L’impresa di Nausicaa dell’Orto: come è nato il football americano femminile in Italia

scritto da il 12 Gennaio 2019

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“Un giorno ho deciso che il mio posto non era lì in sideline a guardare I ragazzi, il mio posto era in campo a correre, bloccare e placcare”.

Così racconta ad Alleyoop Nausicaa Dell’orto, giocatrice di football americano e attualmente junior producer e screenwriter per NFL FILMS, la divisione cinematografica della lega americana di football. Non sono solo le sue parole, i suoi toni, il suo piglio a renderla tosta, Nausicaa è stata protagonista di un’impresa che ha dell’eccezionale. Insieme alle compagne di sport ha fatto nascere il football americano femminile in Italia, con squadre di club e tanto di Nazionale. Una storia che secondo la NFL FILMS meritava di essere raccontata e così lo scorso anno sono state fatte in Italia le riprese per il documentario: Women playing football in Italy.

nausicaa5Ma come è nato tutto? Dopo aver provato le più svariate attività sportive, dalla ginnastica artistica, ai tuffi, il nuoto, l’equitazione, Nausicaa nel 2011 approda al football americano, prima come cheerleader per i Seamen di Milano poi in campo. La sua attività da cheerleader, infatti, le sta stretta: dagli angoli del campo sente forte il desiderio di correre e placcare come i ragazzi che inneggia. Per altro non è l’unica ad avere questa aspirazione. Tra le altre anche la figlia del coach della squadra maschile, Valeria Vismara, sogna di entrare in squadra e scendere in campo a giocare.

I sogni si fanno realtà con la nascita delle ‘Vichinge di Milano’. Una squadra vera con un vero allenatore (proprio il padre di Valeria Vismara). Certo le strutture non sono quelle da campionato, ma per quegli inizi il parco Sempione sembra andare pù che bene. Il percorso non è  del tutto lineare e c’è  anche chi rema contro: “Il proprietario della squadra maschile  non ne era molto entusiasta. Mi ricordo che mi disse ‘non ce la farete mai. Non è uno sport per il sesso debole’. E mi ricordo benissimo che non l’abbiamo ascoltato”.

Il 30 giugno del 2011 Nausicaa, Valeria e compagne giocano la prima partita di football americano della storia italiana contro le neonate Neptunes di Bologna. Giocano e vincono, dando un calcio ai pregiudizi che le avevano accompagnate nel loro percorso. Una vera impresa, talmente grandiosa che NFL ha deciso di relaizzarne, appunto, un documentario che è stato trasmesso da Fox Sport 1 il 18 dicembre scorso.

nausicaa11Da allora il movimento del football americano si è sviluppato in modo esponenziale: in Italia oggi ci sono 15 squadre, una nazionale e un campionato nazionale.

“I miei genitori non sono mai stati molto entusiasti di questa mia passione. Si preoccupavano molto degli infortuni invece di pensare a tutte le cose positive che questo sport mi ha donato: la sorellanza delle mie compagne, la capacità di sacrificare corpo e anima per i miei obiettivi, il divertimento, la leadership, l’importanza del duro lavoro.
Mio padre è ancora contrario, ma è del 1936 quindi è old school. Mia mamma, è venuta a vedermi giocare per la prima volta nel luglio scorso e si è davvero emozionata. Ha finalmente capito quanto questo sport mi abbia cambiato la vita in meglio” ricorda Nausicaa.

Nonostante le difficoltà non si è fatta placcare dalle paure dei suoi genitori e ha raggiunto uno alla volta, con grande determinazione, i suoi obiettivi.

“Quando corro io e cercano di placcarmi, mi piace proprio il concetto che per fermarmi mi devono proprio buttare a terra. È una cosa che mi accompagna anche nella vita. Finché non mi distruggi, io non mi arrendo. Finché avrò anche solo un respiro in corpo, combatterò. E anche se mi buttano giù, mi rialzo e penso all’azione dopo.
Come nella vita” 
dichiara fiera l’atleta che vede nel football uno sport democratico: “chiunque può praticare questo sport. Una delle caratteristiche più belle del football è proprio il fatto che c’è posto per tutti. Che tu sia basso, alto, magro, robusto, c’è posto per tutti.”

nausicaa23Negli Stati Uniti, dove Nausicaa si è trasferita dal 2017 per lavoro, questo sport è chiaramente più sviluppato perché è lo sport nazionale. Eppure c’è ancora molta strada da fare: “nei negozi per esempio non esistono ancora scarpe da donna da football- come racconta ad Alley –  perché anche negli States é considerato uno sport prettamente maschile.
Noi usiamo quelle ‘da maschio’, e se hai il 38 o il 39  fai davvero fatica a trovare le scarpe adatte.
Solo quest’anno l’Adidas ha deciso di sponsorizzare la lega femminile. Lo ha annunciato qualche giorno fa”.

Come anche gli altri sport di squadra il football americano veicola valori e aiuta nel quotidiano: “Vado in giro a testa alta e petto in fuori perché ‘Io sono Nausicaa e gioco a football’. Fa parte della mia identità. Il football mi ha reso una leader positiva nella mia squadra così some nel lavoro. Sono in grado di lavorare con persone molto diverse da me grazie a questo sport e ovviamente affronto ogni cosa proprio di petto, perché non ho paura delle sfide”. 

Proprio per questa grande determinazione Nausicaa è stata selezionata per un internship presso la National Football League nel 2017 ed ora è producer e screenwriter per NFL films. Un risultato eccezionale costruito con perseveranza. Il suo percorso dopo la laurea in lingue e letterature straniere, si è arricchito con un corso di  “Interactive Marketing Communication, Public Relations and Event Management”, organizzato  dalla Boston University, la Summer school “Engaging culture through film”, un corso intensivo di storytelling al Menlo College in California e la Summer school “Ideazione e produzione di programmi tv sullo sport” in collaborazione con Sky Sport. Proprio dopo quest’ultima esperienza estiva Nausicaa si è guadagnata uno stage in Sky dove si è immersa nel social media. Tanti piccoli mattoni che hanno contribuito alla sua selezione presso NFL FILMS.

A soli 24 anni ha già scritto due documentari: il primo è dedicato all’unico kicker italiano della NFL Giorgio Tavecchio, mentre il secondo è quello dedicato al football americano femminile in Italia.

Nonostante il lavoro l’abbia portata Oltreoceano, Nausicaa non ha abbandonato le compagne di squadra e continua a giocare in prima divisione e in nazionale italiana e mentre sta negli States si allena e scende in campo con le Philadelphia Phantomz.

Nausicaa dell’Orto sembra proprio destinata a fare touchdown anche nella vita.

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