Mariaelena Pistoni: la ricerca per la cura del tumore al seno punta sul DNA

scritto da il 27 Marzo 2018

pistoni“Quello che ti spinge ad andare avanti è la passione. E la consapevolezza che la ricerca non si ferma”. Mariaelena Pistoni, 40 anni, è ricercatrice  del Laboratorio di Ricerca Traslazionale dell’Azienda Usl Irccs di Reggio Emilia. Una ricerca “pura”, come la definisce lei: “non siamo una startup e non cerchiamo uno sbocco a livello industriale o commerciale. Il team di cui faccio parte è dedicato a studiare come sia possibile agire sulle cellule tumorali del seno utilizzando farmaci che influenzano il DNA per gestire e ridurre le resistenze alle terapie in uso”. A Mariaelena Pistoni e alla sua attività di ricerca arriveranno i 30mila euro donati da Coop Alleanza 3.0 alla Fondazione Umberto Veronesi. Il finanziamento consentirà alla biologa di portare avanti nel 2018  il suo studio sui tumori alla mammella, cercando di risolvere le resistenze che le attuali terapie incontrano.

“Ci aspettiamo che una terapia combinata di farmaci che tengano conto delle modificazioni genetiche del paziente e di inibitori del metabolismo, uniti ai tradizionali chemioterapici, possa avere un maggiore impatto”, ha dichiarato la ricercatrice. Mariaelena Pistoni è laureata in biologia. Nel 2008 ha ottenuto il dottorato di ricerca in Biologia Molecolare. “Dopo la laurea non sapevo che cosa fare”, racconta. “Avevo concluso una tesi in genetica e cercavo un posto di lavoro. Mi sono imbattuta quasi per caso in un professore che cercava persone disponibili al dottorato di ricerca in biologia molecolare. Avevo 26 anni e ho deciso di propormi. Non me ne sono pentita, nonostante la precarietà di questo tipo di lavoro e nonostante i finanziamenti limitati”. E nonostante qualche incidente di percorso. “Se la passione è la benzina più importante, le delusioni sono ‘le scosse’ che ti fanno crescere. Quella che mi ricordo come la più importante è avvenuta alla fine del dottorato di ricerca, che ha lo scopo di pubblicare un articolo scientifico. La commissione mise in discussione il mio in modo poco morbido. Fu messo in discussione il lavoro di quattro anni, che poi però, dopo ulteriori revisioni , si rivelò corretto. Ecco, fare ricerca significa accettare che non ci sarà mai una fine allo studio, e abbracciarla proprio per questo”.

Secondo il registro dei tumori, le neoplasie al seno sono quelle più diffuse tra le donne, nonostante la mortalità sia in netta diminuzione, grazie soprattutto agli screening che permettono di diagnosticare il tumore in fase precoce.