Barbara Forresi

Dopo aver trascorso venticinque anni nella discretissima Torino, convinta come Yeats che il mondo sia "pieno di cose magiche, pazientemente in attesa che i nostri sensi si acuiscano", con una laurea in Psicologia clinica mi trasferisco a Milano. Quindici anni di impegno nel non profit - con Telefono Azzurro - mi avvicinano alle storie di bambini e adolescenti già troppo piegati dal male di vivere: le voci che ascolto mi spingono ad investire le mie energie nella comprensione di ciò che li aiuta a stare meglio. Grazie al dottorato di ricerca inizio a studiare come i traumi vissuti nell’infanzia (maltrattamenti, bullismo, terremoti, attentati terroristici, per citarne alcuni) possano influire lungo tutto l'arco della vita. Oltre a svolgere la professione di psicoterapeuta, oggi insegno presso l'Università Sigmund Freud di Milano (http://www.milano-sfu.it/). Negli ultimi anni ho maturato una passione per le nuove tecnologie e per i tanti modi in cui, rimescolando i confini tra reale, virtuale e immaginato, influenzino le menti e le nostre vite, fin dall'infanzia. Black Mirror docet. Su Twitter @BForresi
21 Febbraio 2019

Safer Internet Day e benessere dei bambini nella rete: “Proteggimi da ciò che voglio”

Il 5 febbraio, come ogni anno, è stato celebrato in tutto il mondo il Safer Internet Day, giornata sulla sicurezza dei minori nella rete, istituita dalla Commissione Europea, il cui obiettivo è aumentare la consapevolezza e favorire azioni concrete che promuovano un uso più sicuro e responsabile della tecnologia. Bambini e adolescenti si confrontano quotidianamente con un web nel quale circolano innumerevoli rischi: per citarne solo alcuni, cyberbullismo, grooming (ovvero adescamento da parte di malintenzionati), fake news, violazioni della privacy e utilizzo improprio dei dati, gioco d’azzardo, siti pro anoressia e bulimia, pagine...

10 Gennaio 2019

Il bambino capovolto: si sta diffondendo una visione distorta dell'infanzia?

In definitiva, sotto le vesti di questo culto dell’infanzia/noi abbandoniamo il bambino a se stesso/nella gestione della sua difficile situazione:/celebrandolo, lo ignoriamo. (Marcel Gauchet) E’ pieno di scorci illuminanti, che meritano più di una visita, Il bambino capovolto di Giampaolo Nicolais. Non semplicemente un libro da leggere, ma un libro che non si può non leggere se si hanno dei figli o dei nipoti, o si è impegnati a diverso titolo nella cura, nella difesa e nella tutela dell’infanzia. Uscendo dai consueti circuiti accademici e dalle riviste di settore, Giampaolo Nicolais - professore associato di Psicologia...

13 Dicembre 2018

Educare le giovani generazioni al digitale creativo. Perché bellezza, innovazione, arte e poesia arrivano anche dalle tecnologie

Gianni Rodari, scrittore noto per le sue filastrocche nonché autore del saggio “Grammatica della fantasia”, era solito coinvolgere i bambini in un gioco creativo: proponeva coppie di parole scelte a caso, invitandoli a mettere in relazione cose che in apparenza non c’entravano nulla l’una con l’altra e a stabilire connessioni impreviste. Le due parole con cui vi invito a giocare oggisollecitata dalla lettura del libro Creatività Digitale di Alessandra Suppini e Giulio Lughi, sono proprio digitale creativitàPer una volta la parola digitale non sarà affiancata a rischi, né a pericoli e neppure a dipendenza o...

15 Novembre 2018

Mamma, papà, potreste mettere giù il cellulare un momento?

Si parla tanto dell’uso sempre più precoce e diffuso di smartphone, tablet e pc tra i bambini e gli adolescenti: con toni spesso allarmistici, se ne sottolineano gli effetti sulla capacità di prestare attenzione e di concentrarsi, di essere empatici e di relazionarsi con coetanei, familiari e insegnanti. Si parla meno, se non nei termini del “cattivo esempio”, dell’impatto che un uso eccessivo dei cellulari da parte delle madri e dei padri possa avere sulla genitorialità e dunque sui figli. Una campagna video lanciata qualche giorno fa, che vede come protagonista l’ex milanese imbruttito, affronta questo tema con...

