Tre cose che ho scoperto passando una settimana su Tinder

scritto da il 25 Agosto 2017

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Ho appena passato una settimana su Tinder*, ed ecco le tre cose che ho capito.

Uno: ci sono tantissimi uomini in giro! Qui sembrano essere “apparecchiati” e disponibili, in attesa di essere “messi a destra” – ossia selezionati. Avendone scansiti qualche centinaio, dalle foto li categorizzerei così:
Quelli che si fotografano davanti allo specchio del bagno o dell’ascensore.
Quelli che mostrano solo dettagli di sé, a volte anche intimi e infiocchettati.
Quelli che preferiscono far vedere i propri mezzi di trasporto.
Quelli che mettono foto in cui sono insieme alle mogli e tagliano barbaramente le mogli.
Quelli che non si sprecano neanche a tagliarle.

Due: che cosa dicono, quando dicono qualcosa di sé?
Molti dicono la propria altezza e peso, oppure le lingue che parlano.
Alcuni spiegano cosa vogliono, e soprattutto cosa non vogliono – generalmente sposarsi.
Altri sono finanche aggressivi nella lista delle cose che non stanno cercando, per esempio ecco la lista di Emanuele:

“Cercasi conoscenze che non ostentino i loro body benefits, no salsaemerengue, abbevazzate, aperetivate, discotecate, fashion shopping, model e tacco 85, trousse 4mq, “esigenti” o autodefinite “colte”, ragazzine in cerca di ricariche, le “girls” 40enni con foto di 25 anni fa, straniere orfane, alta classe, depresse, iperattive, ultrasensibili, bimbe tripolari, no-global e spiritualiste senza sostanza”…

E meno male che conclude con: “Non chiedermi perché sono single”!

Tre: passiamo ai fatti. Intanto ho cominciato a “rimorchiare” solo dopo aver tolto la mia età. Finché si vedeva che ho 45 anni non mi voleva nessuno: ho avuto un solo match in 12 ore. E io che pensavo di essere giovane.
Alla fine della mia settimana di prova (e dopo aver tolto l’età!), ho 18 match, e ho parlato con una decina di loro. Solo con tre ho avuto quasi una vera conversazione, andando oltre le classiche domande dove sei e con chi sei. Sono tre uomini con cui avrei probabilmente chiacchierato con piacere anche se li avessi conosciuti a una cena, e anche alla cena come su Tinder non avrei saputo dire a un primo sguardo se mi avrebbero fatto perdere la testa. Adesso per proseguire dovrei – dovremmo – avere voglia di andare oltre e incontrarci di persona.

Da una breve indagine con gli amici, ho saputo che capita anche di innamorarsi e sposarsi con persone conosciute su Tinder – o su Facebook, Instagram, Twitter… – come capita con persone incontrate per strada, in un bar, a un campeggio, al lavoro. Quindi Tinder è solo un altro luogo? Forse sì, ma la mia impressione è che abbia la caratteristica di attivare meccanismi da album di figurine: sei sola davanti a una collezione che può potenzialmente crescere all’infinito. In sintesi la mia avvertenza è: usare con attenzione e sapere quando smettere.

*Luogo esotico e decisamente da vacanza, Tinder è l’app con 50 milioni di utenti nel mondo, che dal 2012 permette alle persone di sfogliarsi, scegliersi, chattare, e poi, volendo, sparire senza lasciare traccia. Dico “sfogliarsi” perché Tinder funziona come un mazzo di carte: imposti i parametri di ricerca – non si va molto più in là di età, genere e distanza geografica – e ti trovi in mano un “mazzo” di carte con i profili corrispondenti. Le persone di presentano con una o più foto e poche righe su di sé: l’etá, la professione, la scuola frequentata, e chi vuole riempie un paragrafo “about me”. Mazzo di carte alla mano, scegliere chi piace e chi no è facilissimo: sposti a sinistra le carte poco interessanti e a destra quelle che ti piacciono. Se chi ti piace ti mette a sua volta a destra – in modo casuale, perché non sa di piacerti – è un “match” e si apre la possibilità di chattare.


Volete sapere come è finita? Lo racconto qui a un anno di distanza.

