Endometriosi, alcuni farmaci diventano rimborsabili

Una notizia importante per le donne che soffrono di endometriosi: alcuni farmaci utili nella cura di questa patologia sono stati inseriti nella fascia A del sistema sanitario nazionale e saranno quindi rimborsabili. Un passo avanti significativo per l’accesso alle cure, ma anche per il riconoscimento della patologia, che fino a pochi anni fa era ancora poco conosciuta e che tuttora richiede troppo spesso un iter diagnostico troppo lungo.

L’endometriosi è una malattia infiammatoria cronica che colpisce in Italia circa il 10% della popolazione femminile in età fertile, anche se i dati sono estremamente parziali e probabilmente sottostimati. Una malattia cronica e invalidante, che colpisce le donne forse da sempre, ma verso cui solo negli ultimi anni si è cominciato a rivolgere attenzione.

I sintomi più diffusi sono: forti dolori mestruali e in concomitanza con l’ovulazione, cistiti ricorrenti, irregolarità intestinale, pesantezza al basso ventre, dolori durante i rapporti sessuali, infertilità nel 35% dei casi. Non si conoscono ancora le cause per questa malattia, troppo recente è l’attenzione della ricerca medica, e nemmeno esistono cure definitive né percorsi medici di prevenzione. Al momento si possono dunque solo limitare i danni che l’endometriosi provoca, percorrendo due strade: l’informazione e la cura dei sintomi.

Quali sono i farmaci rimborsabili

A rientrare nella fascia A del SSN, sono le specialità farmaceutiche contenenti il principio attivo Dienogest per la terapia di prima linea. Si tratta di un progestinico di quarta generazione, usato nei contraccettivi orali combinati e, appunto, nella terapia dell’endometriosi. La ricerca ha consentito di osservare una significativa riduzione del dolore mestruale e del dolore pelvico cronico, registrando inoltre un progressivo miglioramento dei punteggi dell’Endometriosis Health Profile-30 (EHP-30) e del Gastrointestinal Quality of Life Index (GIQLI).

Il miglioramento dei sintomi comporta ovviamente un miglioramento della qualità di vita. Perciò la rimborsabilità del farmaco è una notizia importantissima per molte donne affette da endometriosi che, finalmente, vedono non solo un riconoscimento della propria patologia come cronica da parte delle istituzioni, ma anche un concreto ed effettivo supporto dal punto di vista economico.

L’A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi, da oltre 18 anni impegnata nella difesa dei diritti delle donne con endometriosi, accoglie con soddisfazione la novità. «Siamo felicissime – commenta Jessica Fiorini, vicepresidente dell’A.P.E. -. La rimborsabilità di questi farmaci per l’endometriosi è una vittoria importante per alcune donne che combattono la malattia. La diagnosi può essere difficile e richiede tempo, il ritardo diagnostico va dai 5 agli 8 anni, con un impatto significativo sulla qualità della vita di coloro che ne soffrono. L’accesso alle cure adeguate è fondamentale».

«La rimborsabilità di questi farmaci rappresenta un traguardo importante, ma non è l’unica sfida da affrontare – aggiunge Annalisa Frassineti, presidente dell’associazione -. L’APE continua a impegnarsi per aumentare la consapevolezza sull’endometriosi; promuovere la ricerca per migliorare la diagnosi e la cura della malattia; sostenere le donne offrendo loro supporto e informazioni. Con il sostegno di tutti, possiamo dare speranza a tutte le donne che convivono con questa patologia».

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  • Gloria DI Rienzo |

    Questa è una grande conquista.La medicina di genere, comunque, deve essere sempre più potenziata per poter offrire nuove e reali miglioramenti dell9 stile di vita alle donne

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