#in25peril25, i volti degli uomini contro la violenza sulle donne

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La componente maschile non è rimasta alla finestra. 25 uomini rappresentativi della società civile sono coinvolti #in25peril25, campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, presentata dalla Commissione Pari Opportunità del comune di Treviso.

I loro messaggi contro un fenomeno che non conosce fine. I protagonisti sono esponenti delle istituzioni, del mondo dello sport e dello spettacolo, che hanno messo a disposizione il proprio volto, immortalato dal fotografo Orio Frassetto, e una frase, stimolo a diventare tutti “modelli positivi”. Visibili sui bus e pannelli installati in una mostra diffusa fino a fine novembre nei luoghi più rappresentativi della città.

La violenza contro le donne chiama in causa gli uomini. Ma questa, come dice ad Alley Oop Valeria Zagolin, presidente della Commissione comunale Pari Opportunità, non si può liquidare come “una patologia che caratterizza solo alcuni soggetti emarginati. È un fenomeno che possiamo individuare nella disuguaglianza tra uomini e donne nella famiglia e nella società, negli stereotipi che si sono incarnati nel tempo in modo profondo. La violenza contro le donne ha molti nomi: psicologica, economica, fisica”. Ed esiste anche una “violenza assistita”, quella che “i minori percepiscono, quando addirittura non la osservano direttamente e dolorosamente”.

Valeria Zagolin crede che il problema della violenza contro le donne non sia loro: “mentre abbiamo sempre questa visione di lavorare sui numeri, le denunce, la cultura della realtà violenta è sempre poco affrontata ”. La Commissione che presiede, nominata un anno fa, ha iniziato a lavorare sul “virile” a febbraio con il convegno ”L’identità maschile nel terzo millennio”, che ha visto la presenza dei professori Bellassai, Ciccone e Burgio – quelli che hanno creato l’associazione “Maschile Plurale”, e Zagolin definisce “dell’autocoscienza” su queste tematiche – e di 400 studenti delle scuole superiori. Ha proseguito nel coinvolgimento di 25 rappresentanti delle istituzioni e della società – tra cui attori, cantanti, sportivi, medici, avvocati, imprenditori – che hanno accettato di essere fotografati ed espresso un loro pensiero per la campagna dedicata alla giornata contro la violenza sulle donne.

“Una donna non dovrebbe mai difendersi da un uomo, questa è l’unica regola che un uomo dovrebbe conoscere” è la frase che accompagna il ritratto di Francesco Benazzi, direttore generale Ulss n.2.

“Puoi avere un amore immaginario ma mai immaginare che la violenza sia amore” sono le parole scelte dal cantautore Roberto Cantone.

Il viso di uno sportivo, allenatore ed ex azzurro della pallavolo, Lorenzo Bernardi si esprime con “Gli “schiaffi” … diamoli solo a un pallone … Le mani… “alziamole” solo per fare muro”.

Con il volto grintoso il sindaco di Treviso, Mario Conte, dichiara “Presunta superiorità fisica, retaggi del passato, posizioni ideologiche, consuetudini: sono tutte scuse. Non c’è giustificazione alla violenza”.

In un giorno come il 25 novembre, i testimonial rappresentano la parte maschile che scende in campo, vuole affrontare il problema della cultura. “Molti messaggi che hanno scritto – dice Zagolin ad Alley Oop – fanno riferimento al fatto che la cultura va cambiata, bisogna acquisire una maggiore consapevolezza rispetto a questa, dichiararla, essere di esempio”. Sono più di 500 le donne della provincia di Treviso prese in carico dai Centri Antiviolenza, in prevalenza italiane (67%) e con figli (su più di 3200 sull’intero territorio della regione Veneto). La violenza riferita più frequentemente è psicologica, seguita da quella fisica, economica, lo stalking, sessuale e molestie.

Una vita in politica, la prima e l’ultima, ovvero l’unica vicesindaca donna che c’è stata a Treviso (negli anni ‘90), Valeria Zagolin è stata eletta consigliera comunale a 27 anni, poi assessore con diversi referati dall’84 al ‘90. “Eravamo sempre un paio di donne – racconta – su nove in Giunta, e nel 1985 sono state elette 8 donne su 40, che rappresentavano tutti i partiti politici”. Ripercorre le battaglie, ricorda l’importanza per le donne negli anni ‘70 con l’approvazione delle leggi sul divorzio, l’ interruzione volontaria della gravidanza, il cambiamento sulla precisazione della famiglia che ha tolto la patria potestà. Li considera “anni incisivi per una modifica culturale”.

Negli anni ‘80 sono nate le varie Commissioni per le Pari Opportunità, nell’83 il primo Comitato Pari Opportunità all’interno del Ministero del Lavoro. L’anno successivo è stata creata la prima Commissione per le Pari Opportunità a livello di Presidenza del Consiglio, e poi sono usciti i volumi sull’ uso del femminile e i libri di testo. “Dopo di noi – confida Zagolin – le donne che hanno adesso 40-50 anni sono state una generazione persa per le tematiche del femminismo. Speriamo molto sulle giovani generazioni. Le ragazze si stanno mobilitando su argomenti sia ambientali sia femministi”.

Rispetto alla giornata del 25 novembre, la Commissione si muove anche sul tema della conoscenza e della formazione, perché “ci sono categorie che dovrebbero essere attente – precisa Valeria Zagolin – ma che non capiscono i meccanismi spesso scontati, da cui parte la violenza”. Alle giovani generazioni sarà dedicato un convegno post-covid sull’identità femminile, fra baby modelle, veline, una “varietà di posizioni, di cui sarebbe opportuno parlare”.

“Abbiamo voluto una mostra diffusa perché è importante che messaggi come questo tocchino le persone nella loro quotidianità – aggiunge Gloria Tessarolo, assessore alle Pari Opportunità del comune di Treviso – Immaginiamo che la forza dirompente dei messaggi che i 25 protagonisti hanno saputo interpretare in virtù di ruoli ed esperienza personale, arrivi a tante persone, anche a donne vittime di violenza. A loro diciamo che le istituzioni e la comunità ci sono e sono vicine, insieme la catena della violenza può essere spezzata”.

La campagna di comunicazione è visibile anche nei canali Instagram in25xil25 e FB Commissione Pari Opportunità – Comune di Treviso.