Volley, Monica De Gennaro nominata la migliore giocatrice del mondo 2025

credit: Imoco Volley e LVF

«Quello con la maglia azzurra è stato un cammino bellissimo. Ho giocato tante partite e vissuto esperienze fantastiche conoscendo il mondo e vivendo emozioni indescrivibili come quelle delle Olimpiadi», racconta Monica De Gennaro, appena nominata dalla Volleyball World, portale collegato alla Fivb, miglior pallavolista al mondo per il 2025. «Ne ho giocate quattro – continua la palleggiatrice – e volevo quella medaglia con tutta me stessa. Per tanti anni è stato un tabù, ma quando abbiamo vinto a Parigi nel 2024 è stata una gioia pazzesca e il coronamento di un sogno: sul podio mi è passata davanti tutta la mia carriera, i sacrifici e il lavoro fatto con le mie compagne». Poi il Mondiale 2025, l’ultimo tassello: «Mancava solo quella vittoria e si è chiuso il cerchio. Era giusto chiudere così… largo alle giovani adesso».

Da queste parole prende forma l’addio di Monica De Gennaro alla Nazionale italiana, un saluto maturo e consapevole, arrivato dopo aver conquistato tutto ciò che era possibile vincere. Non è scontato, nello sport di alto livello, scegliere il momento giusto per voltare pagina. De Gennaro lo ha fatto al termine di un ciclo irripetibile, culminato prima con l’oro olimpico di Parigi 2024 e poi con il titolo mondiale nel 2025, chiudendo definitivamente un cerchio aperto molti anni prima.

È così che si congeda dall’azzurro la pallavolista più vincente della storia italiana. In un’epoca in cui lo sport vive spesso di esposizione mediatica e dichiarazioni roboanti, Monica De Gennaro ha attraversato due decenni di carriera rimanendo fedele a se stessa: schiva, sorridente, concreta, silenziosa. Ha sempre preferito i fatti alle parole, il lavoro quotidiano alla retorica, la cura dei dettagli alla ricerca dei riflettori. Ed è seguendo questa linea che ha costruito un palmarès unico.

Le vittorie con la nazionale

Con la Nazionale ha vinto tutto: un oro olimpico, un oro mondiale, un oro europeo, tre Volleyball Nations League, una Coppa del Mondo e i Giochi del Mediterraneo. Con l’Imoco Volley Conegliano ha dominato in Italia e in Europa: tre Champions League, otto scudetti, sette Coppe Italia, otto Supercoppe e tre Mondiali per club. A questo si aggiungono tredici premi internazionali come miglior libero e, nella Volleyball Nations League 2025, il riconoscimento come miglior giocatrice della manifestazione.

Un ruolo, quello del libero, spesso poco visibile per il grande pubblico, ma che con De Gennaro ha cambiato statura. Specialista della difesa e della ricezione, ha trasformato una funzione silenziosa in un’arte decisiva, diventando un riferimento tecnico e culturale per generazioni di atlete.

Gli esordi

Solo dopo aver chiuso il capitolo azzurro, lo sguardo può tornare indietro, all’inizio di una storia partita lontano dai grandi palcoscenici. «È venuto tutto un po’ per caso. Ho iniziato a circa 9 anni con mia sorella nella squadra del mio paese, Sant’Agnello, nel Sorrentino. Mi è subito piaciuto lo sport di squadra, la condivisione di gioie e delusioni con le compagne», ricorda. A 14 anni arriva la prima svolta, la partenza verso Vicenza: «Non conoscevo molto il volley di Serie A, vicino a casa mia non c’erano squadre di alto livello e non sapevo bene cosa aspettarmi. Non mi ponevo obiettivi».

Vicenza diventa la sua prima palestra di vita. «All’inizio, così giovane e fuori casa, dover fare tutto da sola mi spaventava un po’: la scuola, gli orari, il mangiare. Ma mi sono adattata bene». Resterà lì sette anni, abbastanza per capire che quella strada poteva diventare un futuro: «Dopo un paio d’anni sono entrata in prima squadra e ho capito che potevo guardare avanti».

L’etica della professione sportiva

Alla base della sua carriera ci sono valori semplici e rigorosi. «Sono molto esigente con me stessa. Mi piace impegnarmi e dare il massimo a ogni allenamento. Quando non sono soddisfatta resto in palestra anche dopo l’allenamento con la squadra per perfezionare un dettaglio o lavorare su alcuni colpi». Dopo vent’anni di Serie A, la motivazione è rimasta intatta: «Mi sveglio ancora con la voglia di allenarmi, di migliorare. Finché mi diverto, non sento la fatica e il sacrificio».

Il volley, racconta, le ha restituito molto più di quanto le abbia tolto. «Mi ha dato tantissimo: esperienze, amicizie e anche la famiglia. Mi ha permesso di girare il mondo e conoscere culture e persone diverse. Non ho rimpianti e non cambierei niente». Qualcosa, però, è rimasto lontano: «Mi è mancato il mare e la vicinanza con la mia famiglia, a cui sono molto legata. Ringrazierò sempre i miei genitori per il supporto costante».

La sua legacy

Oggi il suo messaggio va soprattutto alle ragazze. «Alla Monica ragazzina e a tutte le bambine e ragazze direi di andare in palestra per impegnarsi, per giocare e fare amicizie. Il talento non basta: servono sacrifici, impegno, passione e costanza. Alla base, però, bisogna sempre divertirsi».

La sua ricetta per essere vincenti e felici resta la stessa che l’ha accompagnata per tutta la carriera: «Vivo con molta serenità il mio lavoro da sportiva professionista. Per me l’importante è dare il massimo ogni giorno. Poi c’è il risultato del campo che dipende anche dagli avversari e da tante variabili, ma quello che importa per me è aver lavorato dando tutto e ho la coscienza a posto perché ho dato il massimo».

È l’eredità di una campionessa che non ha mai cercato di apparire, ma che ha lasciato un segno profondo. In silenzio, come ha sempre fatto, tanto che le ragazzine sugli spalti dell’Allianz Cloud Arena sabato 27 dicembre dopo la partita Numia Vero Volley-Imoco Conegliano si guardano e commentano: «De Gennaro è il miglior libero del mondo. Lei sa già dove va la palla quando attaccano le avversarie e se va fuori non si muove neanche».

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  • Bruno |

    Bravissima de Gennaro sempre il tuo fan baci

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