Meryl Streep ai Golden Globes: “Quando il potente usa la propria posizione per atti di bullismo, siamo tutti perdenti”

scritto da il 10 Gennaio 2017

Meryl Streep sta facendo il pieno di views su YouTube e su tutti i canali che stanno diffondendo nel mondo le sue parole: sale sul palco a ritirare il suo premio ai Golden Globes 2017 e, afona e stupenda, coinvolge tutti i presenti emozionandoli in un discorso da vera role model. La migliore fra le migliori.

Di cosa ha parlato nel suo speech? Di un film? Della sua vita? Del suo percorso professionale? Della sua famiglia? No, perché una vera role model non ha bisogno di parlare di sé: gli altri le riconoscono il ruolo, conoscono il suo personal brand, si aspettano un messaggio diverso, mai banale.

Nel suo discorso sottolinea l’importanza dei modelli e di quanto chi rivesta un ruolo di potere possa imporre uno stile che a cascata si diffonde fra tutti, rendendo plausibili e accettabili socialmente anche comportamenti discriminatori, violenti, razzisti: perché se detti da un leader diventano in poco tempo “normali”. Violenza richiama violenza, bullismo evoca bullismo e via dicendo.

La Streep coinvolge i presenti rendendoli protagonisti delle sue parole, ha preparato la storia nei minimi dettagli, ha avvisato ciascuno e anche la regia è pronta a inquadrarli uno per uno. Un modello che parla dell’importanza dei modelli, degli esempi, delle fonti di ispirazione, toccando le corde di attori, stampa straniera e di tutti coloro i quali la stanno ascoltando, fra il pubblico.

È talmente chiaro a tutti di chi si parli che la Streep non ha nemmeno bisogno di fare il suo nome. C’è da immaginare come lui possa aver appellato lei, guardando il video che cresce di migliaia di visualizzazioni ogni secondo: parole improprie, volgari, denigratorie, per l’appunto.