, aggiungendo: Spero che questi podcast aiutino gli ascoltatori ad aprire nuove conversazioni – e conversazioni difficili – con le persone che contano di più per loro. È così che possiamo costruire più comprensione ed empatia reciproca“.

Un livello di conversazione decisamente diverso da quello del dibattito politico. E allora non resta che tornare a Biden e alle sue dichiarazioni ai microfoni di Joy Reid, la giornalista di MSNBC e l’unica donna afroamericana ad avere uno show nel prime-time: “Non dico chi c’è nella rosa” delle candidate alla vice presidenza, “ma posso dirvi che fra queste ci sono quattro donne afroamericane“, spiega Biden che, con i suoi 77 anni, sarebbe il presidente eletto più anziano della storia nel caso in cui vincesse alle elezioni.

Proprio la sua età avanzata rende la scelta del numero due particolarmente importante: in caso di vittoria a novembre, il suo vice potrebbe essere, come si diceva, il/la candidato/a democratico/a alla Casa Bianca per il 2024. Le quattro aspiranti afroamericane a diventare numero due di Biden sarebbero, secondo indiscrezioni, Kamala Harris, Susan Rice, il sindaco di Atlanta Keisha Lance Bottoms e l’ex capo della polizia di Orlando Val Demings.

La BBC aveva proposto in un suo commento una rosa di candidate ben più ampie, che comprendeva anche Kyrsten Sinema, Tammy Baldwin, Elizabeth Warren, Gretchen Whitmer, che magari potrebbero portare l’apporto del voto femminile ma non quello della comunità afroamericana. E dopo le manifestazioni seguite all’uccisione George Perry Floyd il 25 maggio scorso non sembra secondario prestare attenzione, nella scelta, anche a questo apporto. tanto più che nelle elezioni di Barak Obama il voto degli afroamericani ebbe il suo peso determinante: nel 2008 il voto della comunità conto per il 13% delle preferenze e il 95% fu a favore di Obama (che spopolò anche fra gli ispanici, mentre raccolse un 44% fra i bianchi).

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Tornando alle candidate afroamericane, le agenzie di stampa riportano che la senatrice Harris ha fra i suoi punti di forza quello di aver già superato i controlli sulle credenziali per accedere alle primarie democratiche. Rice, invece, ha un’ampia conoscenza in politica estera ma sarebbe aspramente criticata dai repubblicani per il suo ruolo nell’attacco a Bengasi quando era consigliera alla sicurezza nazionale di Barack Obama. La prima cittadina di Atlanta è di recente salita alla ribalta con le proteste per il Black Lives Matter e l’imposizione dell’uso della mascherina nonostante il divieto a livello statale.

Una scelta delicata quindi, anche perché si preferisce sempre chi non può creare eventuali problemi e allo stesso tempo non sovrasta, con la propria notorietà, il candidato presidente. Insomma, una donna sì ma poco ingombrante ora pur con la possibilità di essere candidata presidente nel 2024.