I passi concreti dell’e-commerce verso la moda sostenibile

scritto da il 03 Aprile 2020

Closeup of parcel box

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Investire in maniera coraggiosa con un approccio responsabile e sostenibile, nonché alimentare la consapevolezza all’interno del sistema tessile e dell’abbigliamento: è questo l’intento dell’iniziativa Vogue YOOX Challenge – The Future of Responsible Fashion”. 

Presentata in occasione della settimana della moda a febbraio, è la sfida che YOOX e Vogue lanciano ad innovatori e startup della moda responsabile, mostrando passi concreti per concepire un futuro migliore.

Nature Environment Green Earth Growth Natural Concept

L’impegno sostenuto è peraltro doppio. Da una parte la sfida appena lanciata, e che si concluderà a settembre, per arrivare a selezionare i 10 designer e startup con i progetti più interessanti: sarà poi una giuria internazionale durante la prossima fashion week a decretare il vincitore e permettergli di realizzare il proprio progetto ‘sostenibile’.

Dall’altra parte il lancio su YOOX, a partire da questo mese e con cadenza mensile, di capsule collection sostenibili, per promuovere il concetto di moda responsabile. A cominciare dalla designer Stella McCartney, da sempre impegnata disegnare una moda attenta ai temi etici e di impatto ambientale, e tra le prime ad utilizzare tessuti privi di sostanze tossiche.

Mentre la piattaforma Net-A-Porter ha lanciato sempre nel 2019 Net Sustain“, una selezione di brand che soddisfano i criteri di sostenibilità dell’azienda. I prodotti offerti si differenziano per materiali e processi sostenibili, produzione locale e riduzione dei rifiuti. Come le sneakers realizzate con gomma grezza dell’Amazzonia raccolta responsabilmente, i bijoux realizzati con oro riciclato, i giubbini biker in pelle d’agnello riciclata. Non solo capi d’abbigliamento, ma anche profumi ‘responsabili’, perché senza ftalati, parabeni e formaldeide.

In tutt’altro segmento di mercato si muove in questa direzione anche il sito di e-commerce Zalando, che a novembre 2019 ha lanciato “Small Steps. Big Impact”, la sua prima iniziativa per la moda sostenibile. Afferma l’azienda: “Quando parliamo di moda sostenibile parliamo di una parte del fashion system che tende ad instaurare un rapporto armonioso con l’ambiente, senza per questo negare ai consumatori prodotti accattivanti e in linea con le ultime tendenze per conquistare anche i più scettici.” Nell’offerta della piattaforma spiccano brand considerati in parte o 100% sostenibili, tra cui Mango, Diesel, Gstar.

Zalando offre filtri di ricerca dedicati per aiutare i clienti a selezionare prodotti sostenibili, tra cui pelle ecologica, trattata da concerie ecologicamente responsabili e certificate, poliestere parzialmente riciclato, cotone biologico (ottenuto senza uso di pesticidi), fibre rigenerate partendo da una base vegetale, come il Lenzing Viscose™.

Anche se produttori e distributori si stanno sempre più muovendo verso pratiche virtuose, c’è ancora molto da fare. Secondo quanto riportato da FashionNetwork.com a conclusione del 24° Fashion Summit di Milano lo scorso novembre, “la moda non è ancora un settore sostenibile: determina infatti tra l’8 e il 10% delle emissioni di gas serra globali, il 20% dell’inquinamento delle acque reflue industriali e ogni anno rilascia negli oceani 0,5 milioni di tonnellate di microfibre di plastica. Inoltre, il 65% dei consumi di tessuti è ancora in fibre sintetiche non biodegradabili”.

E come ha spiegato David Pambianco, organizzatore del Summit, “… al di là delle singole iniziative intraprese dalle aziende, quello che manca sono degli standard universalmente riconosciuti, anche se associazioni di categoria e governi stanno iniziando a dare delle linee guida”.

Ma anche le abitudini dei consumatori pur lente a cambiare, saranno determinanti per fare la differenza con un cambio di atteggiamento verso lo shopping.

Magari approfittando proprio di questo forzato periodo di quarantena e l’impossibilità di uscire a fare acquisti, potremmo cominciare ad apprezzare ciò che già si possiede, o comunque imparare a metterci più creatività. Potremmo sicuramente acquistare online moda sostenibile, e attuare buone pratiche di recupero e riciclo per non generare, anche in futuro, un’imponente gettito di materiali nell’ambiente.

Da questo punto di vista fioriscono iniziative anche nell’ usato di lusso, come la recentissima Lampoo (www.lampoo.com), start up italiana la cui mission è di estendere il ciclo di vita e di preservare il valore di ogni capo di abbigliamento e accessori di qualità. Come ha dichiarato il fondatore Enrico Trombini “(…) vogliamo favorire la nascita di un nuovo movimento, una community composta da persone che approcciano la moda in modo più coscienzioso e sostenibile”.

Ultimi commenti (1)
  • VITTORIO GIOMO |

    Articolo perfetto, complimenti alla giornalista Stefania Fornoni e al Sole 24 darsempresensibile alle iniziative ambientali.

    Cordiali saluti.

    Vittorio Giomo