Quanto mancherà Valeria Fedeli, riformista rivoluzionaria sempre dalla parte delle donne

Se n’è andata una sincera democratica, un’amica delle donne, una riformista, una femminista. Un’innovatrice a tutto tondo. Valeria Fedeli non c’è più, ed è una perdita incolmabile.

La carriera nel sindacato

Classe 1949, sindacalista della Cgil sin da quando lavorava come maestra dell’infanzia a Milano, dal 1982 arriva a Roma nella segreteria nazionale. Diventa responsabile del coordinamento delle donne del pubblico impiego, poi del settore tessile. Nella direzione del sindacato entra dodici anni dopo, quando comincia l’era Cofferati, per far nascere la nuova categoria del Sindacato lavoratori della comunicazione (Slc-Cgil). Poi cresce ancora: segretaria generale della Filtea dal 2000 al 2010, e dal 2001 segretaria del sindacato tessile europeo Fsethc; vicesegretaria generale quando Filtea si fonde in Filctem.

Nel 2011 è tra le fondatrici di Se non ora quando, il movimento delle donne nato sulla scia delle proteste contro Silvio Berlusconi e gli scandali dei bunga bunga e delle “cene eleganti” ad Arcore. Una grande rete che si interroga su donne, corpi e potere e che si muove per sottolineare la centralità della rappresentanza e della autodeterminazione femminile.

L’avventura politica

Dura poco nel ruolo di vicepresidente di Federconsumatori, perché nel 2013 la politica la chiama. Capolista per il Pd in Toscana, è eletta in Senato, di cui diventa vicepresidente vicaria. Suo, tra gli altri, il disegno di legge per istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sui femminicidi.
Quando Pietro Grasso viene nominato presidente supplente della Repubblica, assume le funzioni di presidente del Senato e con Laura Boldrini nello stesso ruolo alla Camera guidano i lavori delle sedute comuni che porteranno all’elezione al Colle di Sergio Mattarella.

L’esperienza da ministra dell’Istruzione

A fine 2016 viene nominata ministra dell’istruzione nel governo di Paolo Gentiloni: ha il mandato di portare alla piena attuazione la legge renziana della “buona scuola” (n. 107/2015), dalla revisione dei percorsi di istruzione professionale all’educazione integrata 0-6 anni, fino al comma 16 dell’articolo 1 che ha stabilito come il piano triennale dell’offerta formativa debba assicurare “l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni”. Una norma lungimirante.

La scuola come luogo di cittadinanza attiva

Forte del suo impegno pregresso sul tema (da senatrice aveva presentato un Ddl proprio sull’educazione di genere): emana linee guida ad hoc, ancora oggi un punto di riferimento per chiunque volesse impegnarsi nell’educazione al rispetto sin dai banchi. Linee guida inserite in un Piano nazionale per l’educazione al rispetto provvisto di adeguati finanziamenti. Obiettivo: combattere discriminazioni e pregiudizi, al tempo stesso promuovendo l’orientamento di bambine e ragazze alle discipline Stem.

È convinta che il nostro sistema di istruzione debba diventare «un luogo di cittadinanza attiva», come scrive su Alley Oop il 20 settembre 2017. Promuove gli Stati generali per l’alternanza scuola-lavoro. Sa che sostituire la “conciliazione” con la “condivisione” dei carichi gratuiti di cura di casa e figli è il passo indispensabile per una reale parità di opportunità. È ai più giovani – afferma – «che dobbiamo guardare, sono loro che dobbiamo incoraggiare e sostenere, per costruire un mondo davvero di donne e di uomini, un mondo privo di violenza che sappia riconoscere e valorizzare le differenze come valori per una cittadinanza civile e democratica».

Sempre dalla parte delle donne

Terminata l’esperienza da ministra, nel 2018 viene ricandidata: sconfitta dalla rivale del centrodestra, è comunque rieletta in Senato grazie alla corsa nel proporzionale nelle liste dem in Campania. Il vento è cambiato, si apre l’epoca del governo gialloverde. Nel 2022 non è più candidata. Ma l’impegno di Valeria per le donne non finisce mai. Dove si parla di uguaglianza, lei c’è. Dove ci si confronta sulla libertà, lei c’è. Dove c’è da combattere per i diritti, lei c’è. Con i suoi inconfondibili capelli rossi e ricci, i colori e l’energia. Mancherà moltissimo.

In un messaggio esprime tutto il suo cordoglio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Il suo lungo impegno sindacale e politico, con costante attenzione ai traguardi di parità tra donna e uomo è stato sempre caratterizzato da passione civile, capacità di dialogo e alto senso delle istituzioni», testimoniati, dice il presidente, anche da ministra dell’Istruzione e da vicepresidente del Senato.  Anche la premier Giorgia Meloni si dice addolorata e le riconosce il merito di «aver vissuto con convinzione e passione il suo impegno in politica, nel mondo della scuola e del sindacalismo. Alla sua famiglia e a chi le ha voluto bene vanno le mie più sincere condoglianze in questo momento di dolore». Dolore profondo per il marito amatissimo, Achille Passoni.

Inconsolabili le compagne di lotta. «È stata sempre dalla parte delle donne», dice la collega e amica di una vita Titti Di Salvo. «Qualunque funzione abbia esercitato, in qualunque situazione e sempre stata lì, da quella parte. Sapeva più di tutte che da quella parte si gioca il futuro. Di tutti. E sempre in modo serio e competente. Perché Valeria voleva cambiarla la realtà, ed era impegnata in questo. Una rivoluzionaria riformista».
«Valeria per me era tante cose e tutte belle, racconta Paola Concia, anche lei come Di Salvo ex parlamentare dem e presidente del comitato organizzatore della fiera Didacta Italia. «La condivisione della militanza nella sinistra riformista, il femminismo, l’amicizia di una compagna. Per me per fortuna c’è un tassello in più: con lei e anche grazie a lei ho portato in Italia Didacta. Solo grazie al suo entusiasmo e ai suoi pensieri lunghi. Con lei se ne va una voce preziosa in questo tempo buio. Cara Valeria, il mondo della scuola non ti dimenticherà mai».
Filippo Sensi, portavoce di Matteo Renzi e Gentiloni e oggi senatore del Pd, la descrive così: «Fiera. Appassionata. Leale. Non mollava mai, sapevi sempre che c’era». Chiunque abbia lavorato con lei la ricorda severa, ma giusta: persona attenta, capace di guardare tutti negli occhi e dialogare. Qualità che le riconoscono anche nel centrodestra.

Te lo promettiamo, Valeria: sui principi che difendevi, sull’idea di società che sognavi e che hai raccontato anche in questo spazio, non molleremo mai neanche noi.

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