26 Novembre 2021

Arrendersi all'inverno e alla stanchezza è un modo per prenderci cura di noi

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    Che cosa succede a chi molla? Questa domanda è diventata di attualità da quando l’americanissima Simone Biles, icona del riscatto di una generazione, ha abbandonato le Olimpiadi. Gli Americani, che da sempre hanno considerato la voglia di vittoria un dio da venerare, si sono trovati a domandarsi che cosa rappresentasse una tale resa, che nome darle. Che cosa succede a chi molla è anche la domanda che non possiamo non farci davanti al fenomeno delle Grandi Dimissioni che sta travolgendo il mondo occidentale. Centinaia di migliaia di persone “lasciano”, spesso non sapendo che cosa verrà dopo: lasciano perché si...

15 Giugno 2021

Non solo Naomi Osaka, aumentano i casi di burn-out e depressione

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      Qualche settimana fa il ministro olandese dell'economia uscente, il 42enne Bas van 't Wout, ha comunicato la stampa e gli organi competenti: lascia il suo posto per 3 mesi per occuparsi del burn-out di cui è vittima. Si tratta, da queste parti, dell’ultimo di una serie di politici che lasciano il loro incarico perchéesauriti” dalle responsabilità, dalla fatica emotiva, dai ritmi e dalla pressione psicologica non certo nuove per certe posizioni, ma esacerbate da questi 18 mesi. Questa che è una notizia locale, apre un vaso di Pandora in tema di salute mentale che preoccupa esperti e organizzazioni...

18 Dicembre 2020

Lavoro, dobbiamo rialzare la testa al di là dell'urgenza

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  Quando Maurizio è entrato in ufficio, due colleghi hanno notato la sua grande borsa di pelle, quasi una valigia, e gli hanno chiesto se stesse partendo. Non stava partendo: aveva solo tante cose da portare con sé, e ci hanno riso su. Conversazioni che segnalano che tra di loro “si vedono”: nonostante la distanza di questi mesi, nonostante sia il giorno numero 278 (più o meno) della nostra difficile convivenza con il Covid, e nonostante in ufficio la pressione sui risultati sia alta e la sensazione di allarme sempre presente… Nonostante tutto, questi ragazzi (tutti tra i 30 e i 40 anni) hanno ancora la presenza e...

12 Giugno 2020

Ecco perché ai nostri cervelli stanchi serve chiarezza radicale

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      Quando un neonato piange, l’istinto ci dice di andare a prendercene cura il più presto possibile. Eppure i migliori libri di pedagogia dicono di fare l’opposto: non correre, ma fermarsi prima di intervenire e darsi il tempo di ascoltare per decidere qual è la cosa migliore da fare. Non tutti i pianti, infatti, sono uguali: non è sempre fame quel che esprime un neonato. Potrebbe essere stanco, arrabbiato, avere mal di pancia o avere solo voglia di piangere. Scegliere di non intervenire subito oppone la capacità di comprensione della parte evoluta del nostro cervello – la corteccia prefrontale – alla spinta...

29 Maggio 2020

Covid19, le 3 fatiche che ci portiamo sulle spalle

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      Io non urlo. Sono una madre che non urla con i propri figli, un’amministratrice delegata che non urla con i propri collaboratori. Conosco madri e amministratori delegati che urlano. Si urla per far uscire una pressione che si sente dentro, oppure si urla perché lo si ritiene efficace. L’urlo può essere una tecnica oppure un bisogno emotivo. Che cosa succede, però, all’urlo che non esce? Me lo chiedo perché questi mesi di vita nuova e diversa sono stati un accumulo di sassolini che sembrava sempre dovesse finire da un momento all’altro e che invece non è ancora finito. Di fronte alle difficoltà, chi ha...