Il tema delle fake news e l’incapacità di distinguere le notizie vere dalle dicerie, è un problema sempre più grave che affligge il mondo della comunicazione e dell’informazione, come ha dimostrato anche la recente crisi sanitaria che ha colpito il Paese, dove su diversi profili social e siti web sono state divulgate notizie sul Coronavirus con scarsa o addirittura nessuna valenza scientifica.
Un progetto di Open Science per raggiungere il grande pubblico su questo tema delicato e importante, viene dall’Università di Milano-Bicocca, in particolare da Emma Gatti, ex studentessa dell’ateneo ed ex ricercatrice al NASA Jet Propulsion Laboratory di Pasadena. Gatti, in collaborazione con lo studio di comunicazione Jumper, ha promosso il progetto “Monnalisa Bytes”.
Di cosa si tratta? Monnalisa Bytes è un progetto startup per creare un magazine scientifico digitale che possa essere un ponte tra la comunità scientifica e il pubblico generico. L’idea è di realizzare un magazine visuale in cui si parli di scienza attraverso un approccio rigoroso, ma con un linguaggio moderno e interattivo. La campagna di lancio spiega: “La gente legge di scienza solo quando accade l’ennesima tragedia, e quando si informa lo fa sui social anziché sulle riviste di divulgazione, che, sebbene rigorose, sono ancora troppo distanti dal pubblico generico”. Ecco perchè sarebbe necessario un ponte che unisca i due mondi: l’accademico e il pubblico.
Il progetto ha visto l’avvio il 31 marzo con un minisito, anche se sarà ufficialmente attivo dopo l’estate. Le informazioni scientifiche saranno declinate in tre “colori”: ricerca, tech e cultura. Ogni colore a sua volta si articolerà in sei aree tematiche: ABOVE atmosfera, spazio; AROUND ambiente, data, trend; UNDER energia e scienze della terra; INSIDE corpo umano, mente e cervello; IMAGINE tech e futuro; POP cultura e fiction.
Anche la struttura del sito sarà altamente innovativa, con un mix di format differenti: dalla graphic novel alle video-serie, dalle pillole news ai giochi, fino ai long form e agli speciali, ai quali si aggiungeranno rubriche e contenuti social veloci e immediatamente fruibili, realizzati dalla redazione a cadenza settimanale, mensile o trimestrale.
“Non vogliamo eliminare le fake-news” afferma Emma Gatti, “sappiamo bene che è impossibile. Ma vogliamo proporre un metodo, che poi sarebbe il metodo scientifico, per imparare a filtrare le notizie. E vogliamo che questo metodo non solo aiuti a sviluppare un pensare scientifico, ma avvicini il pubblico alla comunità della ricerca, che è ancora troppo distante dalla gente”.
Monnalisa partirà dunque come un magazine, ma vuole diventare una open science community, uno spazio di condivisione e networking per i giovani ricercatori, per le nuove leve della comunicazione, per gli studenti curiosi. E al momento sono anche aperte le collaborazioni con una call rivolta a esperti, creativi e grafici.
Per sostenere il progetto è stato anche lanciato un crowdfunding, che ha già superato i 5k inizialmente prefissati come obiettivo. Chi aderisce può farlo scegliendo di essere neutrino, elettrone, quark, protone, neutrone, fotone o lisa. Un modo per far sentire ognuno una parte del progetto, anche se piccola.