Rainbow Flag: perchè l’arcobaleno è il simbolo della comunità LGBTI in tutto il mondo

scritto da il 03 Luglio 2017

pride7Rainbow is the new black“. Con questa campagna (che si rifà al titolo di una famosissima serie tv) Netflix ha letteralmente colorato Madrid per celebrare il Word Pride 2017. Un claim che ha del vero, considerando che la bandiera arcobaleno è da otre trent’anni il simbolo più conosciuto e rappresentativo della comunità LGBTI mondiale. L’unico in grado di comunicare immediatamente i concetti di orgoglio e rivendicazione dei diritti delle persone omo-bi-trans-intersessuali.

The White House is lit up in rainbow colors in commemoration of the Supreme Court's ruling to legalize same-sex marriage on Friday, June 26, 2015, in Washington. (AP Photo/Evan Vucci)

(AP Photo/Evan Vucci)

Qualche esempio? Ha colorato la Casa Bianca il giorno della storica sentenza con cui la Corte Suprema ha introdotto il matrimonio egualitario negli Stati Uniti; viene sventolata ed esposta in ogni forma durante i Pride, o per festeggiare la conquista di importanti diritti (come appena accaduto nel parlamento tedesco dopo l’approvazione dei matrimoni same sex); identifica quartieri e locali LGBTI di qualunque città, oltre a imperversare su social, magliette e gadget di ogni tipo. Ma quando e dove nasce la Rainbow Flag, e perché proprio un arcobaleno identifica la comunità omo-bi-trans-intersessuale di tutto il mondo?

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1978 San Francisco Gay Freedom Day Parade

La bandiera arcobaleno nasce e diventa simbolo delle rivendicazioni LGBTI a San Francisco nel 1978, quasi dieci anni dopo i moti di Stenewall di New York (27 giugno 1969, data con cui storicamente ha inizio il movimento omosessuale).

Ad inventarla fu Gilbert Baker, ex veterano dell’esercito, attivista gay e artista “cucitore di bandiere” autodidatta, scomparso a soli 65 anni lo scorso marzo 2017. La realizzò e dipinse personalmente per il San Francisco Gay Freedom Pride Parade del 25 giugno di quell’anno. A chiedergli di creare un simbolo da sventolare in parata per rappresentare le rivendicazioni del movimento, fu Harvey Milk, lo storico militante e politico, primo esponente delle istituzioni americane apertamente gay (assassinato nel novembre di quello stesso anno).

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Harvey Milk alla parata del 1978

Dicono i cronisti dell’epoca che il successo fu immediato. Dai primi militanti con cui Baker realizzò la bandiera nella soffitta del Gay Community Centre di San Francisco, a quelli che la videro la prima volta sventolare in corteo: tutti identificarono subito in quell’arcobaleno la lotta per le diversità LGBTI. “Non ci fu nemmeno bisogno di spiegarlo” come ha raccontato l’attivista Cleve Jones in un’intervista al New York Times.

Ma perché proprio un arcobaleno? Secondo le ricostruzioni ci sarebbero varie spiegazioni. Innanzitutto perché i colori accesi, dal giallo, al verde, al porpora sono stati storicamente usati e indossati dalle persone omosessuali per identificarsi e riconoscersi a vicenda.

Il rosa, invece, è riportato nella bandiera da Baker con un chiaro riferimento al triangolo rosa che i nazisti affibiavano ai deportati omosessuali nei campi: riappropriarsi del rosa da colore del dolore e della persecuzione a colore dell’orgoglio.

