
La Prosecco Doc A.Carraro Imoco Conegliano conquista la Coppa Italia di volley femminile battendo Savino Del Bene Scandicci per 3-0 nella finale disputata all’Inalpi Arena di Torino. Un risultato netto solo nel punteggio finale, perché tutti e tre i set si sono decisi ai vantaggi: 31-29, 26-24, 27-25. Sei punti complessivi di scarto, messi a terra nei momenti decisivi, che raccontano una partita combattuta fino all’ultimo scambio.
Per Conegliano si tratta della settima Coppa Italia consecutiva, l’ottava complessiva dal 2017. A consegnare il trofeo nelle mani di Asia Wolosz, capitana delle venete, è stata Paola Cardullo, madrina dell’evento ed ex libero della Nazionale, premiata come miglior atleta nel suo ruolo alle Olimpiadi di Atene 2004 e vincitrice di quattro Coppe Italia.
«I miei più sentiti complimenti alla Prosecco Doc A.Carraro Imoco Conegliano, che si conferma ancora una volta sul trono. Ai presidenti Piero Garbellotto e Pietro Maschio e a tutti i loro sponsor va il merito di aver costruito una corazzata che continua a scrivere la storia non solo della Serie A ma della pallavolo internazionale. Un plauso sincero va anche alla Savino Del Bene Scandicci e al patron Paolo Nocentini: hanno lottato ad armi pari in una finale di altissimo livello, tra le campionesse d’Europa e le campionesse del Mondo, contribuendo a rendere questa due giorni un manifesto globale della nostra Serie A». commenta Presidente della Lega Pallavolo Serie A Femminile, Mauro Fabris.
Una vittoria che pesa
Tra le protagoniste c’è Monica De Gennaro, libero di Conegliano e della Nazionale, che diventa la pallavolista più vincente nella storia della Coppa Italia: otto trofei, un record unico. Un traguardo che arriva in una stagione diversa dalle precedenti. Per la prima volta dopo anni, Conegliano non aveva iniziato l’annata facendo incetta di titoli, ma perdendo la Supercoppa contro Vero Volley Milano e il Mondiale per club proprio contro Scandicci.
Nelle dichiarazioni di fine partita, De Gennaro e Sara Fahr raccontano di una vittoria unica, a tratti anche più preziosa delle altre. «Arriva dopo due finali perse e un momento in cui il rischio di perdere fiducia era reale», spiegano.
«Ci siamo ritrovate, abbiamo ritrovato Conegliano», dice De Gennaro, oggi considerata una leggenda vivente di questo sport. Ai tanti complimenti risponde con il suo sorriso umile e schivo: «Dedico questa coppa a me stessa, ne avevo bisogno».
Numeri da record
La finale di Torino segna un primato storico per il volley femminile italiano: 12.853 spettatori sugli spalti dell’Inalpi Arena, il dato più alto mai registrato per una partita di Serie A femminile. Nei due giorni di Final Four, tra semifinali e finale, sono state oltre 25 mila le persone presenti.
Sabato 24 gennaio si erano disputate le semifinali. Nella prima, Conegliano aveva superato Novara per 3-0; nella seconda, Scandicci aveva avuto la meglio su Chieri solo al tie-break, al termine di una lunga battaglia. Tra il pubblico della finale anche ospiti del mondo dello sport, a conferma dell’attenzione crescente intorno al movimento.
Unico neo della due giorni, il volume molto alto della musica che ha accompagnato ogni punto e i momenti di non gioco: i circa 90 decibel percepiti sugli spalti rendevano difficile conversare e poco adatta l’esperienza a un pubblico familiare con bambini.
Uno show non solo sportivo
La Lega Volley Femminile, con il patrocinio della Regione Piemonte e della Città di Torino e la collaborazione della Fipav Piemonte, ha raccolto la sfida di portare la Coppa Italia in uno dei palazzetti simbolo dei grandi eventi sportivi italiani, sede delle ATP Finals di tennis. Anche il post-partita ha ripreso quel modello: dal centro del campo, davanti a tutto il pubblico, l’intervista a Gabi Guimarães, eletta MVP del torneo dopo 22 punti con il 50% in attacco. «Voglio ringraziare il nostro presidente Pietro – ha detto la schiacciatrice brasiliana – che, nonostante un inizio di stagione non semplice, non ci ha messo pressione e ci ha supportato dandoci ciò di cui avevamo bisogno». Oltre alla stella carioca, 20 punti per Haak, 3 muri come Chirichella in una serata da 12 monster blocks per le pantere. Antropova, non in perfetta forma, si ferma a 16 punti ma con il 10%, buona prova di Skinner, 17 punti.
Nella semifinale il break fra le due partite aveva visto scendere in campo la cantante Rose Villain, che ha fatto cantare il pubblico al ritmo delle sue canzoni. Mentre domenica è stata la volta e show offerto dai drummers della Tron Event Agency, che hanno fatto ballare il pubblico sulle note de “L’ombelico del mondo” in uno stupefacente spettacolo di luci, led e danza sotto la direzione artistica di Sergio Pappalettera. Straordinario poi il momento dell’Inno d’Italia, suonato dalla Fanfara dell’Esercito.
La pressione e l’equilibrio
I tanti impegni sportivi per le squadre di club si fanno sentire e il tema emerge anche fuori dal campo. La ricerca della vittoria e della perfezione può trasformarsi facilmente in un peso mentale. Isabelle Haak, opposta svedese di Conegliano, MVP della Coppa Italia nel 2023 e nel 2025, lo racconta senza filtri: «La salute mentale è sempre più importante, soprattutto per le giovani generazioni. Io cerco di tenere la mente lontana dal volley ogni tanto: il mio cane, il mio fidanzato, la vita fuori dal campo mi aiutano a ritrovare energie».
Trovare un equilibrio tra ambizione sportiva e serenità personale è una delle sfide del professionismo moderno. «Se con le mie parole posso aiutare anche solo un’adolescente a stare meglio – conclude Haak intervistata da Alley Oop al termine della semifinale – questo mi rende davvero felice».
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