Violenza sulle donne, 12 comuni nell’Astigiano si uniscono per il primo presidio territoriale

«Sono 20 anni che il territorio aspetta l’apertura di una realtà a supporto delle vittime di violenza di genere. Le persone si scuotono solo di fronte a tragedie enormi, come nel caso del femminicidio di Zoe Trinchero, ma il livello di consapevolezza è ancora molto basso». Le parole di Viviana Garbagnoli, presidente di Futura – Donne per le donne, restituiscono la misura di un fenomeno diffuso e spesso sommerso come la violenza di genere.

Per aiutare le vittime, l’associazione, nata nel 2022, ha aperto a Nizza Monferrato uno sportello antiviolenza territoriale stabile, l’unico nella zona del basso astigiano. Il centro è un presidio sicuro e dedicato all’ascolto, al sostegno e all’accompagnamento delle vittime di violenza e la sua attivazione nasce dall’impegno di 12 comuni.

«Sosteniamo le donne in difficoltà e vogliamo contribuire al cambiamento sociale diffondendo consapevolezza e cultura», dice la presidente, che aggiunge: «l’obiettivo è creare una rete solida e ancora più capillare» per contrastare un fenomeno per cui la vicinanza è fondamentale per poter agire in modo efficace.

La nascita dello sportello

 Lo sportello antiviolenza nicese  nasce per offrire ascolto, orientamento e supporto (anche legale) per uscire da situazioni di abuso fisico, psicologico o economico. Lo spazio si occupa anche di assistere le donne che subiscono molestie sul lavoro, bullismo e cyberbullismo.

«Ci auguriamo di diventare un punto di riferimento stabile per Nizza Monferrato e il circondario. Che le persone pian piano capiscano che siamo qui per aiutarle a uscire da situazioni complesse», spiega la psicologa e psicoterapeuta che 4 anni fa ha fondato l’associazione Futura proprio con l’obiettivo un giorno di avviare lo sportello.

La vicinanza territoriale è infatti un elemento importante per favorire l’emersione dei bisogni e intervenire nelle emergenze ma, allo stesso tempo, non rende facile il compito: «Nizza Monferrato è un piccolo centro, anche se ha 10.000 abitanti. Tutti si conoscono e hanno paura a farsi vedere. Le donne che subiscono violenza hanno difficoltà a parlarne. Questo porta a ricevere alcune segnalazioni, ma è fondamentale agire con grande costanza e perseveranza giorno dopo giorno», racconta Garbagnoli.

Lo scorso febbraio, il femminicidio della diciassettenne Zoe Trinchero – per la cui morte è accusato un ventenne appartenente alla sua cerchia di conoscenze – ha scosso profondamente la comunità e portato in piazza 3mila persone, tuttavia senza «generare un cambiamento strutturale nella consapevolezza collettiva». 

Violenza in numeri

A subire violenza di genere in Italia nel 2025 sono state circa 6,4 milioni di donne dai 16 ai 75 anni di età, quasi il 32% del totale. A fotografare la situazione è la terza edizione dell’Indagine sulla violenza contro le donne di Istat. Un quadro che sottolinea come la violenza, fisica e psicologica, sia molto diffusa e che conferma la necessità di presidi capaci di intercettare e contrastare tempestivamente situazioni di maltrattamento. La violenza si consuma prevalentemente all’interno delle relazioni affettive e, come emerso dallo studio, coinvolge donne sempre più giovani. I casi di violenze tra le giovanissime sono passato dal 28,4% nel 2014 al 37,6% nel 2025.

In Piemonte, stima la regione, operano attualmente 22 centri antiviolenza e 13 case rifugio che nel 2024 hanno preso in carico quasi 4mila donne. Per rafforzare la rete di prevenzione sul territorio e accelerare le politiche di contrasto alla violenza di genere sono state assegnate dal governo, con il riparto del Dpcm del 29 dicembre 2025, nuove risorse per 6,8 milioni di euro che sono destinati al sostegno dei centri antiviolenza, delle case rifugio e dei centri per autori di violenza oltre che ad azioni di prevenzione della violenza di genere.

L’impatto sul territorio

L’apertura dello sportello di ascolto è stata resa possibile grazie a un lungo lavoro di coordinamento di 12 amministrazioni dei comuni dell’Unione Collinare Vigne e Vini e si pone l’obiettivo di colmare un vuoto in termini di punti d’ascolto di prossimità nell’Astigiano Sud, un territorio finora privo di presidi antiviolenza che facciano riferimento alla rete D.i.re, Donne in Rete contro la violenza, realtà che riunisce 88 organizzazioni antiviolenza in Italia. «Le donne della zona, finora erano costrette a raggiungere Asti o Alessandria, ma si tratta già di un’altra provincia». Nel capoluogo ha sede la struttura accreditata l’Orecchio di Venere, gestita dalla Croce Rossa. Ad Alessandria, invece, c’è il centro Me.dea, con cui il personale del nuovo sportello ha fatto un percorso di formazione prima di avviarlo. 

Il punto di ascolto si propone anche come nuovo luogo per diffondere una cultura paritaria. «La violenza non è solo fisica, e non è sempre facile riconoscerla. Anzi – ammonisce Garbagnoli – il livello di consapevolezza della violenza familiare è ancora molto basso. Ancora più preoccupante, nei nostri incontri nelle scuola, vediamo giovani donne che confondono il controllo con l’attenzione. Ci sono 16enni che si dicono “contente” di essere geolocalizzate dai partner, vedendo nel controllo una prova d’amore. Ma questo non è affetto, sono prime forme di possesso».

Come si accede

Lo sportello antiviolenza territoriale si trova a Nizza Monferrato, in Via Vincenzo Gioberti 46 ed è aperto il lunedì mattina, il mercoledì pomeriggio e il venerdì. Il centro si può contattare anche con una email a associazionefutura2022@gmail.com ed è raggiungibile al numero 375 9748460.

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Se stai subendo stalking, violenza verbale o psicologica, violenza fisica puoi chiamare per avere aiuto o anche solo per chiedere un consiglio il 1522 (il numero è gratuito anche dai cellulari). Se preferisci, puoi chattare con le operatrici direttamente da qui.

Puoi rivolgerti a uno dei numerosi centri antiviolenza sul territorio nazionale, dove potrai trovare ascolto, consigli pratici e una rete di supporto concreto. La lista dei centri aderenti alla rete D.i.Re è qui.

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