02 Ottobre 2019

Le aziende crescono con l’export ma l’export non è donna

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    Marco Polo non porta la gonna. I giornali sono pieni di titoli “il settore tal-dei-tali si salva solo grazie all’export” e le donne sono tagliate fuori dal business del commercio internazionale. Siamo abituate a pensare che guadagniamo meno, che occupiamo meno poltrone o che guidiamo meno governi. Ma che anche vendessimo meno all'estero questo no, non me lo aspettavo. Peraltro, con percentuali decisamente ingenerose. Perché se nel caso dei ministeri o degli stipendi la media è di uno a tre, nel caso dell’export siamo a un rapporto di uno a cinque: solo un’azienda europea che esporta su cinque è guidata - o...

04 Giugno 2018

Governo, attacchi e difese della stampa tedesca

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    Venerdì 1° giugno 2018 la rubrica del mattino della versione online del giornale tedesco Die Zeit era dedicata all’Italia e più precisamente alla sua tendenza a indignarsi quando gli stranieri, in particolare la Germania, si immischiano in questioni interne al Paese. Firmato da Ulrich Ladurner, l’articolo intitolato “Gli stranieri devono tenere la bocca chiusa?” prende le mosse dal confronto al vetriolo tra la politica italiana e “gli stranieri” cui stiamo assistendo da giorni, quantomeno a partire dalla pubblicazione dell’editoriale di Jan Fleischhauer su Spiegel Online intitolato “Gli scrocconi di...

08 Dicembre 2017

Cosa fa la Germania per recuperare i NEET?

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    Non superano la soglia del 10% i giovani NEET (acronimo inglese di “not in education, employment or training” indicante soggetti dai 15 ai 29 anni che non studiano, non lavorano e non si formano) in Germania (9,6%), mentre in Italia corrispondono al 26% (in altri termini a un giovane su quattro). Lo dicono i dati relativi all’anno 2016 divulgati dall’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nel rapporto Education at a Glance 2017. Quello della Repubblica Federale Tedesca è uno dei tassi NEET più bassi registrati dai Paesi OCSE lo scorso anno. Sebbene la quota di NEET in Italia sia in...

27 Aprile 2017

Dai congedi ai papà ai precari: l'Ue ha un cuore. ma non lo può dimostrare

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E' la prova che l’Europa – nel senso di Ue e Bruxelles – ha un’anima. Sociale. Che vuole più congedi per i padri e più donne al lavoro (perchè i figli si fanno in due e finchè la condivisione non sarà pratica comune non ci sarà neppure parità). Attrezzare di diritti i lavoratori atipici e mettere un freno al dumping salariale tra Est e Ovest europeo, che porta le aziende a delocalizzare per pagare meno i lavoratori. O meglio, l’Europa un’anima sociale l’avrebbe. Se gliela lasciassero avere gli Stati. Che su questi temi (il welfare) hanno una competenza pressochè esclusiva. Salvo poi dare a Bruxelles la colpa di...

13 Febbraio 2017

Alessia Mosca: in arrivo un pacchetto di misure dell'Ue per l'equilibrio vita-lavoro

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Era il 2009 quando siamo partite con la predisposizione della proposta di legge sulle quote di genere nei consigli di amministrazione. Le donne, allora, erano circa il 6 per cento dei membri dei cda italiani; il tasso di occupazione femminile era del 46,4 per cento, il divario retributivo tra uomini e donne era del 5,5 per cento, solo per citare alcuni dei dati rilevanti in merito alla situazione femminile. Oggi, le donne nei board sono quasi il 30 per cento, l’occupazione femminile rimane alla preoccupante percentuale del 48,2 per cento e il gender pay gap è persino aumentato, arrivando oltre il 6 per cento. Peraltro, ai...

16 Settembre 2016

Parlamento europeo: la conciliazione lavoro-vita privata è un diritto fondamentale di tutti

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"La conciliazione tra vita professionale privata e familiare deve essere garantita quale diritto fondamentale di tutti, nello spirito della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, con misure che siano disponibili a ogni individuo, non solo alle giovani madri, ai padri o a chi fornisce assistenza". Il Parlamento Europeo, nella risoluzione approvata il 13 settembre scorso, in materia di "creazione di condizioni del mercato del lavoro favorevoli all'equilibrio tra vita privata e vita professionale", parla chiaro: si tratta di un diritto e di un diritto di tutti, non solo dei genitori. Il Parlamento "chiede l'introduzione di...

21 Marzo 2016

L'Erasmus dimezza il rischio di disoccupazione

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Sempre più giovani in viaggio di studio e cresce l'impegno dell'Ue in questa direzione, anche dal punto di vista dei finanziamenti per il Programma Erasmus fra gli atenei europei. D'altra parte si tratta di un investimenti per il futuro, considerato che l'esperienza Erasmus più che dimezza il rischio di disoccupazione per i ragazzi che l'anno fatta. Ma quanti sono gli studenti che per un anno accademico cambiano Paese? Il progetto, nell'anno accademico 2013-2014, secondo gli ultimi dati disponibili della Commissione Europea, ha coinvolto 272.497 studenti (oltre 3,3 milioni dal 1988 ad oggi) e che vede l'Italia quarto Paese per numero di...