Cari gay: chi vota destra, non vota contro se stesso?

scritto da il 05 Febbraio 2018

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Si può essere gay e votare destra? E’ la domanda delle domande, capace di scatenare da sempre animate discussioni che di solito finiscono senza un reale “vincitore” (se di vincere si tratta). Ma l’interesse per questa domanda, in realtà, non sta tanto nella risposta, che non può essere altro che “Sì”, visto che l’orientamento sessuale ovviamente non determina un orientamento politico. L’interesse sta nel capire il significato e le conseguenze di quel “Sì”. E per farlo, siccome non sono tutte uguali, bisogna innanzitutto chiarire di quale destra si sta parlando. Quindi, per prima cosa, la domanda va riformulata in modo più corretto, contingentata al presente: “può una persona lgbt votare destra, in Italia, oggi, 2018, quando la destra è quella rappresentata da Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni?

Sì, certo che può, ma votare questa destra, oggi, per un omosessuale italiano significa votare contro se stesso. Che se ne renda o che non se ne renda conto. Che voglia o non voglia dirselo. Senza che ci sia più spazio per gli alibi del passato. Quali alibi?

Fermo restando che in Italia le tematiche lgbt fanno ancora oggi fatica a entrare tra le priorità della politica in generale, fino a prima del 2016, il ragionamento di chi, omosessuale, votava destra, suonava più o meno così: “La sinistra ci ha dato qualche diritto? No, esattamente come la destra, che almeno non promette nemmeno di farlo”. Dunque questo era l’alibi, che per i diritti lgbt, nei fatti, votare destra o sinistra non avrebbe fatto alcuna differenza. Ora, tralasciando il fatto che l’attuale destra italiana (populista, post fascista, xenofoba e cattolico integralista), si è sempre mostrata discriminatoria verso le tematiche riguardanti orientamento e identità di genere, nemmeno una riga di questo ragionamento vuole andare a concludere che le persone lgbt dovrebbero automaticamente votare sinistra.

Il punto è un altro. E cioè che se fino a ieri votare destra per un omosessuale significava sicuramente non guadagnare diritti, ma, apparentemente, nemmeno perderli (visto che non ne aveva), oggi, 2018, non è più così. Oggi esiste una legge (approvata due anni fa), che non accontenta tutti, ma che dà per la prima volta diritti importanti ai cittadini gay e lesbiche di questo Paese: le Unioni Civili. Una legge, che, a prescindere da chi l’ha approvata, oggi qualcuno, in campagna elettorale sta dicendo chiaramente di voler abolire o ridimensionare. E questo qualcuno, anzi, questi qualcuno, sono proprio i tre leader dell’alleanza di centro-destra.

milano-gayAmmesso o non ammesso che nei fatti questa volontà possa tradursi realmente in azione politica, le Unioni Civili pongono sicuramente l’elettorato lgbt di destra di fronte ad una nuova responsabilità. La responsabilità di valutare, al momento del voto, come e se mantenere le conquiste fatte. Come, ma soprattuto, se. Già, perchè a dire il vero, non è nemmeno giusto pensare che per tutte le persone lgbt i diritti di uguaglianza, conquistati e da conquistare, rappresentino una priorità da cui far dipendere una scelta di voto. Esistono casi di omofobia interiorizzata in cui, anche omosessuali dichiarati, danno una valutazione di se stessi discriminatoria e identica a quella di chi li discrimina. Sostanzialmente pensano che non avere gli stessi diritti, sia giusto. Ecco perchè possono votare anche chi candidamente dichiara di volerglieli togliere.

