Finanza personale: la sindrome di Alice nel paese delle meraviglie

Dieci anni, l’anniversario di Alley Oop, sono un periodo di tempo adeguato a valutare la portata di certi cambiamenti. Per l’universo femminile se ne sta consumando uno, silenzioso e potentissimo al tempo stesso, del quale – anche se ormai è tema di dibattito quotidiano – purtroppo le donne non riescono ancora a prendere coscienza, se non nel momento in cui lo si deve affrontare: l’andamento demografico.

Da qualche tempo l’Istat divulga i dati che descrivono questo fenomeno con maggior frequenza rispetto al passato, prendendo diverse angolature, a dimostrazione di come sia diventato urgente trasmettere certe informazioni. Tanto per fare un esempio, il recente Monitoraggio sui flussi di pensionamento nel 2025 segnala il persistente divario pensionistico tra uomini e donne. Con un tasso di occupazione nettamente più basso, carriere lavorative più brevi e frammentate a causa delle maternità, stipendi cronicamente più bassi, le donne arrivano al momento del pensionamento percependo un assegno in media più basso di circa il 26% rispetto a quello percepito dagli uomini: 1.056 euro contro 1.437. Sono, appunto, medie: per migliaia di donne il trattamento pensionistico (sociale o da lavoro) è ben al di sotto di questa soglia.

Altri dati: in questo momento l’aspettativa di vita media è di 81,4 anni per gli uomini e 85,5 per le donne. Al primo gennaio del 2025 si contavano in Italia 23.548 centenari: 21.211 erano donne, vale a dire circa l’83%.

Come combiniamo tutti questi elementi?

Con una sintesi molto semplice: come vivranno le nostre amiche 80enni, 90enni e centenarie con mille e rotti euro aL mese (ma nella maggior parte dei casi con molto meno) se non cominceranno molto presto a farsi carico del proprio destino finanziario, di scelte professionali precise, di decisioni di risparmio ed investimento in autonomia in modo da arrivare alla vecchiaia con un adeguata protezione economica? Come pagheremo il fondamentale aiuto in casa, le spese mediche e sanitarie che saranno sempre più necessarie, la casa di riposo o l’Rsa nel caso in cui, per sentirci più protette e curate senza ricadere sulle spalle dei figli, la scelta dovrà essere questa?

Non ce la faremo: la prospettiva della povertà è qualcosa di molto concreto per milioni di donne. Il dibattito sulla necessità di occuparci – come individui in via generale ma come donne in particolare date le specificità delle nostre necessità (a partire dalla lunghissima prospettiva di vita) – della nostra educazione finanziaria è all’ordine del giorno da 10 anni e più. Eppure, tocca ancora registrare la scarsa consapevolezza che le donne hanno di questo problema, e continuano a delegare ad altri – nel migliore dei casi – le decisioni finanziarie importanti per la propria vita o, nel peggiore, se ne disinteressano completamente.

Io non ho tempo, io non ci capisco niente di banche e assicurazioni, io voglio il parti-time perché il pomeriggio devo fare i compiti con i bambini….. espressioni che conosciamo, scelte comprensibili e lecite ma che nella vita di ognuna di noi tornano indietro come boomerang dolorosi e pericolosi, scelte che nel lungo termine si pagano care.

Aggiungiamo l’ultima perla. In Italia solo il 58% delle donne ha un conto corrente personale e intestato esclusivamente a sé stessa. Le altre o non lo hanno affatto o lo hanno cointestato con il coniuge, giustificando questa scelta con ‘l’obiettivo di risparmiare sui costi bancari’. Questo è un dato di cronaca noto da anni. Un conto corrente in autonomia è la base fondamentale per costruirsi quell’indipendenza fondamentale che rende una donna forte e solida, capace di gestire le fasi difficili della vita ma soprattutto capace di pianificare il futuro.

Nel corso di un evento a Brescia, che ho avuto l’opportunità di seguire, il funzionario della più importante e radicata banca locale mi ha raccontato che, dopo aver censito puntualmente i conti cointestati tra i propri clienti, la banca ha studiato e lanciato un’offerta da proporre alle donne di queste coppie ‘cointestatarie’ offrendo loro condizioni super vantaggiose (zero costi per sei anni) per aprire un conto personale, spiegando l’importanza di questo gesto. L’interesse per l’iniziativa è stato notevole, sì….. soprattutto da parte di mariti perplessi e offesi che non hanno avuto nessun pudore nel chiamare la banca per chiedere: “Ma voi cosa volete da mia moglie?’.

Morale della favola: vogliamo spendere utilmente i prossimi dieci anni per provare a cambiare una volta per tutte questa situazione?

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Alley Oop – Il Sole 24 Ore compie 10 anni nel 2026.

Gli autori storici hanno partecipato alle celebrazioni con un loro scritto. Questo contributo è di Debora Rosciani, voce di Radio24. Potete ascoltarla in diretta tutti i giorni dal lunedì al venerdì alle 11.05 con il collega Mauro Meazza nella trasmissione Due di denari.

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