Caso Meloni: la scienza dice che la questione non esiste

scritto da il 15 Marzo 2016

imageSi può fare il sindaco di Roma e anche la mamma? La domanda rimbalza fra i tavolini del bar fin dalla mattina e ora che si è arrivati all’aperitivo non è ancora stata trovata una risposta. Eppure si tratta di una domanda “che non si sarebbe nemmeno posta in un Paese e in una società in cui vengono garantiti supporto e strumenti adatti ai genitori e alla famiglia. E, in generale, occorre ribadire che il fatto che mamma o papà siano impegnati e realizzati anche nell’attività lavorativa, è una risorsa e non uno svantaggio per i bambini”. A intervenire nella querelle Meloni-Bertolaso è Mirta Mattina, coordinatrice del progetto di psicologia perinatale all’Ordine degli psicologi del Lazio, all’Adnkronos

il figlio soffrirebbe degli impegni materni? “I figli e le figlie di madri, ma anche padri, coinvolti in una professione impegnativa – dice l’esperta all’Adnkronos Salute – non hanno nessuna difficoltà” rispetto ai bambini con genitori che lavorano di meno. “Anzi, molto spesso il fatto che siano soddisfatti in altri ambiti, oltre quello familiare, è un qualcosa in più per loro. Spesso si evidenzia l’importanza del tempo ‘di qualità’ da trascorrere con i figli, ma è chiaro che anche la quantità è importante”. Però ricercare questa quantità non è compito solo dei genitori: “La cura di un bambino – insiste Mattina – non deve essere una responsabilità solo delle donne, ma deve essere condivisa da tutta la famiglia e soprattutto dalla società”.

Sistemato il bimbo, ora resta da preoccuparsi per la città. Una neomamma può svolgere in modo adeguato un incarico importante? In questo modo caso rispondo con un video:

Roma, quindi, non dovrebbe soffrirne. Anzi. Ma allora qual è il problema? Forse la mamma: due compiti così gravosi potrebbero mettere a dura prova la sua salute. Eppure ci sono studi diversi che dimostrano proprio il contrario. Uno studio dell’università di Chicago pubblicato su Psychological Science, dimostra come una vita di impegni, lavoro e responsabilità mette il cervello al riparo da depressione, angoscia, rabbia e apatia. Una teoria simile era stata sviluppata da un gruppo di antropologi, psicologi e neuroscienziati dell’Harvard Study of Adult Development. I dati raccolti hanno dimostrato che è più felice chi riesce ad adattarsi, indipendentemente da ciò che gli capita lungo il cammino. Nell’adattamento sta il segreto di una buona vita, e quindi anche nella volontà di andare a lavoro ogni giorno. Lo psicologo e saggista Martin Seligman, direttore del Centro di psicologia positiva dell’università della Pennsylvania, ha Individuato in tre fattori i cardini della “science of happiness”: nell’autostima, nella cortesia e soprattutto nel lavoro duro i suoi punti cardine.

Ma se non ci sono problemi per il bambino, non ce ne sono per Roma e nemmeno per Giorgia Meloni, di cosa stiamo discutendo?