Più donne ai vertici valgoni fino al 20% in più di profitti


Più donne in azienda, soprattutto nei ruoli senior, fanno aumentare il fatturato. Di quanto? Di almeno il 5%. A conti fatti, lo dice l’ultimo report dell’Organizzazione mondiale per il lavoro, che ha chiesto il parere di oltre 13mila imprese in 70 Paesi del mondo: tre quart delle aziende attente alla diversity hanno risposto che grazie a questa scelta hanno visto crescere i loro profitti tra il 5 e il 20%, con la maggioranza che ha indicato una crescita compresa tra il 10 e il 15%, quindi nella forchetta più alta.

Uomini e donne ai vertici insieme, dunque, non solo gli uomini, sono il cocktail vincente per un’azienda di successo. Non solo perché aumentano i profitti: ad aumentare, dicono i ricercatori dell’Oil, è anche il tasso di creatività e quello di innovazione. Ma quante donne servono, dentro a quel cocktail, perché il mix produca l’effetto massimo? A quanto pare non serve nemmeno la parità assoluta, pasta una quota del 40%: lasciamo pure la maggioranza agli uomini, anche a queste dosi la ricetta sforna la torta perfetta.

Per raggiungere percentuali così, però, ci vogliono politiche attive. Sono le stesse imprese a riconoscerlo. Per esempio, bisogna abolire dal lessico aziendale l’assioma secondo cui la quantità di tempo trascorso in azienda è direttamente proporzionale alla produttvità e all’efficienza. Essere disponibili ovunque, a qualsiasi ora del giorno e se serve anche della sera, non fa di un manager il manager modello e guarda caso penalizza proprio le donne, che sono quelle che alla fine ancora portano la golden share del peso familiare.

fffcdb0b-de97-484b-9334-d513c4a03a2bI Paesi più diversity-oriented nel management aziendale? Secondo l’Oil, sono le due economie che trainano il Pil mondiale: una sono gli Stati Uniti e l’altra è la Cina. Due realtà molto diverse, quanto a rispetto della parità e dell’uguaglianza. L’Italia? Non è tra i migliori in Europa: Germania, Spagna e Gran Bretagna hanno in media percentuali di donne nel management aziendale superiori alle nostre.

I valori della mappa qui sopra si riferiscono alle prime linee del management, non ai livelli apicali. Dove ancora, ci dicono il ricercatori dell’Oil, anche le aziende più illuminate sul fronte della diversity ancora inciampano: perché nel 78% di loro il Ceo è ancora un uomo. Ora, mi chiedevo, se con una squadra di dirigenti donna i profitti possono aumentare del 20%, con un amministratore delegato donna di quanto sarebbe il salto?