(nota aggiunta venerdì 3 agosto 2018)

Ultimi commenti (41)
  • giorgio |

    cosa dire …..il mio moto… don’t worry be happy

  • eddie |

    bongiorno sophie, da uomo- posso dirti che in media oggi funziona così: ti impegni col fine di famiglia e prole, è ovvio che con una donna di 40 anni viene quasi sicuramente meno la prole. per questo è difficile trovare uomini che si imbucano a vita in una relazione con tanto di firma. Bisogna essere pragmatici purtroppo, altrimenti poi tocca leggere la sagra dei luoghi comuni come in questo articolo. Ma l’articolo si guarda bene dall’elencare la sagra che fanno gli uomini quando scelgono una donna!

  • Sophie |

    Sono una donna single senza i figli e sono molto indipendente. Sono biond, alta, ho 40 anni e trovo su Tinder i casi umani. Vorrei UNO normale che vuole una relazione seria. Ho conosciuto diverse persone ma cari uomini nessuno vuole impegnarsi.tanti non si rendono conto che non sono normali. Ragazzi pieni di se, senza voglia di costruire qualcosa di serio.Non mi arrendo. Magari dopo 100 caffè trovo UNO normale:)

  • zine |

    ciao tutti,
    mi piacerebbe conoscere una donna di qualsiasi età
    vivo a Parma
    baci

  • Gerry |

    Cara Lucia, non tutti sono così. mi dispiace che Tu sia giunta ad una così cattiva conclusione… io potrei dire lo stesso anche se sono un uomo, dopo qualche chat tranquilla in cui speravo in una uscita a cena tranquilla senza pretendere altro che una bella conoscenza e chiacchierata, mi sono ritrovato in whatsapp (gli avevo lasciato il mio numero dopo una settimana di messaggi continui) il listino prezzi con prestazioni…Una delusione cocente, oppure quella persona che passata una splendida serata (senza secondi fini) ti chiede il regalino perché semplicemente è uscita con te….Cosa doveri dire io?….Nonostante tutto credo ancora nell’esistenza di una persona, una donna che sia tale di nome e di fatto, ma è difficile se non impossibile a trovarla….
    Un abbraccio ciao

  • Gerry |

    hai perfettamente ragione, alle volte anche solamente una chat può riuscire ad alleviare quel senso di solitudine assurda che ci si porta dentro……

  • Gerry |

    Ti invidio, hai raggiunto il miglior traguardo che una persona possa desiderare…

  • Osservatore Romano |

    Insomma, alla fine -mentendo- ha rimediato un affascinante separato/vedovo/divorziato a 2000 km di distanza.
    Distanza proporzionale al livello di pretenziosità, è palese: considerato che in un raggio di 1000 km abitano circa 50 milioni di uomini, dei quali ipotizziamo 2 milioni single (seh!), dei quali a loro volta nessuno andava bene.

    Se non altro capisce perchè la maggior parte delle donne va in acido: il diametro della Terra misura solo 40mila km e il 71% è ricoperto di acqua…

    Ottima pubblicità per la app, pessima per il genere femminile.

  • Roby |

    Ho approciato a tinder senza troppe aspettative e ho fatto bene.
    I matching arrivano ma le ragazze 9 su 10 non rispondono.
    Penso che tinder sia per le ragazze più un indicatore di autostima che un mezzo per conoscere o farsi conoscere, non c’è interesse, solo collezione di like e vanità. Poi più tardi grideranno al diritto di avere un figlio. Va bene così? Va bene così!! Io ho imparato a stare bene con me stesso. Il mio più bel traguardo.

  • Anomino |

    A me sembra un commento di una persona molto prevenuta. In un sito d’incontri non puoi trovare “il massimo” e già l’idea di voler categorizzare gli uomini la dice lunga. Chi s’iscrive in un sito del genere, e io mi sto domandando se farlo o meno, magari ha solo bisogno di calore e di contatti intimi per delusioni varie o perché vorrebbe del sano sesso che non fa male alla salute. Invece tutti si sforzano nel dare giudizi su mondi che dei giudizi se ne sbattono altamente.