12 Febbraio 2020

Danza, un progetto per supportare il talento, quello che gli altri non vedono

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      Mi chiamo Lidia e ho 30 anni. Sono nata e cresciuta a Palmanova, in Friuli. Mi è stato raccontato da mia nonna Lidia, (da cui ho preso il nome), che quando ero bambina mia mamma, Maria Rosaria per tutti Rosy, mi portò in chiesa per essere battezzata con indosso un abitino di seta bianca e taffettà con delle calzette in tinta e delle scarpette di pelle, esattamente come ogni altra bambina italiana il giorno del suo battesimo, così come la nostra tradizione richiede e come io farò con i miei bambini in futuro. Mi ricordo la domenica mattina quando ero piccola, quando mia nonna mi svegliava, obbligandomi a uscire...

19 Febbraio 2018

Danzare l'amore e amare la danza

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    Si dice che la danza sia la forma d’arte che più si avvicina all’amore. Sicuramente l’arte in generale dona la possibilità a chi la fa di avvicinarsi a sé stesso per poi tendere verso chi la riceve. L’arte per me è un incontro, che può essere approfondito o rimanere “solamente” un incontro, ma in entrambi i casi, qualcosa succede sia nell’anima di chi lo crea che in quella di chi lo riceve. L’amore è l’atto più grande per esternare la parte più profonda di noi, ed è per questo che forse la danza ne rappresenta al meglio la sua totalità. La danza usa il proprio corpo in maniera totale, ogni parte...

13 Febbraio 2018

#Duedidue: imparo la mia nuova vita grazie al tumore

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    Duedidue. Da sostituire entrambe, pronti via. O meglio, una da sostituire, una, quella ancora autentica, da aumentare per simmetria. Eppure io ci ero affezionata alla mie tette, una prima abbondante, sia chiaro, forse a volte mi accorgevo solo io che c’erano. Ma facevano quello che dovevano fare. Per il mio lavoro, poi, erano l’ideale. Perché quando danzi, il tuo corpo è una matita che disegna figure a ritmo di musica. Le note bisogna sentirle dentro e tradurle in movimento per te e per chi ti guarda, e se sono leggere, devi saper volare. Il mio seno era giusto per me, perché era come non averlo. Niente...

26 Maggio 2017

La danza racconta la dislessia per insegnare la vita

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La voglia di danzare sempre, il coraggio di raccontarsi e la volontà di mandare un messaggio forte ai giovani e alla società: essere attenti alle diversità che rendono unici. Con questi stimoli Sabrina Brazzo, etoile e prima ballerina ha portato in scena insieme ad Andrea Volpintesta (con Jas Art Ballet), il delicato tema della dislessia con 'La mia vita d’artista, Storie di ordinaria e straordinaria dislessia' al Teatro Carcano di Milano. E lo fa in modo molto particolare con bella danza e una piece autobiografica sulla dislessia che aveva ideato insieme a Micaela Masella l'amica, morta in un incendio per il quale è sotto...