Perché il recruiting diventa sempre più social?

scritto da il 06 Agosto 2019

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In Italia ci troviamo di fronte ad un paradosso. Sono meno di 3 milioni in Italia le ragazze e i ragazzi tra i 20-24 anni che appartengono alla Generazione Z e che rappresentano anche la nuova “forza lavoro“. E’ in assoluto la generazione che si affaccia al mondo del lavoro in modo meno consistente a causa del crollo delle nascite e al tempo stesso è anche la generazione che sta facendo più fatica a trovare un lavoro soddisfacente e gratificante. C’è un motivo strutturale legato ad un mercato del lavoro complicato, competenze digitali che i ragazzi non possiedono, percorsi di studio che allontano e non avvicinano al mondo del lavoro ma anche aziende che hanno organizzazioni e culture poco vicine alle ambizioni e al modo di comunicare dei ragazzi.

Per ragazzi il lavoro è un “luogo di impegno personale e autorealizzazione” (93%) e da queste riflessioni ne consegue che le condizioni che i ragazzi valutano maggiormente nell’accettare un’offerta di lavoro non sono quelle legate al prestigio o alla dimensione di un’azienda ma quelle economiche e quelle legate alla coerenza con le proprie passioni (56%), interessi e opportunità di carriera (54%).

Come deve essere una “dream company” per un ragazzo oggi? Lo abbiamo chiesto ad un’azienda che è composta dal 63% di Gen Z, è One Day Group, il gruppo italiano specializzato in servizi e prodotti per GenZ e Millennial nato con la community di Scuola Zoo.

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I ragazzi italiani sono imprenditori e sognatori ambiziosi, disposti a dedicare tempo ed energia al loro lavoro ma solo se l’azienda ha un canale di comunicazione trasparente sia internamente che esternamente, attenta alle carriere per le singole persone e più snella possibile con processi semplici e veloci dove i ragazzi possano velocemente realizzare i propri progetti.

Comunicazione trasparente vuole dire che il 94% dei ragazzi si aspetta di trovare le loro “dream company” sui social network anche nella loro quotidianità. I ragazzi della Gen Z preferiscono in assoluto Instagram per per carpirne la quotidianità lavorativa attraverso le Stories. Facebook è utilizzato prevalentemente dai Millennial quando vogliono approfondire dei contenuti invece LinkedIn è il social in assoluto meno consultato perché non racconta l’azienda in modo meno spontaneo e più finalizzato al recruiting.

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Anche il recruiting sta cambiando e il mezzo prevalente per One Day Group per entrare in contatto con i giovani è Whatsapp. Nell’era delle professionalità “fluide” il confronto diretto con il recruiter e l’abbattimento della barriera che normalmente divide aziende e talenti diventa fondamentale. Per ovviare a questo problema entra in gioco WhatsApp: un canale diretto con il recruiter, pronto a rispondere alle domande relative alle posizioni aperte e alla cultura e vision e valori dell’azienda.

In Italia solo il 34% delle aziende è su Instagram ma il trend è in aumento per avvicinarsi ai giovani e cercare in qualche modo di risolvere il paradosso favorendo l’inserimento dei ragazzi nel mondo del lavoro attraverso una comunicazione immediata e più trasparente possibile.