Chiara Di Cristofaro

Sono giornalista economico-finanziaria e psicologa. A chi mi chiede come mai, spiego che l'integrazione degli (apparenti) opposti è quello che rende speciale ognuno di noi. Moglie e mamma, vivo a Milano con mio marito, mio figlio e il nostro cane. Per l'agenzia Radiocor scrivo di mercati finanziari e società quotate, per Alley Oop oltre a coordinare il lavoro degli autori e delle autrici, mi occupo di violenza contro le donne e minori, psicologia, salute mentale. Collaboro con una Fondazione che si occupa di disagio psichico. Amo viaggiare, anche con la lettura.
21 Luglio 2022

Perché li chiamiamo femminicidi?

Il termine femminicidio è entrato nell'uso comune in Italia da una decina d'anni, ma la sua genesi è lontana e il suo utilizzo ancora discusso. Non è raro, tuttora, per esempio tra giornalisti, trovarsi a discutere sull'opportunità del suo utilizzo. Tra le più frequenti critiche che mi è capitato di sentire ci sono quella che sarebbe denigratorio per le donne uccise, che si tratta di un termine cacofonico e poco comprensibile, scorretto ("perché allora non si parla di maschicidi?"), solo per citarne alcune. La questione della definizione però non è una questione di lana caprina o per appassionati del genere: definire...

14 Luglio 2022

A che età perdiamo i nostri diritti?

E' stato lo SPID a mostrarlo con chiarezza: il nostro non è un Paese per vecchi. Pur essendo un Paese che, sempre più, invecchia. Grande innovazione dell'amministrazione digitale, in una primissima fase l'introcuzione dell'identità digitale ha mandato in crisi tutta una fascia d'età che con la tecnologia ha tuttora una dimestichezza limitata: era complicato da chiedere, è complicato per molti da utilizzare. Poi ci si è resi conto che rendere difficilmente accessibile il sito dell'Inps, per esempio, a una grossa fetta della platea di pensionati non era accettabile e si sono trovati metodi alternativi: un anziano può...

09 Giugno 2022

Violenza sulle donne, la forza del teatro per cambiare la cultura

    Serve un cambiamento culturale, ce lo diciamo sempre, per sconfiggere la piaga della violenza sulle donne. E se sulla cultura è necessario incidere affinché di violenza di genere non sia più necessario parlare, di donne uccise per mano di di compagni, ex o familiari non sia più necessario raccontare la storia, allora sono gli strumenti culturali che vanno utilizzati perché il messaggio sia davvero efficace. A partire dal teatro: "Il teatro non è solo una performance, è una vera e propria esperienza collettiva, ci aiuta a connetterci in un'unica emozione e apre a una serie di domande, di interrogativi a cui, insieme,...

07 Aprile 2022

Com'eri vestita? Dalla mostra al teatro, per dare voce a chi ha subìto violenza

      "Com'eri vestita?". Eri vestita in un modo che ha provocato l'aggressore, magari. "Perché non hai denunciato prima?", "perché non hai urlato?", "perché non lo hai cacciato di casa?". Tutte domande che spostano la responsabilità dall'aggressore all'aggredita, sottintendono la colpa di chi subisce la violenza, la colpa di averla in qualche modo provocata o di non essersi difesa adeguatamente. In una inversione di responsabilità che vediamo accadere solo nei casi che riguardano la violenza di genere. E "Com'eri vestita?" è diventata una frase simbolo della lotta a questa mentalità che non fa altro che legittimare...

17 Marzo 2022

Il racconto della violenza che fa male alle vittime

  Qual è il ruolo dell’infotainment nella narrazione della violenza contro le donne? La televisione resta tutt’oggi il primo media di fruizione delle notizie e nei programmi in cui l’informazione si unisce all’intrattenimento il rischio della spettacolarizzazione del dolore è tuttora alto, quotidianamente. Un esempio per tutti, per capire di cosa parliamo: un popolare programma di intrattenimento pomeridiano di Canale 5, Pomeriggio 5, all’inizio del 2017 ha ospitato e intervistato una giovane donna a cui il fidanzato ha dato fuoco con benzina e accendino. La ragazza, nel corso dell’intervista con la conduttrice...

