La Scozia, prima al mondo, approva gli assorbenti gratis

scritto da il 26 Febbraio 2020

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Quante volte Alley Oop ha scritto dell’ingiustizia dell’Iva al 22% sugli assorbenti? La cosiddetta Tampon tax, un balzello tutto al femminile. L’ultima volta, ne abbiamo parlato quando il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha lanciato l’Iva al 5% sugli assorbenti, ma solo su quelli biodegradabili e compostabili, però. E ancora ci chiediamo quali siano, esattamente. Poi, finalmente, è arrivato qualcuno a sbaragliare il campo. È il parlamento scozzese, che ieri con 112 voti a favore, nove contro e un solo astenuto ha dato l’ok non solo ad abolire la tampon tax, come aveva tentato di fare qualche anno prima il parlamento di Londra, ma addirittura a rendere gratuiti gli assorbenti per tutte le donne della regione. Nessuna esclusa.

Si tratta della prima nazione al mondo a prendere un provvedimento del genere. Che ancora non è definitivo, poiché il Period Products Scotland Bill deve ora proseguire il suo iter all’interno del Parlamento scozzese e affrontare eventuali emendamenti. Ma una volta uscito da Holyrood consentirà la distribuzione gratuita di assorbenti in ogni farmacia, centro sociale e luogo di aggregazione giovanile del Paese. Costo stimato dell’operazione: 24 milioni di sterline all’anno, circa 29 milioni di euro.

L’autrice della proposta di legge, Monica Lennon, ha definito il Period Products Bill «la dimostrazione migliore di quanto il parlamento scozzese tenga alla parità di genere». Del resto, la Scozia è sempre stata avanti: già nel 2018 fu la prima al mondo a distribuire gratuitamente gli assorbenti in tutte le scuole e in tutte le università. Il nuovo provvedimento di legge non è che il seguito coerente di una direzione già imboccata.

Perché allora non farlo anche in Italia? Perchè in Scozia ci sono molti meno abitanti, direte voi: su una popolazione totale di 5,5 milioni di persone, possiamo agevolmente ipotizzare che le donne siano la metà, quindi meno di 3 milioni. In un Paese di oltre 30 milioni di donne come l’Italia, per una iniziativa del genere servirebbero 290 milioni di euro all’anno. E in tempi di crisi come questo, non sono pochi. Almeno, però, potremmo arrivare a essere come la Scozia prima di ieri, dove gli assorbenti non erano gratuiti ed erano anche tassati, cosi come nel resto del Regno Unito. Ma erano tassati al 5%. E non solo gli introvabili bio.

Ultimi commenti (4)
  • Mauro |

    Si, si, certo, Livia, pagati il 30% anzi, il 40% in più, per non parlare delle lamette e schiuma da barba ivate al 4% e la prima di causa di morte per le donne prima di tumori e malattie, e comunque è tempo di infrangere questo tabù per cui è vietato parlare di mestruazioni.
    Che saranno quasi trent’anni che la sento.
    https://www.youtube.com/watch?v=O_alPVvPY_A

    Per il resto…. tieni duro, tra qualche giorno andrà tutto meglio, vedrai.

    PERIOD!

  • Livia |

    Cosa ho appena letto…”Niente è gratuito: se chi lo usa non paga pagano gli altri. E vi sembra giusto?” …Beh, se la metti così allora ti dico che si è giusto, e sarebbe ancora più giusto se la pagassero i maschi.
    Perchè dato che a parità di lavoro sono pagati il 20% in più di noi solo perchè maschi, allora sarebbe un bel segno se lo stato li tassasse per una quota pari al gender gap e con quei soldi ci rendesse un po’ di giustizia per ciò che abbiamo subito per millenni, cominciando da una delle tante ingiustizie a cui siamo ancora sottoposte nel patriarcato, ossia dover pagare un bene di prima necessità come fosse un bene di lusso, considerando il fatto che se i maschi avessero le mestruazioni, gli assorbenti sarebbero gratis da sempre.
    Davvero, sorprende leggere commenti come il tuo da parte di una donna. In quanto donna dovresti capire che questa non è solo una questione di giustizia, ma soprattutto una battaglia femminista che ha un alto valore simbolico. Le mestruazioni sono sempre state motivo di emarginazione e svalutazione per noi donne da parte dei maschi, la donna mestruata è considerata da loro impura, il sangue mestruale un tabù e un segno di inferiorità. Ognuna di noi conosce il peso di questa cultura sul suo corpo da quel primo giorno.
    E’ tempo di trasformare quello che è stato per troppo tempo un segno di inferiorità, in un simbolo collettivo di orgogliosa appartenenza che tutta la società deve riconoscere e rispettare, a cominciare dai maschi.
    Fosse per me, tra le tante rivendicazioni dall’8 marzo dovremmo pretendere la gratuità di tamponi e assorbenti, dare una scadenza al governo oltre la quale la forma di protesta dovrebbe essere un free bleeding ad oltranza. Vedresti dopo un mesetto se non li trovano subito i fondi!

  • R.P. |

    La Scozia (insieme alla Norvegia) gode di incassi petroliferi enormi. E´ facile essere generosi quando dal Mare del Nord sgorgano sterline a palate! Se pero´ i suggerimenti di Greta verranno ascoltati, allora le cose cambieranno. Norvegia e Scozia torneranno nel novero dei paesi normali, dove le tasse dei contribuenti pagano i servizi pubblici. E allora staremo a vedere. Saluti. R.P. Ffm.

  • michela |

    Niente è gratuito: se chi lo usa non paga pagano gli altri. E vi sembra giusto?