Un germoglio di ricostruzione a L’Aquila a sette anni dal terremoto

scritto da il 27 Giugno 2016

Per chi sopravvive a un terremoto, ripartire da zero non è una scelta, è l’unica possibilità. Gli aquilani dopo il 2009 lo stanno facendo anche attraverso una prospettiva di genere. Si chiama “L’Aquila città per le donne” ed è il progetto nato da una idea di Laura Tinari, giornalista e imprenditrice aquilana di trentaquattro anni, e diventato realtà grazie a diverse professioniste che hanno messo in gioco le proprie competenze, alle donne che hanno risposto all’appello, agli enti che hanno patrocinato e sostenuto l’iniziativa. Forte dell’idea di fare comunità attraverso i gruppi partecipativi e convinto che “Una città progettata per le donne è una città migliore per tutti”, il team nel 2012 ha attivato un progetto a più livelli: urbanistico, sociale ed economico. “Mi sono occupata di quest’ultima parte – spiega Tinari – focalizzandomi sulle possibilità dell’imprenditoria femminile.

In collaborazione con la camera di commercio abbiamo attivato corsi di formazione gratuiti per verificare la sostenibilità delle idee di impresa e per far crescere quelle valide”. Tinari, è anche componente della Commissione Pari opportunità della Regione Abruzzo in rappresentanza di Confindustria è anche membro della Squadra di Presidenza nazionale dei Giovani Imprenditori Confindustria  e vice-presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Gran Sasso. Perché il lavoro per voi passa dall’iniziativa imprenditoriale? “Perché in un’epoca in cui il posto fisso va sparendo, indipendentemente dalle conseguenze del terremoto che ha colpito la nostra città, bisogna saper mettersi in gioco totalmente”. Come hanno risposto le donne aquilane? “Il corso che abbiamo organizzato  era a numero chiuso, su venti posti disponibili abbiamo ricevuto sessanta domande”.  Qual è il legame tra urbanistica e questioni di genere? “Dopo il terremoto, che ha stravolto la città, la conciliazione famiglia -lavoro per le donne è diventata se possibile ancora più difficile. Un esempio su tutti: prima la vita si svolgeva tendenzialmente nel centro, oggi i percorsi per spostarsi da casa al luogo di lavoro si sono allungati, comportano molto di più l’utilizzo dell’auto, con conseguente necessità di parcheggi o rafforzamento dei mezzi pubblici”. Quali sono i prossimi passi? “A conclusione del percorso abbiamo stilato alcune linee guida che stiamo aspettando di discutere con l’amministrazione”.