14 Marzo 2022

La sovraesposizione alle notizie sulla guerra e lo stato di allerta che non ci serve

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    “Cresce tra gli italiani il ‘panico da guerra’, anche perché questa emergenza si innesta su un’altra, la pandemia, non ancora terminata e che ci stava dando speranze di conclusione, e quindi colpisce la popolazione in una situazione di fragilità. Per contrastare questa paura può essere utile evitare la dipendenza da news, condividere le preoccupazioni con altri, non trascurare la quotidianità, formare i ragazzi anche a scuola”. Sono queste le parole di Roberto Ferri, presidente della società italiana di Psicologia dell’emergenza, che sintetizzano quello che stiamo vedendo accadere in questi giorni dal punto di...

16 Dicembre 2021

Salute mentale, anche per la Fed è una priorità nelle aziende

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      Lo stato di salute mentale non è più solo una questione privata di malattia. Da due anni a questa parte è una condizione da considerare, quando si parla di occupazione. Ha, infatti, un impatto sull’economia, incide sui processi di assunzione e il turnover dei dipendenti e sta rendendo necessario ripensare alle normative in vigore. Il declino del benessere psicologico dei lavoratori è entrato nella realtà quotidiana delle imprese e nelle discussioni sulle prospettive di sviluppo. Lo ha fatto di prepotenza al punto da essere citato di recente dalla Fed, la banca centrale statunitense, come fonte di preoccupazione, nei...

09 Luglio 2021

Covid: gli anticorpi psicologici li avevamo già, e stanno funzionando

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    Siamo forti, molto più forti di come ci dipingono. Siamo pronti al cambiamento: sappiamo adattarci, sappiamo apprendere, sappiamo modificare noi stessi e il mondo attorno a noi. Non sanno farlo solo "alcuni di noi": tutti abbiamo queste capacità, perché appartengono alla nostra specie. Attraversiamo le tempeste e ne usciamo provati, feriti, spaventati, ma ne usciamo anche più forti e più consapevoli, e soprattutto: ne usciamo. Nei primi sei mesi del covid c’è stata grande preoccupazione per la reazione psicologica che questo trauma globale avrebbe causato nelle persone. Interrotti nelle nostre certezze quotidiane,...

29 Giugno 2021

Pandemic burnout, come torniamo ai luoghi di lavoro?

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    All'inizio è stata l’ansia. O meglio, uno stato ansioso, dovuto alle incertezze del futuro e all’incontro con il virus Covid-19.  Ma se ci pensiamo, inizialmente c’era anche molta motivazione e impegno, sia dal punto di vista lavorativo che nella gestione delle quotidianità relazionali e familiari. Dallo scorso inverno, tuttavia, l'esaurimento latente delle energie ha cominciato a prendere forma. La lunghezza della pandemia e l'effetto yo-yo delle buone notizie seguite da quelle cattive, hanno logorato anche le migliori intenzioni e si sono aggiunte come fattori di stress a quelli già presenti.   Il Guardian segnala...

15 Giugno 2021

Non solo Naomi Osaka, aumentano i casi di burn-out e depressione

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      Qualche settimana fa il ministro olandese dell'economia uscente, il 42enne Bas van 't Wout, ha comunicato la stampa e gli organi competenti: lascia il suo posto per 3 mesi per occuparsi del burn-out di cui è vittima. Si tratta, da queste parti, dell’ultimo di una serie di politici che lasciano il loro incarico perchéesauriti” dalle responsabilità, dalla fatica emotiva, dai ritmi e dalla pressione psicologica non certo nuove per certe posizioni, ma esacerbate da questi 18 mesi. Questa che è una notizia locale, apre un vaso di Pandora in tema di salute mentale che preoccupa esperti e organizzazioni nazionali e inizia...

19 Giugno 2020

Perché nel post-Covid ci sentiamo in bilico?

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Abbiamo desiderato così tanto che il Covid ci concedesse una tregua, sognato così a lungo di poter uscire di casa, di riappropriarci delle città e della possibilità di spostarci, che sembra ingrato dire che questa è una fase molto difficile da un punto di vista psicologico. E' così però, e per tutti coloro che hanno strenuamente resistito durante il lockdown, raccogliendo ogni energia a disposizione per adattarsi e resistere, questo tempo può coincidere con una manifestazione più vivida e un acuirsi della sofferenza. Questo dolore è comprensibile, non solo come conseguenza della quarantena, del timore di ammalarsi, dei lutti,...

27 Giugno 2019

La storia di Noa. Ai confini della depressione adolescenziale

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Ciò che noi sappiamo è che, in modo non stereotipato, nessuno sa nulla. Non puoi sapere nulla. Le cose che sai... non le sai. Intenzioni? Motivi? Conseguenze? Significati? Tutto ciò che non sappiamo è stupefacente. Ancor più stupefacente è quello che crediamo di sapere”, scrive Philip Roth ne La macchia umana. Ciò che sappiamo di Noa Pothoven è che aveva 17 anni e alle spalle una lunga sequela di eventi traumatici, come racconta nell’autobiografia “Vincere o imparare”: prima le molestie alla festa di una compagna di scuola, a soli 11 anni, tre anni più tardi la violenza sessuale da parte di due uomini. Apprendiamo che...