Barbara Forresi

Dopo aver trascorso venticinque anni nella discretissima Torino, convinta come Yeats che il mondo sia "pieno di cose magiche, pazientemente in attesa che i nostri sensi si acuiscano", con una laurea in Psicologia clinica mi trasferisco a Milano. Quindici anni di impegno nel non profit - con Telefono Azzurro - mi avvicinano alle storie di bambini e adolescenti già troppo piegati dal male di vivere: le voci che ascolto mi spingono ad investire le mie energie nella comprensione di ciò che li aiuta a stare meglio. Grazie al dottorato di ricerca inizio a studiare come i traumi vissuti nell’infanzia (maltrattamenti, bullismo, terremoti, attentati terroristici, per citarne alcuni) possano influire lungo tutto l'arco della vita.
Oltre a svolgere la professione di psicoterapeuta, oggi insegno presso l'Università Sigmund Freud di Milano (http://www.milano-sfu.it/). Negli ultimi anni ho maturato una passione per le nuove tecnologie e per i tanti modi in cui, rimescolando i confini tra reale, virtuale e immaginato, influenzino le menti e le nostre vite, fin dall'infanzia. Black Mirror docet. Su Twitter @BForresi
07 Ottobre 2021

"È stata la mano di Dio", per guardare al passato e riscrivere il presente

Nella mia esperienza la spinta a scrivere è sempre legata alla mancanza di qualcosa che si vorrebbe conoscere e possedere, qualcosa che ci sfugge”, scriveva Calvino nel 1983 in Mondo scritto e non scritto. Si può immaginare una spinta simile dietro l’ultimo film di Paolo Sorrentino, “È stata la mano di Dio”, che ha vinto il Leone d'Argento - Gran Premio della Giuria alla 78° edizione della mostra del cinema di Venezia e che uscirà nelle sale (e poi su Netflix) a novembre. Sorrentino bussa alle porte del passato e ci racconta un passaggio delicato e doloroso della sua vita, l’attraversamento della linea d’ombra....

08 Settembre 2021

Se dopo le vacanze il tempo già "rotola in avanti"

    In questi giorni di ripresa lavorativa voltandomi indietro alla vacanza appena terminata percepisco una distanza temporale, quasi si trattasse di un ricordo di anni lontani. Come interpretare questa difficoltà a distinguere tra passato prossimo e remoto? Anche il tempo ha deciso di tenersi a distanza? Provando a fermarmi su questo ricordo cosi prematuramente sfocato, sono tornata con la mente al senso di libertà che pervadeva istanti che sembravano interminabili, al lasciarsi dondolare senza scopo. Alla gioia di avere uno scorcio sul mare e un libro tra le mani che potevo leggere ma anche non leggere. Ai giorni che...

24 Giugno 2021

I bambini ce la fanno, nonostante e grazie a noi

    Guardo la foto di fine anno scolastico di mio nipote, prima elementare. I bambini sono disposti su tre file con la maestra che svetta alla loro destra, come in una piccola squadra di calcio. Ma non è la solita foto di classe da annuario scolastico, perché i loro visi sono coperti dalla mascherina. Mio nipote non sa cosa significhi andare a scuola a volto scoperto e senza distanziamento: per lui la scuola è iniziata con la pandemia. Quale eredità di consapevolezze e auspici ci consegna quest'ultimo anno scolastico? Più volte in questi mesi mi sono ritrovata a parlare con mamme e papà, amici e colleghi,...

14 Aprile 2021

La pandemia e l'adolescenza messa nel freezer

  Marco ha 11 anni e passa il tempo ad annoiarsi. “Certo ogni tanto esco con lo skate e incontro qualche amico, ma tutto il resto è noia”, dice, involontariamente citando una canzone di quasi cinquant’anni fa. Sta a casa con la mamma e la sorella, stretto a loro sul divano davanti alla televisione. Prima giocava a calcio, si divertiva con i suoi videogiochi preferiti, ma adesso anche questi sembrano annoiarlo. Niente sport, niente gite, nessuna prospettiva di incontro con le “femmine”. “Non ha nessun interesse”, racconta la mamma. Aveva messo il naso fuori dalla porta dell'infanzia, ma è stato costretto a fermarsi...

