Riccarda Zezza

Sono un'imprenditrice, un'ex manager, una formatrice e una mamma. Ho co-fondato Piano C, il primo coworking in Italia ad offrire un cobaby, luogo che oggi è anche un laboratorio di nuovi modelli di incontro tra donne e lavoro. E ho lanciato, insieme ad Andrea Vitullo, "maam - maternity as a master", la soluzione definitiva per smettere di perdere capitale umano ogni volta che una donna ha un figlio. Oggi maam è diventato anche un percorso digitale per donne in congedo di maternità: trasformando questo periodo della vita in un vero e proprio motore di energie e di competenze.
21 Settembre 2018

Part-time, un danno per lavoratori e aziende?

        Un recente articolo del Financial Times intitolato “C’erano una volta due banchieri” punta il dito senza mezzi termini su una verità troppo spesso non detta: le donne non “scelgono” di guadagnare meno dopo la maternità. Nella storia narrata dal quotidiano inglese si fa riferimento in particolare al part time, e a come questo condanni chi lo sceglie a bloccare la progressione della propria carriera e del proprio reddito, indipendentemente dalle reali capacità della lavoratrice, e anche dai suoi risultati.   La scelta del part time sembra essere una “scelta di campo”: stai privilegiando altro,...

14 Settembre 2018

Mamma e papà finalmente pari, a cominciare dalla cattiva sorte

      Il disegno di legge 735 a firma Pillon è un’ottima notizia per il nostro Paese. A quanto pare abbiamo finalmente deciso di prendere sul serio le raccomandazioni europee* e l’esempio di Paesi come il Belgio e la Svezia, più avanti di noi sul tema della genitorialità condivisa. "Il bambino", dice testualmente il documento “ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con il padre e con la madre, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambe le figure genitoriali, con paritetica assunzione di responsabilità e di impegni e pari opportunità. Ha anche il diritto di...

07 Settembre 2018

Stem, perché le ragazze non scelgono facoltà dal lavoro certo?

      Che cosa impedisce alle donne di dedicarsi alle scienze, alla tecnologia, alla matematica, all’ingegneria (le famose STEM)? Ci diciamo – e quindi indaghiamo in questa direzione, e quindi troviamo conferme e ci convinciamo sempre di più – che sono i pregiudizi culturali a fare da limite alla nostra immaginazione: sin da bambini, sulle copertine dei libri e dei giocattoli i maschi sono scienziati e le femmine ballerine. Così in TV, nei romanzi, nei fumetti, nei libri di storia, e infine nei meccanismi di selezione di queste professioni, nella valutazione dei decisori, nei sistemi di retribuzione. E se ci fosse...

01 Settembre 2018

Due tecniche sorprendenti per gestire le emozioni... usando il cervello

      Quando ti chiedono come stai, ti viene mai voglia di prenderti cinque minuti per pensarci su ("già, come sto veramente?") e, solo dopo, rispondere? No, di solito si fa prima a dire solo “bene”, magari facendo una smorfia che indica cinquanta sfumature aggiuntive, e passare all’argomento successivo. E se invece la “salvezza” fosse proprio nelle cinquanta sfumature di come veramente ti senti? Secondo la neuroscienziata Lisa Feldman Barrett, se miglioriamo la nostra capacità di definire le nostre emozioni possiamo cambiare la nostra vita. Perché, spiega, le nostre emozioni non sono dati di fatto oggettivi...

24 Agosto 2018

Lavoro, se non riesci a farti avanti la colpa è tua?

      Dai, puoi farcela, fatti avanti! Incoraggiare le persone a superare gli ostacoli può servire a farle sentire più forti ed è uno degli approcci più amati dalle scuole di management. In inglese si dice “empower”, in italiano si traduce con “dare il potere di”, o anche “abilitare”. Sin dall’uscita del noto libro di Sheryl Sandberg, numero due di Facebook, “Lean in” (in italiano “Facciamoci avanti”), incoraggiare le donne a fare un passo avanti è diventato uno dei messaggi chiave per vincere le discriminazioni sul mondo del lavoro. Tra il libro e il video TED del 2010 a esso dedicato (visto oltre...