La speranza, è che specialmente le nuove generazioni, abituate a vivere con una visibilità e una normalità maggiore, non siano più disposte a tornare indietro, a scendere a patti con quella politica che vuole togliere e non aggiungere. E che non lo sia anche tutto il mondo a cui appartengono. Un atteggiamento che, a lungo andare, potrebbe portare un beneficio anche alla destra. Perchè se proprio lì dei ragazzi lgbt iniziassero a militare senza nascondersi, rivendicando la propria diversità; se proprio lì anche i loro genitori, amici, fratelli non fossero più disposti ad accettare politiche discriminatorie, forse, e sottolineo forse, tutto questo potrebbe contribuire a far crescere in questo Paese un conservatorismo liberale di stampo europeo. Interrompendo la lunga tradizione di gay, lesbiche e bisessuali, che da sempre, in incognito, militano e ricoprono cariche istituzionali importanti all’interno del centro-destra. Nascondendo ciò che sono, o accettando che ciò che sono sia “tollerato” a patto che non diventi esplicitamente un tema politico.

Utopia? Forse, ma non bisogna scordarsi che le Unioni Civili hanno portato molti ad una consapevolezza e rispetto di sè e della propria vita, fino a ieri impensabili. C’è solo da augurarsi che tutto questo non faccia che aumentare a macchia d’olio, espandendosi in ogni livello e grado di relazione, a prescindere dall’orientamento e dalla militanza politica. Ecco perchè bisogna difendere questa legge da chiunque voglia cancellarla. Perchè rappresenta una speranza, uno stimolo di progresso non solo culturale e sociale, ma anche politico. Per tutti. Anche per chi oggi, è disposto a votare contro se stesso.

Ultimi commenti (7)
  • Giò |

    La destra, consapevole che era impossibile eliminare l’indecenza pubblica, creò le case di tolleranza, fu la risoluzione migliore per vari motivi, molto accettata. Anche per gli omosessuali si potrebbe studiare e trovare una soluzione del genere, non senza soddisfazione degli stessi soggetti in causa. Non sto parlando di restringere i gay in un edificio, ma di regolare, in accordo con loro, uno status e luoghi che li tuteli e li soddisfi nei loro diritti, ma nello stesso tempo soddisfi pure la necessità di mantenere decorosa la società e la vita pubblica,

  • Roberto |

    Nessun partito politico sara mai davvero a favore dei gay per un semplice motivo: i gay non producono figli, che sono una delle risorse materiali che a qualsiasi persona che si occupi di politica interessano di piu.
    Qualche partito politico può far finta qualche volta che gli interessi qualcosa, soltanto per elemosinare qualche voto in più.
    Ma è sempre e comunque una menzogna, una falsita raccontata per pilotare qualche voto, non perché dei gay interessa veramente a qualcuno.
    Consiglio caldamente di non abboccare a questi slogan superficiali e vuoti e di pensare piuttosto a cosa puo interessare realmente ad un politico, per capire quali delle sue proposte possono essere davvero concrete e quali no.

  • Davide |

    Sono gay, ma sono anche italiano, uomo, bianco, occidentale, vorrei sapere dagli altri italiani, uomini, bianchi , occidentali, non vi siete ancora accorti che votare a sinistra vuol dire votare contro voi stessi?
    Per non parlare del fatto che di gente di sinistra che odia a morte e disprezza i gay ne ho conosciuta tanta, quindi cosa dovrebbe avere la sinistra di meglio da offrirmi in questo senso, a parte le solite vaghe promesse che di concreto non hanno niente?

  • Wassim Kantari |

    Penso che una persona voti in base a delle gerarchie di importanza che assegna ai vari temi. I diritti gay sono stati raggiunti in Italia e la destra non ha in programma di eliminare la legge Cirinnà, quindi perché un gay non dovrebbe votare a destra se ne condivide il programma?

  • Anna Maria d'Andrea |

    Complimenti per l’articolo. E sono concorde al 100%. In Italia da sempre c’é una Destra omofoba, razzista e cattiva contro la comunità LGBTI italiana e straniera. Sono anni ed anni che lo ripeto e lo sostengo. Grazie.

  • Fabrizio |

    Concordo pienamente. Votare destra, significa negare se stesso, per un omosessuale. La destra, vuol cancellare con le buone o con le cattive l’entità omosessuale.

  • undecies |

    eccellente articolo, chiaro e veritiero.