08 Febbraio 2021

Bambini e adolescenti online, i segnali di disagio e gli interventi necessari

    Negli ultimi anni, il rapporto dei bambini e degli adolescenti con smartphone, pc, tablet e videogiochi è stato indagato estensivamente: abbiamo raccolto dati, li abbiamo interrogati in lungo e in largo, domandandoci da quale età, per quanto tempo, per quale utilizzo queste tecnologie fossero appropriate in età evolutiva. Accanto alle innumerevoli potenzialità, le ricerche si sono concentrate sui rischi di tipo psicopatologico (come dipendenze e hikikomori) o riconducibili a specifiche situazioni online (tra le altre, cyberbullismo, sexting, adescamento, pedofilia). E' stato anche studiato l’impatto che un...

29 Gennaio 2021

Otto parole per orientarci nell’anno che abbiamo davanti

Siamo entrati in questo 2021 in un momento che possiamo definire inafferrabile, che ancora fatichiamo a definire e nominare. Siamo in un territorio, la cosiddetta “nuova normalità”, senza precedenti, tutto da esplorare e diverso per ciascuno, per condizioni di partenza, processi psicologici o eventi che l’hanno caratterizzato. E allora proviamo a tracciare una mappa di parole che ci guidi, “parole chiave” che tentano di aprire spiragli di comprensione su quel magma psicologico pieno di ombre che stiamo attraversando. FiduciaIl virus ci ha messo a stretto contatto con l’incertezza e l’imprevedibilità: nemico...

16 Luglio 2020

Le vite dei bambini: a volte favole, altre volte favolacce

    Le vite dei bambini e degli adolescenti non sempre sono favole. A volte sono vere e proprie favolacce, per citare il titolo di un recente film intenso, coraggioso e crudele dei fratelli D’Innocenzo. Capita infatti, anche in società che si vantano di tutelare i diritti dei bambini e degli adolescenti, che un cattivo maestro sia sufficiente ad instillare un seme che esplode in una tragedia. E’ a suo modo una favolaccia la storia di Gianluca e Flavio, i due ragazzini di Terni di 15 e 16 anni, trovati senza vita nel loro letto dalle rispettive famiglie. Pensando fosse codeina, hanno assunto una dose letale di metadone...

19 Giugno 2020

Perché nel post-Covid ci sentiamo in bilico?

Abbiamo desiderato così tanto che il Covid ci concedesse una tregua, sognato così a lungo di poter uscire di casa, di riappropriarci delle città e della possibilità di spostarci, che sembra ingrato dire che questa è una fase molto difficile da un punto di vista psicologico. E' così però, e per tutti coloro che hanno strenuamente resistito durante il lockdown, raccogliendo ogni energia a disposizione per adattarsi e resistere, questo tempo può coincidere con una manifestazione più vivida e un acuirsi della sofferenza. Questo dolore è comprensibile, non solo come conseguenza della quarantena, del timore di ammalarsi, dei...

23 Aprile 2020

Postcovid, come siamo cambiati di fronte alla minaccia del virus?

Sembra di vivere in un racconto di Buzzati, cantore per eccellenza della sosta davanti all’ignoto. Come i protagonisti del racconto “Le mura di Anagoor”, ce ne stiamo accampati fuori dalle porte della città, in attesa che si aprano. «Ah, ci sono delle porte?» «Ce ne sono moltissime, di grandi e di piccole, forse più di cento. […] Non vengono aperte quasi mai. Però si dice che alcune si apriranno. Stasera, o domani, o fra tre mesi, o fra cinquant’anni, non si sa, è appunto qui il grande segreto di Anagoor». Dopo il confinamento e lo stravolgimento della quotidianità, prima fase dell’emergenza, in cui la vita...

19 Marzo 2020

Covid-19, come stare nel tempo dell’attesa

Sono giorni sospesi, giorni dell’attesa. Aspettiamo di capire che ne sarà di noi, delle nostre vite, della nostra città, del nostro Paese, dell’Europa e del mondo. Bramiamo di conoscere meglio questo virus, di trovare un vaccino o un farmaco efficace, e non vediamo l’ora che tutto finisca. Molti (a loro va un pensiero speciale) aspettano di guarire o la guarigione di qualcuno che amano; altri aspettano di rivedersi: figli di abbracciare genitori, nonni di coccolare nipoti. Altri ancora di tornare al lavoro e al proprio ruolo sociale, bruscamente sospesi.  Se chi è isolato attende di poter tornare ai propri affetti, chi...