Orfani di femminicidio, la legge c’è ma i fondi sono ancora bloccati

scritto da il 05 Aprile 2019

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Da una parte la mancanza, dopo oltre un anno, dei decreti attuativi per sbloccare i fondi. Dall’altra un decreto interministeriale in lavorazione per alzare gli importi degli indennizzi, previsti dalla direttiva Ue e entrati in vigore nel 2017. In mezzo le famiglie affidatarie, alle prese con il dramma degli orfani speciali, privati della madre per mano del padre, morto suicida o in carcere.

In Italia qualcosa si muove ma per le vittime secondarie di femminicidio il futuro resta incerto.  L’unica stima parla di “1600 orfani tra il 2000 e 2014, dei quali il 60% affidati ai parenti materni, lasciati soli dopo il trauma”, scriveva Anna Costanza Baldry,  docente, psicologa e criminologa premiata dal Presidente Sergio Mattarella con l’Ordine al Merito della Repubblica, scomparsa il 9 marzo scorso.

La legge n.4 dell’11 gennaio 2018, entrata in vigore il 16 febbraio dello scorso anno, introduce per la prima volta tutele per gli orfani come l’accesso al gratuito patrocinio, l’assistenza medico-psicologica, la sospensione della pensione di reversibilità all’omicida, la possibilità di modificare il cognome. Sul fronte economico, il fondo per le vittime di mafia, usura e reati intenzionali violenti viene esteso agli orfani di crimini domestici, con 2 milioni di euro in più l’anno per borse di studio, formazione, inserimento lavorativo. La legge di bilancio stanzia, inoltre, 2 milioni per borse di studio e orientamento e 3 milioni a favore delle famiglie affidatarie.

Il problema è che sull’erogazione delle risorse è tutto fermo. “Siamo al lavoro per l’adozione dei regolamenti“, ci spiega Raffaele Cannizzaro, commissario per il Coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e reati intenzionali violenti. Per quanto riguarda invece gli indennizzi per le vittime di reati violenti, compresi gli orfani, “per fine aprile-inizio maggio sarà pronto il decreto interministeriale che moltiplicherà gli importi”, continua il commissario. I risarcimenti – ora al vaglio del Mef –  dovrebbero passare da 7200 a 50mila in caso di omicidio; da  8200 a 60mila euro se l’omicidio è commesso dal coniuge; da 4800 a 25mila per la violenza sessuale; 25mila euro per lesioni gravissime. Più 10mila per eventuali spese mediche assistenziali. “In tutto abbiamo risorse per 90 milioni“, ricorda Cannizzaro.

Al momento però per le famiglie le incognite sono troppe, i fondi pubblici per lo più bloccati e comuni e regioni si muovono autonomamente. Esempio virtuoso il Lazio, che ogni anno stanzia 5mila euro (10mila il primo anno) per ogni orfano, fino al compimento del 29esimo anno di età.

Ultimi commenti (2)
  • Renza Volpini |

    Sono una nonna con affido il nipote orfano di femminicidio. Non riesco neanche a ottenere l’esenzione ai tichet sanitari, non ho aiuti anzi il mio comune mi chiede una partecipazione alle spese per la comunità terapeutica alla quale ho dovuto ricorrere per le difficoltà subentrato dal tragico evento.

  • Mariangela |

    Non solo i fondi destinati agli orfani di femminicidio sono fermi….altri articoli della stessa legge sino privi del decreto attuativo di fatto è come se non esistessero…..esempio l articolo se non sbaglio 6 dove con il decreto attuativo avrebbero diritto di precedenza e riserva di posti nei concorsi pubblici…..Ma cosa aspettano ad emanare il decreto attuativo e dare finalmente attuazione alla legge 4 …Dovremmo forse mobilitarsi per chiedere questo ….mia sorella ….ha lasciato un orfana di femminicidio ho combattuto perché si arrivasse alla attuale legge che però al momento è solo carta stracciano