In più anche Over The Rainbow, cantata da Judy Garland ne Il Mago di Oz, sarebbe stata fonte di ispirazione, in quanto, specialmente in quegli anni, canzone simbolo, amata dalla comunità omosessuale americana soprattutto per il testo (che parla di un ideale mondo di pace e amore lì, da qualche parte sopra l’arcobaleno).

flag-meaningQueste, insieme all’immediato rimando simbolico di inclusione che è l’arcobaleno di per sé, le ragioni da cui deriverebbe la Rainbow Flag, che all’inizio comprendeva 8 colori, ognuno scelto da Baker per indicare un preciso significato New Age:

  1. Rosa – Sesso
  2. Rosso – Vita
  3. Arancione – Guarigione
  4. Giallo – Luce solare
  5. Verde – Natura
  6. Turchese – Magia
  7. Blu – Pace
  8. Viola – Spirito

Ben presto però i colori divennero 6 per motivazioni molto pratiche: la tintura rosa era molto costosa e il blu e il turchese si fusero nell’azzurro.

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Mentre la prima versione di questa bandiera, quella a 8 colori cucita e dipinta da Baker, è stata acquistata dal MOMA nel 2015, nel tempo la rainbow ha subito molte variazioni di colori, mantenendo il concetto di base, ma indicando ogni volta situazioni o anche comunità, realtà differenti in modo più specifico.

Esiste per esempio una bandiera a tre colori per i bisessuali: rosa, blu e viola al centro, a indicare la combinazione e coesistenza dei due colori e orientamenti sessuali.

Oppure la Transgender flags: due linee di azzurro simmetriche, due linee di rosa simmetriche e una di bianco centrale a indicare l’intersessualità. Bandiera che si può “leggere” allo stesso modo da qualunque verso la si guardi.

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Al di là di queste varianti, il successo della bandiera arcobaleno classica a 6 colori è stato davvero mondiale, rendendola un simbolo di armonia, amore e rispetto delle diversità tutte. Bandiera in qualche modo profetica, forse, del tema dell’inclusione che decenni dopo la comunità internazionale avrebbe dovuto affrontare su più fronti, e non più solo riguardo l’orientamento e identità sessuale.

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Scalinata di Porta Venezia in occasione del Milano Pride 2017

Per tutti questi motivi, oltre che per la sua straordinaria forza visiva e comunicativa, la bandiera arcobaleno è da sempre per le persone omo-bi-transessuali un simbolo di orgoglio, di identità e riconoscibilità fortissimo. Rappresenta non solo ciò per cui si sta lottando come comunità, ma anche il cammino di ognuno, la conquista e difesa della propria identità, esibita e non più nascosta.

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Gilbert Baker

In Italia, per tanti motivi diversi, questo arcobaleno ha impiegato più tempo che altrove per conquistare il suo spazio e la sua visibilità, ma oggi anche qui è diventato un simbolo irrinunciabile, esibito in alcuni casi a livello istituzionale. Personalmente, ad ogni amico che si unisce civilmente faccio sempre una richiesta: di portare con sé un piccolo arcobaleno, anche in tasca, non visibile da nessuno. Lo chiedo come forma di rispetto e gratitudine per i tanti che hanno sperato e lottato, senza riuscire a vedere nemmeno questo primo piccolo grande risultato.

pride1Perché la straordinarietà della bandiera arcobaleno, è che non parla dell’orgoglio di una sola nazione, ma parla del mondo, di tutto il mondo. Del mondo in cui credi e in cui hanno creduto altri prima di te, dove l’orgoglio delle diversità unisce le persone oltre ogni confine, perchè nessuno debba mai cambiare o nascondere ciò che è. Per rivendicare ognuno la propria particolarità e libertà, il proprio colore, nella piena dignità, diritto, rispetto e bellezza.

Bellezza, già. Alla fine è proprio questa la cosa di cui parla fondamentalmente la nostra bandiera. E non di una bellezza statica, singola, contemplativa, ma composita e composta, funzionale e attiva, perché formata dal contributo di tanti, dalle bellezze di tanti, ognuna importante, ognuna irrinunciabile, ognuna diversa.

Perché è solo quando tutti i colori sono uniti assieme allo stesso modo, ma senza perdersi uno nell’altro, che nasce quella meraviglia che è da sempre l’arcobaleno. In cielo, ma soprattutto in terra.

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