18 Ottobre 2018

"Non meno che perfetti": quando il perfezionismo rende i bambini infelici

Elena è un bambina di otto anni, bravissima a scuola. Tuttavia, racconta la mamma, fin da quando è piccola se non riesce subito in qualcosa si innervosisce moltissimo: se un calcolo non torna, una frase non è scritta bene o se qualcosa le sembra imperfetto, strappa, cancella e ricomincia da capo. Passa un tempo infinito a guardare e riguardare quello che ha scritto, attenta ai minimi dettagli, con atteggiamento dubbioso e ostinatamente ipercritico. Quando fanno i compiti insieme, la mamma inizialmente le dice di non preoccuparsi, la incoraggia ad andare avanti, ma alla fine anche lei si arrabbia e le serate si concludono tra...

30 Agosto 2018

Che succede quando Internet entra nello studio dello psicologo?

Sa, mio figlio passa ore davanti ai videogiochi spara-spara, ci si rifugia quasi, mi dice di sentirne il bisogno e di non poterne fare a meno, neppure in vacanza… non riesce a staccarsene. Ma io come madre cosa devo fare?”. “Mi sono lasciata con il mio fidanzato… ma non riesco a smettere di controllare il suo profilo Facebook, di leggere i suoi messaggi, guardare le sue foto, cercare di capire dov’è, con chi è, cosa pensa, se mi pensa…. A volte mi sembra di poter leggere nei suoi messaggi qualche riferimento a noi, alla nostra storia, come se la complicità in qualche modo ci fosse ancora, come se scrivesse a me e...

27 Agosto 2018

Genova e il crollo del ponte: l'importanza dei legami umani e della comunità

    "Il mondo spezza tutti e poi molti sono forti nei punti spezzati. Ma quelli che non spezza li uccide. Uccide imparzialmente i molto buoni, i molto gentili e i molto coraggiosi” E. Hemingway     Più volte mi sono tornate alla mente queste parole nel leggere del crollo del ponte Morandi di Genova e nell’avvicinare le storie delle tante persone colpite da questa tragedia. Uomini, donne, bambini in un lampo sottratti alla vita, nel momento spensierato di una partenza per le vacanze o in quello di una normale giornata lavorativa. Lutto e trauma in queste ore si intrecciano e si confondono, come due colori...

19 Luglio 2018

Proteggiamo i bambini, non le pistole

  «Se in un romanzo compare una pistola, bisogna che spari», scriveva il drammaturgo russo Anton Cechov. Parafrasandolo, potremmo affermare che se in una casa compare una pistola, bisogna che spari. Vorrei partire da qui per avvicinarmi al dibattito che in questi giorni ruota attorno al concetto di legittima difesa, all’ipotesi di concedere il porto d’armi ai cittadini che ne facciano domanda per un’adeguata difesa personale, alle implicazioni e agli specifici rischi che non riguardano solo gli adulti ma anche bambini e adolescenti. Cosa succede se portiamo un’arma in casa, nella nostra famiglia? Ce lo insegnano gli...

31 Maggio 2018

Bullismo, come spezzare la catena delle umiliazioni

Marta ha 12 anni e frequenta le scuole medie. Il nome è di fantasia ma i suoi racconti fanno eco a quelli di molti altri ragazzini della sua età, vittime di bullismo. «Nella mia classe c’è una bulla con le sue amiche… mi insultano e mi offendono in continuazione, mi prendono in giro perché non sono magra, durante le lezioni mi passano bigliettini con offese e cose non vere su di me…». “Ma sono anche manesche … succede anche che andando in palestra mi diano degli schiaffi e mi facciano cadere… o facciano a gara a sporcarmi i vestiti, dicendo che tanto non sono alla moda e che almeno non li indosserò più … mi...

03 Maggio 2018

I social rendono più cattivi? Discorso d’odio e altri affanni del nostro secolo

Politici che schiaffeggiano giornalisti, cantanti coperti da insulti nella rete per aver preso una posizione favorevole ai vaccini, il ragazzo che intima all’insegnante: “E’ un 6 e non farmi arrabbiare.... qui comando io, inginocchiati!”. Insegnanti che a loro volta gridano ai poliziotti: “Vigliacchi, dovete morire”. Di questi tempi è difficile resistere alla tentazione di definire il discorso d’odio come “il male del secolo”. Cediamo sempre più facilmente all’ira incontrollata, nella vita di tutti i giorni e soprattutto online. Ha fatto molto discutere nei mesi scorsi il caso di Mary Beard, professoressa a...