25 Febbraio 2022

Dobbiamo spiegare la guerra ai bambini?

  Esiste una guerra giusta? Ragionavamo su questa domanda per una dibattito che doveva tenersi in un liceo, era un compito assegnato alla classe per far riflettere sulle differenti posizioni. Mentre cercavamo esempi di guerre giuste e cercavamo di motivare le diverse posizioni, mio figlio di sei anni e mezzo si è inserito nella discussione e ha detto: "Io lo so. La guerra giusta esiste, ed è quella che si fa per gioco. Lì puoi sempre rivivere, anche quando muori". Il dibattito poi è andato bene a scuola, ma a me le parole sulla guerra che va fatta solo per gioco hanno colpito. Con il drammatico scoppio della guerra in...

15 Febbraio 2022

Perché scriviamo di violenza sulle donne

  I numeri raccontano le storie, fotografano la realtà, danno le dimensioni, tracciano i confini. E da giornaliste del gruppo 24 Ore, proprio dai numeri siamo partite quando abbiamo cominciato il nostro viaggio nella lotta alla violenza contro le donne. Nel giugno 2016 ci siamo imbattute, un po’ per caso, nella storia di un centro antiviolenza di Roma, Sos Donna H24 per il quale, scaduti i finanziamenti del Comune, si paventava la chiusura. In quel momento, era fresco il ricordo del terribile femminicidio di Sara Di Pietrantonio, 22 anni, uccisa e bruciata dall’ex fidanzato, Vincenzo Paduano, in una strada di periferia...

19 Gennaio 2022

Stiamo ipotecando il futuro dei bambini e delle bambine?

    Il rischio di lasciare indietro chi è più fragile è il rischio di ogni emergenza e, con la pandemia, questo rischio non solo è diventato realtà nel pieno dei primi mesi di shock dopo l'arrivo del Covid-19 nelle nostre vite, ma a distanza di ormai due anni continua ad essere il nostro quotidiano. Se nei primissimi mesi è stato necessario "salvare il salvabile", pensare alla sopravvivenza, il prolungarsi della pandemia sta provocando un ampliamento a dismisura delle disuguaglianze, un gap che più passa il tempo più rischia di essere insanabile, oltre che inaccettabile. Il faro in questo momento è acceso sui...

24 Novembre 2021

Figli strappati alle madri, la violenza che si somma alla violenza

Nelle storie di violenza c'è sempre un momento chiave: quando si fa la telefonata per chiedere aiuto, quando ci si affida al centro antiviolenza, quando si denuncia. Quando si trova un lavoro. Quando i bambini rimasti orfani e le loro famiglie cercano di rimettere insieme i pezzi. Ed è la persona che si incontra a fare la differenza: le forze dell'ordine, il giudice, l'avvocato, l'assistente sociale, lo psicologo, le istituzioni decidono il destino della donna, dei suoi figli, delle famiglie. Ma se una donna su 3 nel corso della vita subisce violenza, se una ogni 72 ore muore - nella maggior parte dei casi per mano del compagno o ex -,...

16 Novembre 2021

Case di comunità, lo psicologo rischia di essere il grande assente

L'esperienza della pandemia ci ha insegnato - o dovrebbe averlo fatto - l'importanza della medicina di prossimità, di servizi sanitari territoriali capillari e radicati che possono fare la differenza non solo in situazioni di emergenza ma nella vita quotidiana. In questa direzione va il progetto della creazione delle Case di comunità, allo studio del Governo e al vaglio delle Regioni. Ma c'è un'incognita importante: in una struttura che prevede la presenza di medici e infermieri al momento non è ancora prevista la presenza di uno psicologo (si veda la nota a fine articolo, con l'aggiornamento al 16/12/2021, ndr). Una mancanza molto...