Orienteering: imparare a non perdersi nel bosco e nella vita. Fin da piccoli

scritto da il 18 Ottobre 2017

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Lo sport della Corsa d’Orientamento, spesso noto col nome internazionale di Orienteering, è un’attività sportiva che ha trovato, negli ultimi anni, ampio spazio anche all’interno della Scuola come strumento didattico ed educativo. Non è solo sport, non è solo corsa, non è solo gioco – guai a chiamarla caccia al tesoro!

La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli in occasione dei mondiali di orienteering ha sottolineato che “È uno sport molto adatto alle scuole perché riunisce in sé diverse, importanti caratteristiche: si pratica all’aria aperta, spesso immersi natura; richiede l’impiego di facoltà sia fisiche che intellettive; spinge le atlete e gli atleti a risolvere i problemi in poco tempo. Nel caso delle competizioni a squadre, poi, si aggiunge la capacità di lavorare in gruppo, mettendo al servizio di tutti le proprie qualità migliori”. E sono proprio le qualità migliori a portare alla vittoria.

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Cristina Ruini, presidente dell’Associazione Punto K orienteering ASD, istruttrice e orientista da 10 anni e tra le prime in Italia a proporre questo sport ai bambini di 4-6 anni, nelle scuole di Trieste, racconta ad AlleyOop che Non è necessariamente il primo della classe o lo studente-sportivo più veloce della scuola a vincere. Perché le abilità che vengono messe in atto sono un mix di energie fisiche e di facoltà mentali che spesso fanno emergere anche quegli studenti che hanno intelligenze diverse non sempre scolasticamente apprezzate. Nato nei paesi scandinavi e divenuto in breve tempo materia di insegnamento nelle scuole in Svezia, anche in Italia si inizia a manifestare l’interesse per l’orienteering a misura di bambino. Inserito tra i 34 sport scolastici riconosciuti dalla International school sport federation (ISF), l’Orienteering consta di 4 discipline: corsa, sci, mountain bike e trail-o (l’orienteering di precisione, aperto agli atleti paralimpici).

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L’attività ludico-sportiva proposta ai bambini, anche in ambito scolastico, presenta forti caratteristiche di interdisciplinarietà: logica, matematica e scienze motorie in primis, ma anche scienze, arte e immagine, storia, geografia. “Non è da sottovalutare anche la valenza educativa sulla personalità. Nell’ orienteering infatti ogni bambino deve applicare la propria tattica, prendere decisioni in autonomia, avendo fiducia in se stesso e nelle proprie capacità. Il bambino sviluppa quindi autonomia e autostima, ma anche socializzazione e cooperazione” – prosegue Cristina Ruini.

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L’80% delle attività vengono svolte all’aria aperta, in zone campestri, tra i boschi, in ambiente montano ma anche in prati e giardini, educando i bambini ad appropriarsi e vivere spazi naturali, in un approccio positivo e divertente. Le attività in ambienti cittadini, solitamente svolte in un centro storico, educano e stimolano l’attenzione dei bambini per i contesti urbani. La carta topografica è il primo strumento con il quale i bambini si interfacciano, imparando il concetto topografico generale: planimetria e simbologia, con cenni più o meno approfonditi della riduzione in scala. I primi esercizi di orientamento vengono presentati come giochi e variano a seconda dell’età e della capacità dei bambini. Tutti gli esercizi possono essere svolti sia camminando che di corsa. La difficoltà sta proprio nel trovare la velocità che consente di mantenere costante l’attenzione. Ai bambini viene quindi proposto di allenare il fisico, ma anche il cervello.

Ultimi commenti (7)
  • Claudio Lessi |

    Associazioni tipo CAI (Club Alpino Italiano), Lega Ambiente, Orienteering ed anche altre, hanno una forze valenza educativa verso i giovani e non solo ma sono abbandonate dal sostegno delle Amministrazioni Comunali che preferiscono mettere forze dell’ordine, spese pulizia, manutentare continuamente palestre/campi per sport dove gli atleti non trasmettono niente di educativo ai ragazzi.

  • Claudio Lessi |

    Non dimentichiamo l’attenzione di questo sport verso la tutela dell’ambiente ..possiamo anche essere in 1.000 (esempio Venezia) ma non si trova 1 cartina per terra, nessuno grida e/o bestemmia e non servono le forze dell’ordine!

  • Angela colombo |

    Servirebbe molto a me…non sono capace di orientarmi..

  • Nico Zuffi |

    L’Orienteering molto spesso coinvolge l’intera famiglia, i cui componenti possono partecipare nella stessa gara nelle rispettive categorie , divise per fasce d’età. Nella categoria Esordienti l’intera famiglia può partecipare come gruppo, in cui ciascun componente da il suo contributo per ottenere il miglior risultato. Questo aggiunge all’attività sportiva la possibilità di effettuare una visita turistica alla località sede della manifestazione, aspetto poco considerato dagli atleti di punta.

  • Fabio Storti |

    Grande Vladimir che ci ha lasciato in eredità uno sport così intelligente !!!

  • pavesi |

    Dove si tengono dei corsi per ragazzi a Milano ? grazie

  • Alberto Zambiasi |

    “L’orienteering è sport gran bello, muove le gambe ed il cervello

    Vladimir Pacl” (fondatore dell’orienteering in Italia)