03 Agosto 2018

E se poi su Tinder l'amore arriva?

    Va bene, ve lo racconto che poi su Tinder ci sono tornata. Le regole tra me e me erano chiare: nessuna "speranza d’amore" ma curiosità umana verso un segmento di mondo, quello maschile mio coetaneo, che conosco ancora poco. Con gli uomini lavoro, degli uomini parlo – soprattutto quando ne denuncio alcuni inefficienti monopoli – ma da un po’ di tempo ho iniziato a chiedermi se non li stessi valutando in modo superficiale semplicemente perché li conosco poco, per categorie. Così mi sono obbligata a incontrarne di nuovi. Scelti quasi a caso, proprio nel popolo di Tinder. Sono arrivata a quattro incontri: evitavo di...

20 Luglio 2018

Possiedi i tre ingredienti segreti che fanno un buon capo?

                    Alzi la mano chi è contento del proprio capo. Nella maggior parte dei casi, come siano arrivati proprio loro a stare “sopra di noi” è un mistero. Possiamo prendere il loro posto? Saremmo dei bravi capi? Arriva dall’autore americano Peter Bregman l’ennesima ricetta del buon leader, con un filo conduttore che consente di trasformarla in un piccolo questionario da fare a sé stessi per decidere se è il caso di mettersi in corsa per una poltrona. Tre semplici domande, e iniziano tutte con la “C”.     1) Confidenza: hai fiducia in te stessa/o? Al contrario di...

13 Luglio 2018

Chiedimi se mi piace il calcio

  Il confronto tra i sessi prosegue in modo sottile ma visibile sui media, specialmente quando si tratta di calcio. E’ di questa settimana la notizia che la Juventus ha acquistato Ronaldo. Impossibile ignorarla, visto che i principali quotidiani le hanno dedicato mezza prima pagina. Attenzione: non sto parlando della Gazzetta dello Sport, ma dei quotidiani generalisti, quelli che dovrebbero trattare per il 99% altro e un po’ anche lo sport, tutti gli sport, ma che dedicano ogni giorno almeno due pagine al calcio. Mezza prima pagina, però, è un caso eccezionale. Si dedica all’elezione dei presidenti, ai cataclismi...

06 Luglio 2018

Startupper a 50 anni forse non è una cattiva idea visti i risultati

  Ho recentemente reincontrato il mio capo di quando lavoravo in Nokia: un Finlandese di nome Kimmo. Quando gli ho detto “Sono Ashoka Fellow, l’avresti mai detto?”, mi ha guardata con un’impenetrabile espressione finlandese e mi ha chiesto “Sei ancora così giovane da poter essere nominata Ashoka Fellow?”. Ovviamente no: “Non sono diventata più giovane col tempo” gli ho risposto, ma l’età non è una discriminante nel processo di selezione di Ashoka, una delle ONG più influenti del mondo, nata oltre 30 anni fa per supportare gli imprenditori sociali. Da tre a cinque anni: ecco l’età a cui un’azienda può...

29 Giugno 2018

Ho pianto, e non me ne vergogno

      Al recente incontro di Giovani Confindustria Forlì Cesena, dal titolo “Coniugare genitorialità e imprenditoria è possibile? Le storie di chi ci è riuscito”, un’imprenditrice di successo ha iniziato a piangere mentre raccontava come aveva messo insieme tutto lei: la sua azienda, i suoi bambini e una separazione. La sala, già scaldata dal tema del dibattito che invitava a guardare al binomio vita-lavoro in modo diverso, è scoppiata in un applauso affettuoso e l’imprenditrice ha così potuto condividere altre emozioni, insieme ad alcuni importanti insegnamenti su come l’animo umano sia sempre in gioco e...