«Scrivere di violenza sulle donne mi ha aiutato a togliere la benda dagli occhi»

Febbraio 2016, Fiera della telefonia mobile di Barcellona. Un evento che coprivo da giornalista di Radiocor tutti gli anni. Poco prima di partire, avevo letto del blog ideato dalla collega Monica D’Ascenzo, il progetto mi affascinava, i temi mi incuriosivano, ma non avevo ancora chiesto di partecipare né di conoscerne i dettagli. Qualcosa, però, evidentemente mi era rimasto dentro se in quel febbraio di 10 anni fa per la prima volta mi accorgo come se mi avessero tolto una benda dagli occhi, che i manager che popolavano la Fiera erano per oltre il 90% uomini. Manager indiani, cinesi, americani, europei. Ma tutti uomini. Trovare una donna era difficile, era l’eccezione da celebrare. Negli anni precedenti percepivo questo aspetto come normale da tanto non notarlo nemmeno.

Da questa scoperta è iniziata la mia esperienza con le colleghe e amiche di Alleyoop, arrivando per caso, inseguendo una notizia sui finanziamenti ai centri anti violenza, al tema della violenza di genere, della violenza maschile sulle donne. Un tema che trattiamo, appunto, da 10 anni.

Anche in questo caso avevo una sorta di benda sugli occhi. Pensavo che fosse un tema distante da me, da noi colleghe, una piaga terribile che riguardasse poche sfortunate senza mezzi culturali o economici.

Invece, è un tema vicino a noi, e lo abbiamo scoperto quando abbiamo cominciato a studiarne le origini culturali, le varie manifestazioni, quelle visibili come i pugni o gli schiaffi e quelle più subdole, più difficili da intercettare. Violenza fisica, quindi, ma anche verbale, psicologica, economica, sessuale. Chi di noi donne non ha mai subito molestie più o meno velate, promesse di carriera seguite da un invito a una cena fuori, battute sessiste a raffica? Siamo state tutte vittime di qualche forma di violenza. Molte di noi però non lo sapevano, non ne erano coscienti. Proprio qualche giorno fa prendendo un caffè con le amiche è emersa una serie di episodi di molestie di varie entità e genere in vari luoghi, a scuola, in palestra, sull’autobus. Episodi di cui non avevamo mai parlato tra noi da ragazze, forse perché ce ne vergognavamo, forse perché non riuscivano neanche a dare un nome a questi episodi, non riuscivamo a classificarli. O forse perché ci sembravano semplicemente normali, ci avevano solo educate a evitarli. Avevamo la benda sugli occhi proprio come me alla Fiera di Barcellona.

In questi 10 anni ,abbiamo dunque compiuto un lavoro complesso, faticoso, difficile, sacrificando tempo libero e impiegando ore di lavoro. Abbiamo provato a combattere la piaga della violenza con i mezzi a nostra disposizione: le parole.

E restando in tema di parole, se dovessi scegliere oggi una parola che mi ha portato la mia esperienza ad Alleyoop direi allora: consapevolezza. Questo risultato non da poco mi ha regalato il tratto di strada percorso con le colleghe, consapevolezza che cerchiamo di portare anche alle donne che incontriamo, con cui lavoriamo, che ci stanno intorno. Oggi possiamo dire senza tema di essere smentite di essere diventate tutte più consapevoli. Io sono più consapevole, noi donne siamo più consapevoli. Basta guardare alle più giovani. Più consapevoli e più determinate a non arretrare neanche di un millimetro nella difesa dei propri diritti e della propria libertà di scegliere.

***

Alley Oop ha compiuto 10 anni il 15 febbraio. Pubblichiamo alcuni degli speech che le autrici hanno presentato in occasione dell’evento celebrativo del 3 marzo 2026, Sala della Regina – Montecitorio.

***

La newsletter di Alley Oop

Ogni venerdì mattina Alley Oop arriva nella tua casella mail con le novità, le storie e le notizie della settimana. Per iscrivervi cliccate qui.

Per scrivere alla redazione di Alley Oop l’indirizzo mail è alleyoop@ilsole24ore.com